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NOTIZIARIO DI INFORMAZIONE AI SOCI DELLA
Associazione Ornitologi dell’ Emilia-Romagna

Numero 9 - Giugno 2005

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Assemblea 2005
Oasi del Quadrone, Medicina (Bo)

Iniziativa di AsOER per il monitoraggio della Cicogna bianca in Emilia-Romagna
(Mario Bonora)

CENSIMENTI IWC 2005
(Roberto Tinarelli)

Risultati Censimento svernanti 2005 (in una nuova finestra del browser)

Primo campo di osservazione della migrazione dei rapaci nel Delta del Po
(Guido Premuda)

Ricerca sul Picchio Nero nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
(Stefano Gellini)

Sula nella campagna bolognese
(Adriano De Faveri e Michele Scaffidi)

Recensioni

4° centenario dalla morte di Ulisse Aldrovandi (1522-1605) - naturalista ed ornitologo bolognese

Richiesta dati per il Resoconto Ornitologico dell’Emilia-Romagna - anno 2004


 

Assemblea 2005
Oasi del Quadrone, Medicina (Bo)

Abbiamo tenuto l'Assemblea annuale dei soci il 12 marzo, ospiti della Fattoria didattica della Cooperativa La.c.me Oasi del Quadrone di Medicina. Si è sperimentata una nuova formula, che è risultata simpatica e molto adatta ai gruppi familiari con bambini al seguito: un gigantesco barbecue allestito da un congruo numero di volonterosi, mentre gli altri facevano una visita alla vicina Oasi del Quadrone.

Nel pomeriggio si è svolta l'Assemblea aperta dalla relazione del presidente Roberto Tinarelli che ha esposto il bilancio consuntivo 2004 e preventivo per l'anno in corso.

Ha poi illustrato lo stato di avanzamento di progetti ed attività dell'Associazione: il Progetto Garzaie per cui si ipotizza di trovare entro il 2005 uno sponsor per la pubblicazione dei risultati, il nuovo progetto di Adozione dei Fenicotteri che AsOER porterà avanti in collaborazione con INFS e Parco del Delta Emilia Romagna e che ha finalità oltre che divulgative ed educative anche di reperimento fondi per l'acquisto di ottiche da inviare ad ornitologi di paesi nordafricani da cui provengono poche letture rispetto all'entità delle popolazioni di Fenicotteri. Si accenna alla decisione del Consiglio di aprire uno stand presidiato da soci volontari alla fiera del Birdwatching, che illustri la vita e le finalità dell'Associazione e serva anche di base per l'adozione dei Fenicotteri. Sono in preparazione pannelli illustrativi ed altro materiale con cui allestire lo stand.

Si è poi parlato della seconda edizione del Convegno Avifauna Acquatica: Esperienze a confronto. Abbiamo scelto due temi,

1 - La gestione dei livelli idrici, workshop dedicato alle problematiche ed alle tecniche di gestione dell’acqua nelle varie tipologie di zone umide in riferimento alle varie specie, con presentazione di un documento di raccomandazioni suggerite da AsOER a chi ha responsabilità di gestione di zone umide..

2 - L’impatto delle centrali eoliche sulla Avifauna. Saranno ospiti Franz Bairlein dell’Institute of Avian Research 'Vogelwarte Helgoland' e Mark Duchamp della Società Iberica 2000, che terranno una lattura a cui farà seguito la tavola rotonda. Interverranno Carlo Ripa di Meana del Comitato di Salvaguardia del Paesaggio, un esponente della Regione Puglia, un responsabile per l’Italia della Società Gamesa produttrice di generatori eolici, rappresentanti di LIPU, WWF, Italia Nostra, Legambiente ed Altura.

Abbiamo poi parlato di progetti di ricerca, in atto o conclusi, come il Censimento degli svernanti 2005, il prgramma affidato ad AsOER di Monitoraggio dell'Avifauna in tre stazioni del Parco del Delta del Po (Salna di Cervia e Ortazzo, responsabile A.Magnani; Valli di Argenta, responsabile F.Borghesi; Scanno di Goro, responsabiile M.Passarella), Inanellamento di Laridi e Sternidi presso le Saline di Comacchio seguito da Adriano Talamelli, Adriano De Faveri ed altri, la ricerca sulla Presenza dell'Astore nelle Foreste Casentinesi, appena concluso, seguito da Mario Bonora, Pierpaolo Ceccarelli ed altri, la richiesta di Violetta Longoni di una collaborazione per il Monitoraggio del Tarabuso nelle zone umide dell'Emilia-Romagna.

Su proposta di Nicola Baccetti, l'Assemblea si dichiara favorevole ad un maggiore impegno dell'Associazione per il Monitoraggio e l'inanellamento della Cicogna bianca già iniziato lo scorso anno. AsOER acquisirà direttamente gli anelli colorati in PVC ed effettuerà l'inanellamento con propri Soci rapportandosi ove necessario con le istituzioni ed associazioni coinvollte.

Sono state poi approvate le richieste di adesione di nuovi soci, che portano il numero totale degli iscritti a 127.

A conclusione dell'Assemblea, Adriano De Faveri ha proiettato una serie di diapositive delle sue esperienze di viaggi ornitologici e di inanellamento, e Maurizio Ravasini un filmato sul Falco della Regina, realizzato in Sardegna.

Iniziativa di AsOER per il monitoraggio della Cicogna bianca in Emilia-Romagna
(Mario Bonora)

La Cicogna si è estinta come nidificante nella nostra regione come in tutta Italia diversi secoli fa, presumibilmente a causa della riduzione della superficie delle zone umide ma più probabilmente soprattutto a causa delle persecuzioni.

Una sintetica ricostruzione storica con accenni alla situazione a partire dall'epoca romana si può trovare in Aimassi, G.: La Cicogna bianca Ciconia ciconia nel Medio Evo ad Alba (Cuneo) Avocetta 23: 147 (1999).

In epoche più recenti Francesco Ginanni nella sua “Istoria Civile e Naturale delle Pinete Ravennati” (1774) la cita “Rarissima ella è fra noi la Cicogna bianca, e non s'è veduta, che in occasione di qualche burrasca straordinaria come avvenne nell'anno 1760; perchè una funne presa, rottale un'ala con un'archibugiata”

Pare che sventuratamente la Cicogna facesse parte della farmacopea dell'epoca: “il sugo di Cicogna ottimo si reputa per confortare i membri paralitici. Così lodasi molto la distillazione della Cicogna giovane, come antiepilettico” (Ginanni, F. ibidem).

Nella nostra regione è nato a Faenza per iniziativa di un appassionato, il comm. Roberto Bucci, il primo Centro Cicogne di Italia, alla fine degli anni ‘60.

A questo hanno fatto seguito altri Centri specialmente nelle regioni del Nord, per iniziativa di Amministrazioni locali o di Associazioni, come la LIPU.

Centro Cicogne di via Convertite, Faenza - C.Zini

In Emilia-Romagna sono sorti due centri a Bando (Portomaggiore, FE) e alle Vallette di Ostellato (FE) per iniziativa della Provincia di Ferrara e più recentemente a Bentivoglio (BO). In questi Centri con il metodo classico si allevano Cicogne in grandi voliere, nell'intento di attirare individui selvatici e di liberare i giovani nati in cattività per arrivare a ricostituire una popolazione nidificante.

Nella stagione riproduttiva 2004 (vedi AsOER Notizie n.8) abbiamo iniziato un'attività di inanellamento e monitoraggio delle Cicogne, in quanto gli individui che nidificano molto spesso non sono identificabili, perchè privi di anelli, e non si può quindi valutare l'efficacia dello sforzo per la reintroduzione. Così abbiamo intrapreso la collaborazione con il Cras Astore di Faenza ed inanellato 27 pulli.

Nel 2005 Asoer ha acquisito 90 anelli colorati in PVC per inanellare il maggior numero possibile di giovani Cicogne nate in Emilia.Romagna e per identificare anche adulti ed immaturi presenti nelle voliere dei Centri del Ferrarese. A Bentivoglio infatti l'operazione di inanellamento degli adulti e subadulti presenti era già stata portata a termine al momento della collocazione nelle voliere.

La stagione riproduttiva 2005 è stata molto favorevole per la Cicogna.

A Faenza erano presenti 5 nidi su piattaforme artificiali al Centro Cicogne di via Convertite, gestito dal Cras Astore in collaborazione con il Comune di Faenza, e 11 nidi presso lo stabilimento industriale Falconero il cui titolare sig. Bruno Carroli ha installato di sua iniziativa da diversi anni un consistente numero di piattaforme.

Inanellamento a Faenza, Stabilimento Falconero con l'autogru dei VVF -C.Zini

Il 26 maggio AdrianoTalamelli ed altri hanno inanellato a Faenza con anello metallico e PVC 38 pulli, con l'aiuto dei Vigili del Fuoco che hanno messo a disposizione i mezzi per raggiungere i nidi.

Sempre in comune di Faenza, erano presenti altri tre nidi occupati in una proprietà ove non è stato

consentito l'accesso per inanellare, ed una coppia che ha costruito il nido ed allevato due pulli su un traliccio di una linea ad alta tensione ENEL lungo l'argine del Torrente Senio. In complesso sono presenti circa 60 piattaforme artificiali, di cui un terzo circa è occupato.

Spostamento del nido su traliccio a Bubano da parte dei tecnici di Hera – foto C.Zini

Nell'Imolese, in Comune di Mordano, presso i bacini ex-AMI gestiti dalla società HERA di Bubano, una coppia ha costruito un nido su un traliccio a media tensione, che dava qualche problema per la sicurezza della linea. HERA con una operazione ben condotta ha eretto una piattaforma artificiale in prossimità del traliccio e traslocato il nido; la nuova sistemazione è stata immediatamente accettata dalla coppia che ha deposto pochi giorni dopo ed iniziato la cova. Sono nati due pulli, un uovo non si è schiuso, ma tuttavia la nidificazione è fallita probabilmente per la scomparsa di uno dei due adulti.

A Bologna una coppia ha allevato quattro giovani nell'area dell'ex Zuccherificio di Crevalcore, in una posizione poco accessibile per l'inanellamento. Due coppie libere hanno costruito i nidi sulla voliera del Centro Cicogne di Bentivoglio; i 5 pulli sono stati inanellati da Dario Martelli. All'interno della voliera si è avuto qualche tentativo di nidificazione non riuscito, da parte degli adulti presenti.

Nel Ferrarese, tre nidi sono stati costuiti su pali di linee a media tensione intorno a Bando e Trava, inoltre due nidi sono stati costruiti da coppie selvatiche sulla voliera dell'Oasi delle Vallette di Porto (ex zuccherificio di Bando). In collaborazione con ENEL, che ha messo a disposizione un suo mezzo e il personale tecnico per la momentanea disattivazione delle linee, il 31 maggio Luigi Corradini e Alessio Farioli hanno inanellato 12 pulli in quattro nidi; nel quinto era presente un pullus ancora troppo piccolo e due uova non ancora schiuse.

Inanellamento a Trava di Portomaggiore con ENEL

Alle Vallette di Ostellato era presente un nido con tre pulli costruito da una coppia 'selvatica' sopra la voliera, che tuttavia non è stato possibile raggiungere, per eccessiva distanza, con il cestello messo a disposizione dal Comune di Ostellato; sette giovani sono nati da quattro coppie nella voliera.

Nel Modenese la coppia che si è riprodotta alla Luia nelle valli Mirandolesi già lo scorso anno ha allevato tre pulli (un quarto è scomparso) che sono stati inanellati con PVC e metallo il 2 giugno da Raffaele Gemmato, Carlo Giannella, Giuseppe Rossi ed altri. A metà luglio i tre giovani dopo essersi involati si erano trasferiti a Faenza dove sono stati letti presso il Centro Cicogne locale.

Un secondo nido nel Modenese è stato costruito vicino a Novi; la coppia ha allevato con successo tre giovani che sono stati inanellati ai primi di luglio da Giuseppe Rossi e Paolo Corsinotti, grazie alla collaborazione dei vigili del fuoco di Carpi.

I quattro giovani del nido di S.Martino Spino-R.Gemmato

Nido di Cicogna a Novi MO raggiunto per l' inanellamento con l'autoscala dei VVF di Carpi

Anche nel Reggiano e nel Parmense si sono avute due nidificazioni rispettivamente a Gavasseto e in prossimità di voliere di proprietà privata dove si allevano Cicogne.

L'aspetto più interessante riguarda l'insediamento di coppie 'selvatiche' a distanza dai Centri dotati di voliere con individui che fungono da richiamo. Almeno 8 coppie in Emilia-Romagna hanno costruito nidi lontano da punti di allevamento, il fenomeno è ancora più significativo perchè questi casi si stanno verificando anche altrove, ad esempio in Toscana dove due coppie hanno nidificato vicino al Padule di Fucecchio; una di queste ha purtroppo fallito la nidificazione a causa di un trauma grave subito da uno degli adulti.

La quasi totalità dei nidi presenti nella regione è illustrata in una photogallery curata da Menotti Passarella. http://www.extracon.org/cicogne2005?page=1

Al termine dei primi due anni di attività di inanellamento di AsOER, abbiamo oltre 90 giovani Cicogne (nate nel 2004 e 2005) con anello metallico e di PVC colorato; inoltre dovremmo nelle prossime settimane terminare di inanellare gli individui presenti nelle voliere dei Centri ferraresi che ancora non hanno anello di PVC, in vista di futuri rilasci o fughe accidentali. I 90 anelli colorati che AsOER ha acquisito ad inizio stagione 2005, che sembravano tanti, saranno usati praticamente tutti.

Altro fatto molto positivo è la collaborazione che abbiamo ottenuto da enti, istituzioni e società di servizi, come Hera, Enel, Amministrazioni Provinciali e Comunali, Vigili del Fuoco, imprenditori e privati che ci hanno consentito l'accesso nelle loro proprietà e collaborato in mille modi, segno della simpatia che la Cicogna riscuote da parte praticamente di tutti.

A questo punto ci sono buone premesse per il monitoraggio degli individui nati in zona ed inanellati. Se continueremo lo sforzo di inanellamento e la successiva lettura degli anelli potremo contribuire a raccogliere importanti informazioni relative alla dispersione dei giovani e in un secondo tempo alla struttura della popolazione nidificante.

Stabilimento CAVIRO di Faenza, l'autoscala dei VVF si posiziona per l'inanellamento

CENSIMENTI IWC 2005
(Roberto Tinarelli)

Anche nel gennaio 2005 l’AsOER ha supportato e organizzato, a seconda delle aree, i censimenti nelle tre province della Regione (Ferrara, Ravenna, Bologna) più importanti per gli uccelli acquatici svernanti.

I censimenti sono stati effettuati nel periodo 8-25 gennaio, caratterizzato da numerose giornate con consistenti foschie e nebbie che hanno limitato, ed in alcuni casi reso impossibile, effettuare i rilievi sul campo, costringendo spesso i censitori a ripetere i censimenti in giorni diversi e talvolta a dover rinunciare alla copertura di alcune zone quali, ad esempio, le discariche dove sono presenti numerosi gabbiani.

Complessivamente sono stati censiti nel 2005 132.465 uccelli acquatici (cioè specie che dipendono per tutto o parte del loro ciclo biologico dalle zone umide). Il numero di uccelli censiti nel 2005 risulta il più basso dal 2002 a causa sia delle difficoltà di rilevamento sia della scarsità di uccelli in vasti comprensori come quello delle Valli di Comacchio e delle zone umide costiere ravennati. In particolare le specie soggette alla maggiore diminuzione sono state il Gabbiano comune e il Gabbiano reale mediterraneo.

Riportiamo in questa sede i risultati dei censimenti per macrozone rimandando ad altra sede illustrazioni ed analisi dei dati più dettagliate.

Uccelli acquatici censiti nel gennaio 2005 nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna (totale 132.465 uccelli)

 

Risultati Censimento svernanti 2005 (in una nuova finestra del browser)

 

Primo campo di osservazione della migrazione dei rapaci nel Delta del Po
(Guido Premuda)

Falco di palude in volo. Foto A.De Faveri

Questa primavera si è tenuto il primo campo di studio della migrazione dei rapaci nel Delta del Po, con osservazioni per 15 giorni continuativi, dal 23 Aprile al 7 Maggio 2005.

Il punto d’osservazione, scelto dopo sporadiche osservazioni preliminari, è situato su un argine tra Taglio della Falce e Valle Canneviè-Porticino, presso Lido di Volano.

Hanno collaborato alle osservazioni e all’organizzazione del campo: Roberto Raneri, Stefano Donello, Mario Bonora, Leo Golinucci, Giorgio Leoni, Franco Roscelli, Michele Scaffidi, Luciano Ruggieri, Menotti Passarella, Patrizio Gigli.

Sono state osservate alcune centinaia di rapaci in migrazione, appartenenti a 10 differenti specie: Falco di palude, Albanella minore, Falco pecchiaiolo, Nibbio bruno, Poiana, Sparviere, Gheppio, Lodolaio, Falco cuculo, Falco pellegrino. La specie più numerosa rilevata è il Falco di palude, mentre particolarmente interessante è l’osservazione di 3 esemplari di Poiana delle steppe Buteo b. vulpinus.

Si intende pubblicare i risultati dettagliati dello studio, anche in confronto con altri siti di migrazione.

Ricerca sul Picchio Nero nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
(Stefano Gellini)

Sotto l'egida del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, M.Falterona e Campigna il Museo Ornitologico di Forlì ha intrapreso una campagna di ricerche per approfondire le conoscenze sullo status del Picchio nero nel crinale tosco-romagnolo. Il 6 maggio si è svolta una estesa ricognizione di una porzione di territorio che include la Riserva di Sasso Fratino, nel corso della quale sono stati contattati ed osservati due individui territoriali.

Due gruppi di rilevatori con l'assistenza del Corpo Forestale dello Stato hanno attraversato la Riserva integrale da Pian del Pero e da Poggio Cornacchia, ricongiungendosi a 'Quota 900'

fori di alimentazione del Picchio nero su Abete bianco morto, S.Gellini

Rilevatori e personale del Corpo Forestale dello Stato a Sasso Fratino

Sula nella campagna bolognese
(Adriano De Faveri e Michele Scaffidi)

Intorno al 10 giugno è stato trovato un immaturo di Sula (Morus bassanus) vicinoa Zola Predosa. E' stato consegnato alla Polizia Provinciale che lo ha affidato al Centro Recupero di Brento. La Sula si è ristabilita abbastanza rapidamente. E'stata poi inanellata ed è in attesa di rilascio. La Sula è riportata nella check-list dell'Emilia-Romagna come migratore regolare; tuttavia la presenza così lontano dal mare non è consueta.

La Sula al Centro Recupero. Foto M.Scaffidi                              

Recensioni

Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio- Foreste Casentinesi Parco Nazionale

Atlante della Biodiversità del Parco

1°Volume

 

(a cura di Nevio Agostini,Leonardo Senni e Chiara Benvenuto)

Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, 2005 .Pag 215

Questo è un testo molto tecnico composto solamente di dati e senza illustrazioni, che non indulge assolutamente a frivolezze.

E' il primo di una serie di volumi analoghi che dovranno contribuire alla conoscenza dei principali gruppi sistematici vegetali ed animali del Parco.

In questo volume si tratta di Felci e Licopodi, Orchidee, Coleotteri Carabidi, Coleotteri Cerambicidi, Farfalle e Falene, Anfibi e Rettili ed Uccelli.

Sono descritte 1419 specie illustrate in maniera sintetica attraverso schede impostate un po' diversamente secondo i vari gruppi considerati ma che riportano ecologia ed habitat, status e distribuzione nel Parco e a livello nazionale, stato di conservazione.

Le schede sono redatte da 14 esperti che hanno lavorato a lungo nelle Foreste Casentinesi e ne hanno ricavato una approfondita conoscenza.

Gli Uccelli in particolare sono trattari da Pier Paolo Ceccarelli, Stefano Gellini e Guido Tellini Florenzano.

Vengono presentate le schede di 98 specie nidificanti, per ognuna delle quali si riporta habitat, fenologia nel Parco, distribuzione in Italia e nel Parco, Status in Italia e nel Parco, e comprende la classificazione AERC (Association of European Records and Rarities Committees) raccomandata dalla Commissione Ornitologica Italiana, status generale, status riproduttivo, trend secondo la Lista Rossa degli Uccelli nidificanti in Italia, categorie SPEC, protezione secondo le principali convenzioni internazionali.

Risultano estinte 10 specie negli ultimi dieci anni, solo tre delle quali sono specie forestali o degli arbusteti (Magnanina, Balia dal collare, Merlo dal collare) mentre in prevalenza si tratta di Uccelli legati alle praterie e pascoli ora abbandonati e in fase di ricolonizzazione da parte della vegetazione arbustiva ed arborea.

Alcune specie come il Pellegrino sono di comparsa recente ed in aumento (da 1 a 2-3 coppie in 10 anni); altre ugualmente di nuova acquisizione come il Picchio nero sono definite in maniera forzatamente imprecisa per carenza di informazioni su una eventuale nidificazione.

Fa seguito una check-list di 139 specie per ognuna delle quali è indicata categoria AERC, status e una breve nota. Sono inserite 12 specie estinte, tra cui oltre a quelle comprese nelle schede dei nidificanti non più rilevati sul territorio, il Picchio dorsobianco apparentemente presente alla fine del XIX secolo (almeno un individuo catturato sul Monte Falterona è conservato in una collezione), il Piro-piro piccolo e il Corvo imperiale.

Probabilmentre per carenza di spazio, legata alla presentazione attraverso schede estremamente sintetiche, non è sempre chiara la definizione del trend tipo 'specie in aumento' o 'in diminuzione'. Ad esempio la Tordela, che apparentemente è molto comune nel Parco, è definita 'in diminuzione' senza altra spiegazione. Oppure per il Rampichino alpestre si dichiara un aumento che potrebbeanche essere apparente, perchè dovuto ad un miglior sforzo di rilevamento. Si deve comunque dare atto che gli Autori da anni compiono e coordinano monitoraggi anche quantitativi ripetuti nel tempo ed approfonditi, con metodi IPA, transetti e BBS, alcuni dei quali non ancora pubblicati, e che probabilmente i trend delle popolazioni sono solo in attesa di una più esplicita definizione.

4° centenario dalla morte di Ulisse Aldrovandi (1522-1605) - naturalista ed ornitologo bolognese

 

Ulisse Aldrovandi nacque a Bologna nel settembre 1522 da famiglia nobile. Il padre era il conte Teseo Aldrovandi, notaio e segretario del Senato bolo- gnese, la madre Veronica Marescalchi, imparentata con il futuro papa Gregorio XIII. Rimasto orfano di padre in giovane età, iniziò un periodo piuttosto turbolento di viaggi e studi umanistici; la famiglia cercò di avviarlo al commercio a Brescia e Bologna senza grande successo.

Più tardi si appassionò presso l'Università di Bologna allo studio della giurisprudenza, che tuttavia abbandonò nel 1547 ormai prossimo alla laurea, per trasferirsi a Padova dove seguì insegnamenti di logica, matematica e medicina. Nel 1550 si trovava a Bologna quando venne coinvolto in un processo per eresia, in seguito al quale venne deferito al tribunale ecclesiastico a Roma, dove trascorse alcuni mesi in carcere in un regime di semilibertà. In questo periodo si appassionò in particolare alla botanica e alle scienze naturali.

Concluso il processo ritornò a Bologna dove conseguì la laurea in medicina nel 1553 ed ebbe incarichi di insegnamento di Logica, Filosofia e successivamente Botanica. In questo periodo compì numerosi viaggi nell'Appennino Modenese, in Garfagnana, Monte Baldo, Appennino Marchigiano e Monti Sibillini, vallate della Romagna e valli Ravennati a scopo di erborizzazione. Nel 1561 viene creata a Bologna la prima cattedra di Scienze Naturali, che gli fu affidata. Visita in questi anni molti musei e 'giardini dei semplici' in varie città del nord Italia e si adopera perchè anche a Bologna venga istituito un Orto Botanico pubblico, che viene creato finalmente nel 1568.

Ricopre la carica di protomedico ed approfondisce le nozioni di farmacologia del tempo basata su rimedi naturali; in questa veste di ispettore per conto della collettività dell'attività degli speziali, entra in contrasto con la potente Compagnia degli Speziali che nel 1575 riesce a farlo espellere dal Collegio dei medici e rimuovere dalla direzione dell'Orto botanico. Riabilitato successivamente nel 1577, pare anche per intervento del Papa Gregorio XIII suo parente per parte di madre, riacquista le sue cariche e in particolare la direzione dell'Orto botanico che nel frattempo è stato trasferito a porta S. Stefano e presso il quale Aldrovandi risiederà. In questi anni ha creato una notevole collezione che lascerà al Senato bolognese insieme con la sua biblioteca ricca di oltre 3000 opere a stampa e 300 manoscritti, con la clausola che venga conservata in un corpus museale unico, così come è stato e così come è giunta ai giorni nostri.

Negli ultimi anni della sua vita Ulisse Aldrovandi cagionevole di salute conserva solo la direzione dell'Orto botanico e cura la pubblicazione dei suoi studi e in particolare la celebre Ornithologiae, hoc est de avibus libri XII in tre volumi, il primo dei quali esce nel 1599. A questo fa seguito nel 1660 Ornithologiae tomus alter e nel 1603 Ornithologiae tomus tertius ac postremus.

Nel frattempo cura anche De animalibus insectis libri septem, cum singulorum iconibus ad vivum expressis (1602) ed altre opere che verranno pubblicate postume, come De piscibus libri V et de cetis lib. unus nel 1613 e Monstrorum Historia, nel 1642.

Ulisse Aldrovandi muore il 4 maggio 1605 e viene sepolto in S. Stefano a Bologna.

Di lui si conservano le collezioni raccolte nel Museo Aldrovandiano e la sua Biblioteca, le sue opere a stampa, e un vasto epistolario di corrispondenze con naturalisti dell'epoca. Di particolare interesse le lettere di Costanzo Felici da Piobbico, medico marchigiano che gli inviava intorno al 1563 osservazioni sull'avifauna del Pesarese.

L'Università di Bologna ha un sito per le celebrazioni del centenario di Aldrovandi:

www.centenarioaldrovandi.org

E' in corso la riedizione in formato digitale (pronta nel 2008) di tutte le sue opere:

www.centenarioaldrovandi.org/testi/evento9.html

Biografia ed immagini del Museo:

www.filosofia.unibo.it/aldrovandi/default.htm

www.matmatprof.it/filosofia_e_dintorni/biografie/aldrovandi.htm

Le celebri tavole acquerellate, raffiguranti piante ed Uccelli, che illustrano le sue opere:

www.filosofia.unibo.it/aldrovandi/pinakesweb/main.asp

Richiesta dati per il Resoconto Ornitologico dell’Emilia-Romagna - anno 2004

Il n.2 del 2004 di Picus ha ospitato la pubblicazione del secondo resoconto ornitologico dell’Emilia-Romagna –anno 2003 - che come Associazione Ornitologi dell’Emilia Romagna ci siamo proposti di compilare ogni anno. Il resoconto comprende una parte introduttiva e metodologica e 5 parti riservate a:

  • Specie nidificanti irregolari e nidificanti regolari in aree geografiche inusuali
  • Specie svernanti irregolari o svernanti regolari in aree geografiche inusuali e/o con numeri inusuali
  • Specie migratrici irregolari o con numeri inusuali, accidentali,estivanti
  • Specie esotiche importate ed introdotte
  • Uccelli con piumaggi aberranti e ibridi

Hanno partecipato molti soci e altri rilevatori (144 in tutto) con osservazioni personali inedite: la funzione del Resoconto è anche quella di non fare ammuffire inutilmente in un cassetto dati interessanti per la conoscenza dell’avifauna.

Il 2004 che sarà oggetto del terzo Resoconto si è presentato come anno di grandi notizie: svernanti rari, presenze inusuali, segnalazioni al COI di accidentali.

E’ importante la collaborazione di tutti per un buon resoconto 2004: le vostre osservazioni possono essere indirizzate entro il 20 settembre 2005 a:

asoer@virgilio.it

carlo.giannella@gambro.com

rtinarelli@libero.it

 

 





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