2004: un anno impegnativo ma produttivo
A poche settimane dalla fine del
2004, è possibile
stilare un primo bilancio di un anno che è stato
certamente il più impegnativo per l’AsOER
dalla sua recente fondazione. Infatti, oltre ai “soliti” censimenti
degli uccelli acquatici svernanti, alla continuazione
di iniziative già avviate (progetto “Vie
d’Acqua”, report sulla Cicogna nera in Emilia
Romagna, attività varie di inanellamento) e alla
conclusione della ricerca sull’Astore nel Parco
Nazionale delle Foreste Casentinesi, sono state sviluppate
e condotte nuove attività che hanno comportato
sia un forte incremento delle persone coinvolte sia l’attuazione
di gran parte degli scopi associativi previsti dalla
statuto.
Un momento particolarmente importante è stato
l’Assemblea annuale dei soci tenutasi il 20 marzo
presso il Museo delle Valli ad Argenta, durante la quale,
dopo un consuntivo delle attività avviate/svolte
nel primo triennio, sono stati presentati e discussi
i progetti e le attività future e si è proceduto
al rinnovo delle cariche sociali dell’Associazione
per il periodo 2004-2006. I soci votanti hanno approvato
la lista presentata. Sono quindi confermate le cariche
sociali precedenti con l’eccezione di Pier Paolo
Ceccarelli che prima delle elezioni ha rassegnato le
dimissioni per ragioni personali. A Pier Paolo desideriamo
esprimere un sentito ringraziamento per la collaborazione
prestata. Il nuovo membro del Consiglio direttivo è Franco
Roscelli di Parma.
L’iniziativa del 2004 che ha riscosso il maggiore
successo è stata l’organizzazione del Convegno di
Ornitologia “Avifauna acquatica: esperienze a confronto” tenutosi
il 30 Aprile a Comacchio nell’ambito della Fiera
internazionale del Birdwatching e del turismo naturalistico.
Al convegno, della durata di una giornata, sono state
presentate 15 relazioni orali suddivise in tre
sessioni e 15 contributi sotto forma di poster ed hanno
partecipato oltre 150 persone.
Sul campo è stato profuso notevole impegno nella
partecipazione ai vari progetti di ricerca nel Parco
Regionale del Delta del Po: almeno 40 rilevatori hanno
preso parte ai censimenti mensili nelle tre aree campione.
Nel 2004 è stato effettuato anche l’inanellamento
di pulli di Cicogna bianca a Faenza e nel Mirandolese
(MO) al fine di acquisire informazioni sulla colonizzazione
di questa specie come nidificante.
Altre importanti iniziative dell’Associazione
sono state la promozione di un appello contro i tentativi
da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali
di ottenere dalla Commissione Europea un’estensione
della stagione venatoria a febbraio e la redazione di
osservazioni contrarie a due progetti di centrali eoliche
lungo il crinale appenninico.
Le varie attività svolte e le iniziative intraprese
nel 2004 hanno generato numerosi contatti ed ulteriori
opportunità di perseguire gli scopi per cui è nata
l’Associazione.
Il Presidente Roberto Tinarelli
Censimento degli Svernanti 2005:
un appuntamento
annuale per i Soci e i collaboratori di AsOER
Siamo ormai nel periodo dei censimenti
degli svernanti che quest’anno va dall’8 al 25 gennaio. L’organizzazione
di questa attività è, per l’AsOER,
un impegno importante che premia e riconosce il ruolo
della nostra Associazione; è anche un’occasione
per tutti noi di scendere sul campo in maniera finalizzata
e di partecipare attivamente a un progetto di ricerca
che è alla base della costituzione dell’AsOER
ma, soprattutto, è un momento di aggregazione
che necessita del sostegno dei suoi soci.
Le date previste per i vari raggruppamenti di zone sono:
- Martedì 11 gennaio: Valle Mandriole,
zone umide a nord di Ravenna e rispettivo litorale,
zone umide del settore meridionale di Ferrara e rispettivo
litorale (Comprensorio Comacchio e Bellocchio), Mezzano
- Mercoledì 12 gennaio: zone umide interne
del Ferrarese (eccetto Valli di Argenta), corso del
Po
- Venerdì 14 gennaio: zone umide del
settore nord-orientale della provincia di Ferrara (Valle
Bertuzzi, Sacca e Scanno di Goro), zone umide a sud
di Ravenna sino alla Salina di Cervia e rispettivo
litorale
- Martedì 18 gennaio: Valli di Argenta
(FE) e zone umide bolognesi
- Mercoledì 19 gennaio: giornata da utilizzare
per censire eventuali zone non coperte il giorno precedente
Se non sarà possibile coprire alcune delle suddette
zone nelle date prefissate a causa della nebbia o per
altre ragioni, si procederà a ripetere i censimenti
nelle giornate di Venerdì 21 gennaio e Martedì 25
gennaio.
Le giornate di sabato 8 e sabato 15 gennaio saranno
dedicate al censimento dei Gabbiani nelle discariche,
nel porto di Ravenna e nella vicina Pialassa.
Questa comunicazione ha pertanto
lo scopo di conoscere e raccogliere le disponibilità dei
Soci e dei collaboratori di AsOER sulla cui presenza
qualificata
e numerosa contiamo. Se quindi siete interessati a partecipare
ai censimenti inviate un messaggio o telefonate a Roberto
Tinarelli (rtinarelli@libero.it 3358133035) indicando
le giornate e le aree per le quali siete disponibili.
I censimenti IWC saranno organizzati
come negli anni passati. Le modalità specifiche
(squadre, luoghi e ore di ritrovo) verranno comunicate
ad ogni rilevatore
in seguito dai coordinatori delle varie zone.
Cicogne in Emilia-Romagna
Nella regione sono in atto, in certi
casi da molti anni, progetti
di reintroduzione della Cicogna bianca (Ciconia ciconia)
che stanno cominciando a dare risultati interessanti.
Oltre alle nidificazioni nei 4 Centri Cicogna di Faenza,
Ostellato, Bando e Bentivoglio si sta assistendo all’insediamento
spontaneo di coppie in altre aree.
In diversi casi le Cicogne nate non
sono state inanellate, per cui è difficile un monitoraggio della popolazione.
Nella stagione riproduttiva 2004 varie persone si sono
impegnate per l’inanellamento dei giovani nati
con anelli metallici e in PVC per la migliore identificazione
degli individui.
Nido a S.Martino Spino, Mirandola (foto R. Gemmato)
Giovani di S. Martino Spino inanellati (foto R. Gemmato)
A Faenza nel 2004 erano presenti
20 coppie nidificanti ed altri 32 individui subadulti
o non nidificanti. Le
20 piattaforme (su 60 installate) occupate dalle Cicogne
per nidificare erano situate nel Centro Cicogne di Cà Viro,
nello stabilimento Falconero e nella proprietà Bucci.
Sono nati 26 giovani, 20 dei quali sono stati inanellati
il 28 maggio da Adriano Talamelli e Umberto Giusini con
la collaborazione dei Vigili del Fuoco di Faenza e dei
responsabili del Centro Cicogne.
Sono stati usati anelli metallici
ed anelli colorati in PVC. Tutti i giovani inanellati
si sono successivamente
allontanati da Faenza: uno è stato ritrovato ferito
nel Piacentino (Parco dello Stirone) ed è stato
riportato al Centro di Cà Viro. Un altro è stato
recuperato nelle risaie del Novarese, probabilmente intossicato
da rodenticidi, e consegnato al Centro Lipu di Milano.
Inanellamento a Faenza (foto M. Scaffidi)
inanellamento con l’aiuto dei
VVFF (foto M. Scaffidi)
Tre adulti del gruppo che gravitava
su Faenza nell’autunno
2004 portavano anelli metallici, e provenivano da Francia,
Germania e Svizzera. Quest’ultimo animale, che
si è riprodotto a Faenza, ha anche un trasmettitore
satellitare posizionato tre anni fa e non più funzionante
da due. Questa Cicogna, dalla Svizzera si è spostata
verso la penisola Iberica poi quando già il trasmettitore
non funzionava più ha raggiunto l’Italia.
Nel gruppo faentino ci sono anche due giovani inanellati
altrove, uno al nido a S. Zeno Cesine (VC) il 2 luglio
2004 e un secondo, un giovane catturato già in
grado di volare e inanellato a Bentivoglio (BO) il
21 settembre.
Nella pianura Bolognese vi sono state
nidificazioni in almeno tre diverse località. Una coppia si è riprodotta
nell’area di riequilibrio ecologico dell’ex
Zuccherificio di Crevalcore, portando tre giovani all’involo.
Una coppia aveva tentato la nidificazione nello stesso
sito senza successo nel 2003. Nell’ex risaia di
Bentivoglio, presso La Rizza, tre coppie formate da adulti
provenienti dall’esterno hanno nidificato senza
successo in prossimità della voliera del Centro
Cicogne che ospita 9 giovani. Nella Valle ‘La Comune’ presso
Malalbergo una coppia ha nidificato senza successo, costruendo
un nido di notevoli dimensioni su una Farnia.
Nido alla Comune su Farnia (foto M. Colombari)
Nell’Oasi delle Anse Vallive di Porto presso
Bando (Portomaggiore e Argenta, FE) hanno nidificato
quattro coppie. Di questi nidi uno costruito su un comignolo è caduto,
un secondo è fallito, dai due restanti, costruiti
rispettivamente su un palo della linea elettrica e su
una voliera del locale Centro Cicogne, si sono involati
3 giovani.
Al Centro Cicogne presso le Anse
Vallive di Ostellato hanno nidificato 6 coppie in voliera,
tre delle quali
senza successo. Dai restanti tre nidi si sono involati
7 pulli. Una settima coppia ha nidificato all’esterno
della voliera; si sono schiuse tre uova ma un solo giovane è giunto
all’involo.
Nelle Valli di Mirandola (MO) una
coppia si è insediata
a La Luia presso S.Martino Spino e ha nidificato con
successo su un palo. Sono nati due giovani che sono stati
inanellati da Carlo Giannella, Raffaele Gemmato ed altri
con anello metallico e PVC colorato.
A Reggio Emilia in località Gavasseto nidificano
1-2 coppie; non si conosce la provenienza degli adulti né il
successo riproduttivo nel 2004.
Nella prossima stagione riproduttiva
l’AsOER intende
consolidare la collaborazione in atto con INFS, Centro
Cicogne di Faenza, di Bentivoglio, di Bando, di Ostellato,
per incrementare l’attività di inanellamento
dei pulli con anelli di PVC ed aumentare quindi il numero
di letture.
(hanno fornito informazioni Luca
Bagni, Dante Bonazzi, Massimo Colombari, Fabio Dall’Osso,
Carlo Giannella, Michele Scaffidi, Adolfo Torricelli).
Links per saperne di più:
Italia
http://www.cicogneracconigi.it
Sud Africa
http://web.uct.ac.za/depts/stats/adu/wstork07.htm
Israele
http://www.birds.org.il/
Germania
http://www.bfn.de/09/storch.pdf
http://www.weissstorch.privat.t-online.de/index2.htm
http://www.naturdetektive.de/2003/dyn/6860.asp
http://come.to/ciconia
Svizzera
http://www.fr.ch/mhn/
Belgio
http://www.ooievaars.vlaanderen.be/
http://www.cigognes.org/
Argos
http://www.cls.fr/html/argos/wildlife/cigognes_fr.html
Lavori in corso
nel Parco del Delta del Po
Nell’ambito delle azioni previste nel Piano Investimenti
nelle Aree Protette 2002-2004 il Parco regionale Delta
del Po dell’Emilia-Romagna sta realizzando alcune
importanti azioni di conservazione del patrimonio naturale.
In particolare, per quanto riguarda
l’avifauna,
sono stati realizzati nel mese di ottobre 2004 dieci
nuovi dossi nella palude dell’Ortazzo, per favorire
la nidificazione di Laridi e Sternidi. Nella stessa zona
umida verrà realizzato, al termine della prossima
estate, un lungo dosso affiorante, per attirare i Caradriformi
limicoli, sia in sosta, sia in periodo riproduttivo.
La conservazione delle caratteristiche
vegetazionali idonee all’insediamento delle specie oggetto dell’intervento
sarà garantita dalla gestione idraulica, nuovamente
possibile in virtù delle tre nuove chiaviche e
dei canaletti di distribuzione delle acque, attualmente
in fase di ricostruzione. Al termine dei lavori il livello
delle acque potrà essere controllato con sufficiente
precisione e sarà possibile sommergere i dossi
in periodo invernale e farli emergere a partire dal mese
di maggio, per favorire tutte le specie di Caradriformi
ad eccezione del Gabbiano reale (per altro già scarsamente
presente nel sito). Inoltre, la risistemazione del sistema
idraulico permetterà di mantenere livelli utili
alla conservazione del patrimonio naturale in tutti i
periodi dell’anno.
Analogo intervento è già stato realizzato,
con finanziamento LIFE-Natura, nella salina di Comacchio.
Qui, i dieci dossi già realizzati hanno ospitato
nella stagione riproduttiva 2004 la più importante
colonia di Gabbiano roseo del Delta. Il disturbo arrecato
dal Gabbiano reale non ha purtroppo permesso l’insediamento
con successo del Fraticello, che comunque ha tentato
di utilizzare i nuovi dossi. Con lo stesso LIFE sono
stati eliminati i conduttori elettrici aerei da tutta
la salina, per annullare l’impatto causato dalla
possibilità di decesso o infortunio degli uccelli
in seguito a collisione con i cavi o a folgorazione.
La stessa azione si sta svolgendo su tutto il territorio
del Parco, grazie ad un altro importantissimo progetto
LIFE-Natura, realizzato in collaborazione con ENEL. Al
termine dei lavori, previsto per il 2005, tutte le linee
a media tensione del territorio del Parco saranno interrate
o trasformate in cavo elicord.
Un progetto LIFE-Natura è in corso anche presso
Valle Santa, dove la maggior parte degli interventi riguarda
il ripristino della funzionalità idraulica, finalizzata
al miglioramento della qualità delle acque.
Lungo il litorale tra Lido di Dante
e Lido di Classe saranno installate cinque passerelle
in legno per proteggere
la vegetazione delle dune dal calpestio e i solchi esistenti
saranno ripristinati, mediante riporto manuale di sabbia;
il materiale per ricomporre la sommità delle dune
sarà ricavato mediante il ripristino di una parte
delle bassure retrodunali colmate a fine anni ’80
in occasione della costruzione della strada forestale
tra le dune e la pineta costiera. Per garantire maggiore
tutela all’avifauna la parte di spiaggia adiacente
la foce del torrente Bevano, per circa 1 chilometro,
non è più oggetto di pulizia meccanica
dall’estate 2004. Al termine del progetto sarà impegno
del Parco e della Provincia di Ravenna giungere ad una
regolamentazione dell’uso della spiaggia che riservi
una parte di circa 1/3 della lunghezza complessiva, alla
conservazione.
Nel programma degli interventi 2005
per le Valli di Comacchio si sta ipotizzando la sistemazione
delle apparecchiature
per la gestione idraulica di Valle Zavelea, al fine di
controllare in modo adeguato i livelli, favorendo la
sosta dei limicoli durante le migrazioni, la nidificazione
della Pernice di mare e del Fraticello e lo svernamento
degli anatidi; importante, per preservare le nidificazioni,
sarà la escavazione del canale perimetrale lungo
il lato Sud. Alcuni interventi di gestione ambientale
(ripristino bassure e piantumazione di siepi alberate)
sono in corso di verifica per Volta Scirocco, per la
cui gestione il Parco ha sottoscritto una apposita convenzione
con il Consorzio di bonifica di Secondo Grado per il
Canale Emiliano-Romagnolo.
Infine, è stato istituito un gruppo di lavoro
tra Parco, Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune
di Ravenna, per la predisposizione di un progetto LIFE-Natura
per garantire una maggiore quantità di acque dolci
di buona qualità al complesso Punte Alberete – Valle
Mandriole, che negli ultimi anni mostra marcate sofferenze
causate da fenomeni di salificazione.
Massimiliano Costa
Inanellamento dei Fenicotteri nel 2004 a Comacchio
Giovani Fenicotteri nel recinto prima
dell’inanellamento
(foto G. Benelli)
Nel luglio scorso a Comacchio per
il quinto anno consecutivo sono stati inanellati i
Fenicotteri nati nel comprensorio
delle ex Saline. Hanno partecipato all’inanellamento
quasi 100 persone (di cui molti soci AsOER) tra battitori,
inanellatori e veterinari, sotto la guida di Nicola Baccetti
(Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica).

Partecipanti all’inanellamento
(foto A. Mertens)
In totale sono stati catturati 395
Fenicotteri, il numero più alto dal 2000 quando è iniziata la
nidificazione nel Delta del Po. Il progetto di inanellamento
del Fenicottero riguarda vari altri paesi del bacino
del Mediterraneo oltre all’Italia (Francia, Spagna,
Turchia….): fino a quest’anno sono stati
inanellati 34.471 individui, che hanno permesso 406.021
letture (dati aggiornati a luglio 2004) con una media
di 11,8 letture per individuo inanellato. I fenicotteri
inanellati a Comacchio hanno prodotto 3.220 letture (4,5
letture/individuo); quelli sardi 2.559 letture (media
2,0/individuo) quelli inanellati ad Orbetello nel 1994:
471 letture (18,1 letture/individuo).
Conclusione: e adesso sotto con i cannocchiali!
Totale Fenicotteri inanellati in Italia
|
Anno
|
Orbetello
|
Sardegna
|
Comacchio
|
|
1994
|
26
|
|
|
|
1997
|
|
404
|
|
|
1999
|
|
200
|
|
|
2000
|
|
383
|
66
|
|
2001
|
|
|
116
|
|
2002
|
|
|
346
|
|
2003
|
|
312
|
195
|
|
2004
|
|
499
|
395
|
|
totale
|
26
|
1798
|
1118
|
dati di N. Baccetti, Istituto Nazionale Fauna Selvatica
Per saperne di più:
Gruppo Fenicotteri di Wetlands International
http://www.wetlands.org/networks/Flaming/Flamingo.htm
Tour du Valat (Camargue)
http://www.tourduvalat.org/news_127.htm
http://www.tourduvalat.org/news_2170.htm
La migrazione dei rapaci nell’Appennino settentrionale
La migrazione in Appennino è studiata poco:
l’assenza di dati oggettivi pubblicati crea difficoltà ad
esempio al momento di presentare osservazioni per Valutazioni
di Impatto Ambientale. Questo contributo intende stimolare
l’’attività degli ornitologi anche
in questa direzione.(Ndr).
L’Appennino settentrionale costituisce notoriamente
un territorio interessato dalla migrazione dell’avifauna
lungo la penisola italiana. Tuttavia non sono noti particolari
punti di concentrazione di rapaci durante la migrazione
sia primaverile, sia autunnale, nonostante gli alti numeri
di rapaci migratori rilevati lungo il versante adriatico
(Conero, San Bartolo) e lungo il versante tirrenico (Alpi
Apuane). Analizzando le osservazioni effettuate da alcuni
rilevatori nell’arco di diversi anni, si nota come
si possano ipotizzare alcuni percorsi migratori utilizzati
dai rapaci.
Molte valli dell’Appennino
bolognese (in particolare Valle Reno, Valle Setta,
Valle Savena, Valle Zena-Idice,
Valle Sillaro) risultano interessate dalla migrazione
primaverile dei rapaci, anche se con numeri non particolarmente
consistenti.
In ordine di importanza numerica delle osservazioni
possiamo citare in dettaglio: Falco pecchiaiolo, Poiana,
Albanella minore, Lodolaio, Falco cuculo, Falco pescatore,
Falco di palude, Albanella reale, Biancone, Nibbio reale,
Nibbio bruno, Aquila minore, Falco della regina, Albanella
pallida.
Anche durante la migrazione autunnale
la maggior parte delle valli dell’Appennino bolognese (Valle Reno,
Valle Setta, Valle Savena, Valle Sillaro), sono ugualmente
percorse da rapaci in migrazione: Falco pecchiaiolo,
Albanella minore, Albanella reale, Poiana, Gheppio, Lodolaio,
Falco di palude, Biancone, Nibbio reale, Nibbio bruno,
Smeriglio, Sacro. In modo particolare durante la seconda
metà di Agosto, in Valle Quaderna e Valle Savena-Zena,
si possono inoltre osservare piccoli gruppi di rapaci
(Poiana, Albanella minore, Gheppio) in alimentazione,
verosimilmente causati da assembramenti pre-migratori.
Nel comprensorio delle Foreste Casentinesi
(Passo Mandrioli/Monte Carpano), M. Bonora e P. Ceccarelli
hanno effettuato
sporadiche osservazioni della migrazione autunnale, rilevando
un passaggio di falchi pecchiaioli abbastanza consistente
negli ultimi giorni di Agosto, mentre il Passo Sambuca
(Senio-Santerno) si è rivelato interessante per
il Falco di palude ed il Lodolaio nel mese di Settembre.
Tra Agosto e Settembre 2004 il gruppo
Parma BW – LIPU
Parma ha compiuto una rilevazione sistematica della migrazione
dei rapaci nell’Appennino. Il sito prescelto è stato
il Passo della Cappelletta, 5 km a est del Passo Cento
Croci, posto tra la Val Taro (PR) e la Val di Vara (SP),
in un punto in cui il crinale si trova a poco più di
20 km dal Mar Ligure. Sono state compiute 76 ore di osservazione
in 11 giorni (18, 22 Agosto e tutti i giorni dal 27 Agosto
al 4 Settembre). Il passo migratorio rilevato è stato
scarso, con solo 35 rapaci migratori delle specie: Falco
pecchiaiolo, Biancone, Sparviere, Nibbio bruno, Falco
di palude, Lodolaio, Poiana e Aquila minore. Durante
18 ore di osservazione aggiuntive al Passo della Cappelletta tra
sabato 18 e lunedì 20 settembre (progetto “La
3 giorni del Biancone” di EBN Italia) sono stati
osservati in bassi numeri: Biancone, Falco di palude,
Lodolaio e rapaci non identificati. Sempre presso i passi
Cento Croci e Cappelletta (PR), il 27/03/86 M.Ravasini
osservò 17 bianconi in migrazione.
L’Appennino Tosco-Emiliano
si rivela quindi evidente punto di passaggio di rapaci
migratori, anche se apparentemente
non concentrati in pochi punti, ma distribuiti lungo
la dorsale in modo abbastanza uniforme. Probabilmente
la morfologia del territorio, che si presenta con diverse
valli con estensione SudOvest-NordEst, consente una migrazione
su fronte ampio che interessa verosimilmente la maggior
parte delle aree di crinale della dorsale appenninica
settentrionale.
Ulteriori ricerche sono necessarie
per verificare con maggiore precisione l’entità dei rapaci
migranti attraverso l’Appennino Tosco-Emiliano.
Una raccolta dei dati ed osservazioni relative è in
corso da parte degli autori; scopo del lavoro è anche
quello di disporre di dati oggettivi per le valutazioni
di impatto ambientale ad esempio per i progetti di centrali
eoliche. Chi fosse interessato a collaborare e fornire
dati ed informazioni, è pregato di mettersi in
contatto con:
Guido Premuda, 051-470662, email:
mof4579@iperbole.bologna.it
Guido Premuda, Franco Roscelli, Mario Bonora, Giorgio
Leoni
Ritrovamento di individui morti o debilitati
di Gufo reale
A fine marzo 2004 è stato trovato un Gufo reale
morto nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi da
Luciano Cicognani. Si è temuto in

Cadavere di Gufo reale nel
Parco Nazionale Foreste Casentinesi (foto L. Cicognani)
un primo tempo potesse trattarsi
di un adulto delle coppie riproduttive che AsOER segue
in zona. L’individuo è stato
consegnato al Corpo Forestale dello Stato ed inviato
per accertamenti all’Istituto Zooprofilattico di
Forlì che ha accertato cause naturali (infettive)
del decesso. E’ risultato inoltre trattarsi di
un subadulto. E’ stato preparato e conservato dal
Coordinamento Territoriale Ambientale del Corpo Forestale
dello Stato delle Foreste Casentinesi.

Gufo reale nel Parco Nazionale Foreste Casentinesi,
particolare (foto L.Cicoignani)
Un secondo individuo, incapace di
volare probabilmente
in seguito a collisione e gravemente debilitato, è stato
trovato in Provincia di Bologna nell’agosto 2004
nella Valle dell’Idice. In questo caso si trattava
a quanto pare di un adulto inanellato, liberato poche
settimane prima dal Centro Recupero della LIPU di Vicchio,
dopo un lungo periodo di riabilitazione. Infatti il Gufo
vi era stato trovato in seguito alla collisione con un
veicolo al passo della Raticosa in autunno del 2002 (cfr
Asoer Notizie N.5). Il Gufo è ricoverato presso
il Centro recupero Lipu di Bologna. E’ improbabile
che possa essere rilasciato in natura visti i precedenti.
Mario Bonora
Notizie brevi
Picchio Nero nelle Foreste Casentinesi
Nel 2004 la presenza
di almeno un individuo è stata
accertata più volte nel Parco Nazionale delle
Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna in stagione
riproduttiva; una ricognizione in giugno nella Riserva
integrale di Sasso Fratino a cui hanno partecipato Agostini
(Parco Nazionale) Crudele, Fiorini e Zoccola (Corpo Forestale
dello Stato) Bonora, Ceccarelli, Colombari (Asoer) non
ha permesso tuttavia di contattare una coppia potenzialemte
nidificante.
Mario Bonora
Passero solitario
Specie in forte declino
in Emila Romagna (Asoer Notizie N.2), un maschio adulto è stato
osservato nella valle del Santerno in periodo riproduttivo.
Michele
Scaffidi
Rondone pallido
La colonia riportata precedentemente da Asoer notizie
(N.4) pareva essere composta nel 2004 da 10 coppie circa.
Marco Zenatello, Guido Premuda
Ghiandaia marina
Presente anche quest’anno
nello stesso sito la coppia nidificante riportata da
Asoer
notizie (N. 6).
Giancarlo Plazzi, Michele Scaffidi, Adriano De Faveri
Aquile minori in Emilia-Romagna

Aquila minore a Porticino (FE) foto A. De Faveri
Il consistente passaggio di individui in migrazione
autunnale di Aquila minore (Hieraetus pennatus)
ha interessato anche la nostra regione. Numerose osservazioni
in ottobre e novembre; più interessante la presenza
di tre esemplari in fase chiara a metà dicembre
nel Delta del Po (presso Volano e a Boscoforte) che probabilmente
tenteranno di svernare. Un individuo in provincia di
Parma è rimasto vittima di un inqualificabile
episodio di bracconaggio; un secondo è stato trovato
folgorato in provincia di Bologna presso Bentivoglio.
Gli esemplari recuperati dalle rispettive Polizie Provinciali
saranno inviati all’INFS e al Museo di Ecologia
e Storia Naturale di Marano s/Panaro (MO) e preparati.
Aquila reale
Sono state seguite anche quest’anno 18 coppie
nell’ Appennino Tosco-emiliano e Alpi Apuane; il
successo riproduttivo è stato basso, solo 5 coppie
hanno portato un giovane all’involo.
Mario Bonora, Ubaldo Ricci, Pier Paolo Ceccarelli,
Maurizio Casadei, Stefano Schiassi, Angelo Battaglia
Censimento del Falco di palude in Provincia di Bologna
La "Sezione Fauna e Flora Protetta" del
Corpo di Polizia Provinciale ha organizzato un censimento
del Falco di palude Circus aeruginosus in
provincia di Bologna nella stagione riproduttiva 2004,del
quale si rendono noti i risultati in forma sintetica
e preliminare:
Valle La Comune: 2 cpp.; vasche Zuccherificio
SFIR: 5 cpp; Vallona 1 cp;
Vallazza 1 cp; appostamento Miravalle:
1 cp;
Valle Marzara: 3 cpp. (tot. 13 cpp).
In altri siti dove erano stati effettuati avvistamenti, ad
un successivo controllo non è stata confermata
la presenza di coppie territoriali (es. pianura
occidentale).
Dario Martelli
Fiera Internazionale del Birdwatching
e del Turismo Naturalistico 2005
www.podeltabirdfair.it

2¡ Convegno
Avifauna acquatica: esperienze a confronto
1¡ ANNUNCIO
Venerdì 29 Aprile 2005
Palazzo Bellini – Comacchio
(FE)
Il Convegno verrà organizzato nell’ambito
della seconda edizione della Fiera Internazionale dedicata
al birdwatching e al turismo naturalistico che si terrà in
Italia dal 28 Aprile al 1 Maggio 2005.
Il Convegno rappresenta il secondo
di una serie di appuntamenti periodici a cadenza annuale
ed intende trattare argomenti
importanti e problematiche d’attualità per
la conservazione e la gestione dell’avifauna in
Italia facendo ricorso anche alle esperienze europee
in merito.
Programma preliminare
Sono previste una sessione alla mattina ed una tavola
rotonda nel pomeriggio durante le quali ornitologi italiani
e stranieri parleranno di:
- La gestione dei livelli idrici:
un fattore fondamentale per l’avifauna acquatica (sessione
dedicata alle problematiche e alle tecniche di gestione
dell’acqua nelle varie tipologie di zone umide
con discussione finale sulla bozza di un documento
di raccomandazioni)
- L’impatto delle centrali eoliche sull’avifauna (tavola
rotonda preceduta da una relazione per fornire
una panoramica sull’argomento)
Sono benvenuti contributi scientifici e tecnici che
saranno pubblicati negli Atti del Convegno.
I contributi, contenenti dati originali,
di argomento attinente le sessioni possono essere proposti
in lingua
italiana o in inglese come comunicazioni orali (di 15
min. più 5 di discussione), oppure come poster.
Il comitato organizzatore si riserva di accettare i contributi
nell’una o nell’altra forma.
Inviare entro il 28 febbraio 2005 al
comitato organizzatore una copia stampata e un file
salvato come
.doc o .rtf (su dischetto o per e-mail) con il testo
del contributo (max 18.000 battute), comprensivo di tabelle
e figure. Il testo di ogni abstract dovrà comprendere:
titolo del contributo in Italiano e in Inglese, nome/i
autore/i per esteso, enti di appartenenza e indirizzi,
riassunto in Inglese per i contributi in Italiano o riassunto
in Italiano per i contributi in Inglese di max 500 battute;
figure e tabelle allegate dovranno essere stampabili
in b/n.
L’accettazione dei contributi come presentazioni
orali o poster sarà comunicata entro il 15 marzo.
I contributi accettati dovranno essere consegnati alla
segreteria nella forma definitiva almeno 30 giorni prima
del Convegno, in modo da distribuire gli atti ai partecipanti.
Contributi e comunicazioni possono
essere inviati via posta a Roberto Tinarelli (c/o AsOER,
Via Massa Rapi
3, 40064 Ozzano dell’Emilia BO) e/o via posta elettronica
ad asoer@virgilio.it.
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