asoer
INDICE DEGLI ARGOMENTI
Statuto

Modulo d'adesione

NEWS

Atlanti

Check List EmiliaRomagna

PROGETTI
Svernanti
Vie d'acqua
Censimento Tarabusi

Attività

Photogallery & Video

Links

Scrivi

news


NOTIZIARIO DI INFORMAZIONE AI SOCI DELLA
Associazione Ornitologi dell’ Emilia-Romagna

Numero 6 Dicembre 2003

Puoi scaricare questo bollettino in formato PDF pdf

Se non possiedi Acrobat Reader puoi scaricarlo gratuitamente get Acrobat Reader

 



Nuove attivitˆ ed impegni assunti dallĠAsOER

Padroni del vento

Parte il progetto di monitoraggio dellĠAvifauna nel Parco Regionale del Delta del Po

ASTORE NELLE FORESTE CASENTINESI: sintesi del primo anno del Progetto di ricerca AsOER

Notizie Ornitologiche 2003

Le Rondonaie, cittˆ dei Rondoni

L'Ortazzino e la via dell'Est

Atlante nidificanti nelle province di  Modena e Reggio Emilia - breve nota sul primo anno di rilevamenti

CICOGNA NERA: richiesta di dati per lĠEmilia Romagna

Resoconto Ornitologico dellĠEmilia-Romagna anno 2003

RINNOVO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO


 

Nuove attivitˆ ed impegni assunti dallĠAsOER

Siamo giunti alla fine del terzo anno di vita dellĠAssociazione e si pu˜ constatare che vi  un crescente numero di iniziative avviate a cui partecipano numerosi soci e che alcune attivitˆ ÒclassicheÓ dellĠassociazione, quali i censimenti degli uccelli acquatici svernanti, vanno via via consolidandosi nonostante le difficoltˆ organizzative e quelle di gestione dei rapporti con i numerosi soggetti pubblici e privati competenti.

In questo Notiziario vengono riportati i resoconti sintetici di alcune delle iniziative in corso. 

Una particolare menzione meritano le attivitˆ di monitoraggio affidate allĠAsOER dal Parco regionale del Delta del Po nellĠambito di un articolato progetto triennale di ricerca sullĠavifauna, descritto a pag. 3 di questo Notiziario, a partire da gennaio 2004.

In particolare le attivitˆ affidate allĠAsOER sono quelle di gestione dei censimenti invernali promossi da Wetlands International e coordinati a livello nazionale dallĠINFS e di monitoraggio a cadenza mensile per tutto il corso dellĠanno di tre aree campione (Valli di Argenta, Salina di Cervia e Ortazzo, Scanno e Sacca di Goro), sufficientemente isolate e rappresentative della diversitˆ ambientale del Parco del Delta del Po dellĠEmilia-Romagna.

Per lo svolgimento dei censimenti in ogni area  necessaria lĠattivazione di pi squadre di rilevatori per unĠintera giornata. Le date di questi censimenti mensili ricadranno possibilmente nella decade centrale del mese e saranno concordate tra gli interessati di volta in volta con congruo anticipo; nei periodi di caccia aperta si effettueranno nelle giornate di silenzio venatorio (marted“ e venerd“).

Queste attivitˆ, oltre a produrre dati utili alla gestione delle zone umide, permetteranno anche di avvicinare e formare nuovi rilevatori. Tutti i soci sono caldamente invitati a partecipare.

Il Presidente Roberto Tinarelli

Padroni del vento

Dalla Liguria alla Calabria lĠItalia  percorsa da rilievi montuosi che presentano boschi, rupi, campagne, paesi, cittˆ, corsi dĠacqua sui loro fianchi e nei fondovalle, ma che invariabilmente, da una certa quota in su, sono rimarcati da una quasi ininterrotta linea di Òaree aperteÓ, siano esse praterie primarie o secondarie, prati-pascoli o, talvolta, ancora seminativi.

Questa spina dorsale della penisola, fatta di distese erbacee su crinali affilati o su ampie cupole rotondeggianti, qui punteggiate di mirtilli e altrove di ginepri nani, non  un posto qualsiasi,  un ambiente dĠeccezionale importanza per lĠavifauna. Prima di tutto (ma solo per andare in ordine) per gli uccelli che ci vivono tutto il giorno (e anche la notte), tutto il periodo riproduttivo, tutto lĠanno e tutta la vita. Poi per quelli che ne fanno un uso temporaneo (ma costante), magari come molti che nidificano tra gli alberi o sulle rocce ma che lass vanno a nutrirsi. Infine per tanti altri che semplicemente ci passano sopra, di giorno e di notte, per andare dallĠEuropa allĠAfrica e viceversa, e che inoltre sulle praterie montane dellĠAppennino, in quei periodi, ci mangiano, si posano e si riposano.

Le praterie montane dellĠAppennino non sono cos“ estese come altri Òusi del suoloÓ: in Umbria, ad esempio, rappresentano appena il 7% del territorio. Eppure da esse dipende la sorte di popolamenti che insistono in ambiti ben pi vasti, perchŽ, come detto, oltre al culbianco e al codirossone, a pascolare sulle praterie montane ci vanno le forestali tordele e i picchi verdi, a cacciare lepri ci va la rupicola aquila reale, a ingoiare insetti in volo le campagnole rondini e i cittadini rondoni e balestrucci, a volare da un continente allĠaltro gli acquatici falchi di palude e nibbi bruni.

Per farla breve, e per fare solo un esempio, le praterie montane dellĠAppennino sono lĠhabitat esclusivo o prevalente, o comunque fondamentale, per almeno una sessantina delle 173 specie umbre nidificanti e/o svernanti: un ambiente che copre solo il 7% del Cuore Verde significa la vita per ben un terzo di tutti i ÒsuoiÓ uccelli, senza parlare di quelli esclusivamente migratori. E che specie sono queste che hanno bisogno delle praterie? ÒAppenaÓ 37 su 60, quasi i due terzi, sono specie di interesse comunitario, o rare e minacciate in Europa secondo Tucker e Heath e/o in Italia secondo lĠultima Lista Rossa. Non per niente tante praterie dellĠAppennino rientrano nelle aree protette giˆ istituite, o nei SIC (Siti dĠInteresse Comunitario) e nelle ZPS (Zone di Protezione Speciale), o nelle IBA (Important Bird Areas).

Sulle praterie dellĠAppennino, da qualche anno e da sud verso nord, si va materializzando la minaccia della loro trasformazione in semplici substrati per lĠimpianto di generatori eolici: qualcuno li chiama mulini a vento, ma le ÒtorriÓ eoliche non sono quei romantici sfondi dellĠolandesina e di Don Chisciotte. Sono strutture metalliche alte anche 100 metri, ficcate a terra con gran dispendio di cemento, con tre pale da 40 metri la cui punta gira anche a 250 km orari. E non se ne mette gi solo una, se ne creano file di 20, 30 o 50 lungo i crinali, ovviamente accompagnate da nuove strade di servizio e da elettrodotti, a ÒistituireÓ quelli che alcuni chiamano, con grande coraggio o meglio sfrontatezza, Òparchi eoliciÓ, ma che altro non sono che veri e propri impianti industriali.

Che effetto hanno gli impianti eolici sugli uccelli si sa bene ormai da tempo. In Spagna abbattono letteralmente centinaia di grifoni ogni anno. In California, ad Altamont Pass, stanno portando al declino una delle pi floride popolazioni di aquila reale del mondo: la collisione con le pale rappresenta la causa di morte pi frequente, oltre il 40%. In Europa sono state osservate diminuzioni fino al 95% del numero di uccelli presenti in un raggio di 500 metri dagli impianti. Morte degli uccelli e distruzione dei loro habitat. Ecco gli effetti, e non si riesce proprio a vedere quali fantomatiche Òmisure di mitigazioneÓ si possano mai adottare.

Se tutto questo servisse veramente a diminuire in misura significativa le emissioni di gas serra, allora un pensiero allĠeolico si potrebbe anche fare. Ma quando si scopre che il vento italiano non  cos“ costante come servirebbe, che bisognerebbe riempire la penisola con 10.000 torri alte decine di metri per ricavare appena lĠ1% dellĠenergia che serve, che lĠenergia prodotta con lĠeolico non sarebbe sostitutiva di quella ottenuta con fonti inquinanti, ma aggiuntiva, e che il risparmio energetico (lĠunica fonte veramente pulita!)  solo una chimera osteggiata da chi misura il progresso con lĠaumento dei consumi (!), allora no, non si pu˜ credere che il gioco valga la candela. Senza pensare al paesaggio, che in un paese come lĠItalia non  certo ricchezza da trascurare. Paesaggio e uccelli, poi, non dovrebbero essere considerati fatti distinti, se non altro da chi guardando una prateria non pu˜ fare a meno di pensare al gheppio, allĠaquila, ai gracchi, alla coturniceÉ Infine: ma come si pu˜ credere solo un attimo alla possibilitˆ di conservare uccelli e paesaggio dellĠAppennino evitando gli scempi solo in quel 10% di Parchi, SIC e ZP? Se chi scrive non sbaglia, la conservazione vera si attua sui sistemi interi, sulle intere comunitˆ, sugli habitat e in ogni luogo di un areale.

Mauro Magrini

Per saperne di pi su impianti eolici e avifauna:

Gran Bretagna

Royal Society for the protection of Birds :
http://www.rspb.org.uk/policy/windfarms/index.asp

Stati Uniti - The Santa Cruz Predatory Bird Reaserch Group: Impatto sulla popolazione di Aquila reale ad Altamont Pass-California
http://www2.ucsc.edu/scpbrg/eagles.htm

Presentazione di un convegno del National Wind Technology Center
http://www.eere.energy.gov/windpoweringamerica/pdfs/workshops/2003_state_lands/avian.pdf

Italia

Lipu nazionale e Lipu sezione pugliese:
http://www.lipu.it/eolico.htm
http://www.lipucapitanata.it/home.htm

ALTURA Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e I loro Ambienti
http://www.alturarapaci.net

Parte il progetto di monitoraggio dellĠAvifauna nel Parco Regionale del Delta del Po

Gli uccelli del Delta del Po costituiscono un patrimonio di straordinario valore, con oltre 300 specie segnalate negli ultimi decenni, di cui 146 nidificanti e oltre 151 svernanti. Tale ricchezza fa del Parco la pi importante area ornitologica italiana ed una delle pi rilevanti dĠEuropa.

Questa straordinaria diversitˆ di specie  dovuta alla grande complessitˆ ambientale, originata dallĠincontro tra le acque del mare Adriatico e quelle del fiume Po e dei torrenti appenninici, con vaste lagune salmastre accanto a paludi dĠacqua dolce, corsi dĠacqua, boschi igrofili e termofili, praterie e dune.

Per molte specie il Delta rappresenta una vera roccaforte a livello europeo o nazionale, cos“  per Sgarza ciuffetto, Airone rosso, Mignattaio, Spatola, Volpoca, Moretta tabaccata, Falco di palude, Beccaccia di mare, Cavaliere dĠItalia, Gabbiano corallino, Sterna zampenere, Beccapesci, Fraticello.

Alcune specie nidificanti costituiscono vere raritˆ di livello internazionale, come il Marangone minore, con lĠunica colonia dellĠEuropa occidentale, la Sterna di RŸppell, con le uniche coppie nidificanti dellĠintero continente, il Fenicottero, con una delle pochissime colonie europee.

In inverno le specie che hanno nidificato in nord Europa scendono con migliaia di individui verso le tranquille acque delle valli salmastre e delle saline, dove si concentrano enormi stormi di anatre e limicoli.

In primavera e autunno, in corrispondenza dei picchi di migrazione, centinaia di specie diverse frequentano le zone umide del parco, che costituiscono aree strategiche per la conservazione delle rotte migratorie di moltissimi uccelli, acquatici e non.

Un simile patrimonio necessita unĠaccurata gestione, possibile soltanto attraverso una approfondita conoscenza, costantemente aggiornata. Solo la conoscenza, infatti, permette di scegliere le pi appropriate azioni gestionali e di intervento sul territorio, per conservare le specie che prioritariamente necessitano di interventi di tutela e per gestire nel modo migliore la fauna selvatica.

La conoscenza del patrimonio naturale  fondamentale strumento anche per la valorizzazione del territorio, come avviene nel Parco del Delta del Po dellĠEmilia-Romagna con il Òprogetto birdwatchingÓ che sta attirando lĠattenzione degli appassionati di tutta Europa su questĠarea di straordinario interesse ornitologico.

Cosciente dellĠimportanza di studiare approfonditamente e con continuitˆ la comunitˆ ornitica del Parco, lĠEnte di Gestione, in collaborazione con la Provincia di Ravenna, ha elaborato un ambizioso programma di monitoraggio dellĠavifauna, che non trova eguali in nessun altro parco italiano, per estensione e valore delle ricerche da mettere in atto.

Proprio per questo  in fase di elaborazione un protocollo per ottenere la costante collaborazione dellĠINFS, al fine di garantire il massimo rigore scientifico alle diverse fasi di realizzazione del progetto.

Il censimento esaustivo dellĠornitofauna presente in una data regione  unĠattivitˆ complessa e molto articolata in rapporto tanto alle intrinseche caratteristiche ecologiche proprie delle specie ornitiche, come la grande mobilitˆ e le ampie variazioni del comportamento in rapporto alla fenologia stagionale e alle diverse specie, quanto alle caratteristiche dellĠarea di studio, ossia estensione, eterogeneitˆ ambientale, posizione biogeografica, elevato numero di specie presenti. La raccolta di dati qualitativi e quantitativi in relazione alla fenologia delle diverse specie ed alle diverse fasi del ciclo biologico annuale dellĠanno rende tale analisi ancor pi problematica.

Tale complessitˆ ha comportato lĠelaborazione di 8 diversi progetti, ciascuno caratterizzato da proprie complesse metodologie di indagine, estremamente specializzate ed adattate alle diverse specie o gruppi di specie e ai diversi periodi dellĠanno.

I progetti sono stati elaborati considerando la divisione in stazioni del territorio del Parco, le diversitˆ ecologiche ed etologiche delle specie coinvolte che richiedono specifiche e distinte metodologie di studio, la grande complessitˆ delle situazioni ambientali, lĠintegrazione con progetti organizzati a livello nazionale ed internazionale che attestano lĠinteresse dellĠattivitˆ proposta e ne garantiscono sin da subito un ritorno in termini di risultati ed immagine.

Questi, di seguito, gli otto progetti elaborati.

  1. Censimento degli uccelli acquatici svernanti e migratori delle zone umide
  2. Monitoraggio delle popolazioni nidificanti e migratrici dei piccoli Passeriformi (ricerca sulle specie nidificanti eseguita mediante la tecnica di cattura marcatura e ricattura, nellĠambito del progetto ÒConstant Effort SitesÓ promosso dallĠEURING e realizzato in Italia con il progetto PRISCO dellĠINFS)
  3. Censimento Uccelli nidificanti (censimento qualitativo e quantitativo di tutto il territorio del Parco, mediante lĠesecuzione di circa 400 punti di ascolto dei canti territoriali e di osservazione delle coppie in attivitˆ riproduttiva e ricerche mirate per specie particolarmente elusive o difficili da localizzare)
  4. Monitoraggio del Cormorano (valutazione della popolazione presente nel territorio del Parco, in relazione ai diversi periodi dellĠanno e alle differenti fasi di vita della specie)
  5. Censimento delle colonie di Ciconiformi e Caradriformi nidificanti
  6. Controllo del prelievo venatorio nelle aree di pre-parco (raccogliere informazioni precise ed il pi possibile realistiche sul prelievo venatorio, in particolare sugli uccelli acquatici)
  7. Monitoraggio degli Anatidi (in periodo riproduttivo, post-riproduttivo e di migrazione e svernamento)
  8. Inanellamento del Fenicottero

Infine, si prevedono la realizzazione di un sistema informativo territoriale ornitologico e la stesura dellĠatlante degli uccelli nidificanti nel Parco. Tali strumenti, oltre a fornire fondamentali elementi per la conoscenza e la gestione del territorio, costituiscono importanti e prestigiosi elementi di promozione del Parco.

Massimiliano Costa

ASTORE NELLE FORESTE CASENTINESI: sintesi del primo anno del Progetto di ricerca AsOER

Lo scorso anno il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ci ha affidato una ricerca per lo studio delĠAstore nei complessi forestali del Parco di cui abbiamo giˆ descritto finalitˆ e metodi  (cfr Asoer-Notizie n.4, 2003).

Questa prima stagione  stata caratterizzata da una prolungata persistenza del manto nevoso che ha raffreddato oltre al resto anche le nostre ambizioni nella prima fase di ricerca prevista per fine inverno. Successivamente 7 Soci Asoer (Ceccarelli, Bonora, Casadei, Ciani, Colombari, Cristiani, Scaffidi)  hanno cercato di recuperare il tempo perduto  causa neve, in 38 visite per 72 giornate/uomo percorrendo 87 Km di transetti nel versante romagnolo del Parco e cercando lĠAstore con il metodo del playback.  Abbiamo ottenuto  in 125 punti in cui  stato effettuato il richiamo 14 contatti in seguito a playback (in altri 8 casi lĠAstore si  mostrato spontaneamente indipendentemente dai richiami). Alcuni di questi punti sono stati ripetuti nel periodo autunnale, per un totale di 134 stimolazioni effettuate.

In tutto abbiamo localizzato 6 coppie nel Parco ed altre 2 nelle adiacenze; in 3 casi abbiamo trovato i nidi attivi.

Tutti i punti di richiamo, i contatti, i nidi attivi ed abbandonati sono stati georeferenziati; sono stati eseguiti vari rilievi sullĠorografia, la tipologia forestale, lĠaltezza dei nidi e il diametro delle piante ospiti, sono stati raccolti un certo numero di resti alimentari  che sono in corso di analisi.

Nella seconda stagione riproduttiva ci proponiamo di approfondire la ricerca  nelle aree idonee apparentemente vuote tra le coppie territoriali presenti  e la ricerca dei nidi attivi per migliorare la conoscenza della dieta della Specie

Mario Bonora e Pierpaolo Ceccarelli

Notizie Ornitologiche 2003

Riportiamo di seguito alcune delle notizie pi interessanti che saranno oggetto del resoconto ornitologico del 2003 su Picus.

Nidificazione di Ghiandaia Marina in territorio ravennate

Una coppia di Ghiandaia Marina (Coracias garrulus) ha nidificato con successo durante l'estate 2003 in una localitˆ a sud di Ravenna, posta a circa 1km dal mare.
Ho potuto rinvenire il sito di nidificazione grazie alla segnalazione fattami dall'amico naturalista Rocco Penazzi che ha osservato la coppia in caccia nella zona.
Il nido era ubicato nella cavitˆ ricavata per il passaggio di alcuni cavi, nel palo in cemento di una linea elettrica.
Al momento della scoperta la coppia era giˆ impegnata nell'allevamento dei pulli, molto probabilmente tre, involati in due momenti diversi circa due settimane pi tardi.
La nidificazione della Ghiandaia Marina a nord dell'Appennino Ž un evento sporadico, seppur ripetutamente citato per il ravennate da vari autori durante tutto il XX secolo. Dai dati in mio possesso l'ultima nidificazione risale al 1974, ma pi recenti e certamente attendibili osservazioni di esemplari adulti presenti nella zona in periodo riproduttivo non escludono la probabilitˆ di qualche successiva nidificazione non accertata. E' infine importante rilevare che la specie in oggetto Ž considerata "in pericolo" dal Libro Rosso degli animali d'Italia realizzato dal W.W.F.; non compare nell'Atlante degli Uccelli Nidificanti nelle Province di Forl“ - Cesena e Ravenna ed Ž citata come estinta tra il 1900 e il 1980 nella Lista Rossa degli Uccelli Nidificanti in Emilia - Romagna.

Giancarlo Plazzi

Gufo di palude estivante nel Mezzano

NellĠestate 2003 un Gufo di palude (Asio flammeus)  stato osservato pi volte nella valle del Mezzano (FE). EĠ sembrato trattarsi di un individuo isolato estivante; qualche ricerca mirata anche con lĠuso di richiami acustici non ha permesso di dimostrare la presenza di altri individui o la riproduzione (oss. Roberto Tinarelli e Mario Bonora). Osservazioni analoghe fatte nellĠestate 2002 alle Saline di Cervia e allĠOrtazzo  (Marco Mastrorilli e Sandro Brina) sono riportate nel Resoconto Ornitologico Asoer 2002 per lĠ Emilia-Romagna (cfr. Picus 2003, 29: 9-18) il che fa ritenere non eccezionale la presenza di individui estivanti lungo la costa.

foto M. Azzolini

Aquila reale: nidificazione su albero in Casentino

Durante un rilevamento di specie forestali alla fine di marzo 2003, abbiamo osservato ripetutamente due adulti di Aquila reale volare lungo un versante e trasportare rami su un Abete bianco troncato. Vicino alla cima dellĠalbero era evidente anche se a distanza considerevole un nido di discrete dimensioni, probabilmente giˆ usato nella stagione precedente, quando la coppia si era riprodotta in zona con successo ma senza utilizzare il nido storico su roccia noto nelle vicinanze. Nel 2003 la nidificazione non  stata seguita con continuitˆ per lĠimpossibilitˆ di osservare il nido, una volta spuntate le foglie, senza avvicinarsi a distanza inopportuna. Alla fine di giugno il nido risultava vuoto e successivamente non abbiamo avuto prove di giovani dellĠanno in zona. Riteniamo quindi che la nidificazione sia fallita.

Massimo Colombari, Mario Bonora, Pierpaolo Ceccarelli

Biancone folgorato  vicino a Santa Sofia

Il 14 luglio 2003 il Sig. Pierluca Pani, funzionario del Servizio Provinciale di difesa del Suolo, ha rinvenuto un Biancone morto vicino a Santa Sofia (FC), nella valle del Bidente di Pietrapazza, con un grosso Biacco tra le zampe. Il rapace si trovava sotto una linea elettrica tra i cavi della quale il serpente aveva fatto da conduttoire. La caracassa  stata recuperata dal C.F.S.. Il Biancone  presente come estivante in tutta la fascia collinare della Romagna (cfr. AsOER Notizie n.4, 2003 ) ove per˜ non  stata mai dimostrata la nidificazione. Nel Parco Nazionale  una presenza non consueta, per quanto lĠambiente tra la valle del Bidente e il Passo del Carnaio sia potenzialmente idoneo.

(notizia di Nevio Agostini; foto Pierluca Pani)

Piovanello violetto a Cattolica

Il 26 ottobre 2003  stato osservato un Piovanello violetto adulto in abito invernale sulla battigia che mostrava molta confidenza, facendosi avvicinare fino a pochi metri.

Adriano Talamelli

Bigia grossa nel Forlivese

Un maschio di Bigia grossa Sylvia hortensis in canto  stato osservato nelle colline di Dovadola il 10/5/03 (alt. 410 m); lo stesso esemplare  stato poi ripetutamente rilevato, sempre in atteggiamento territoriale, fino al 28/7/03. Le osservazioni di questa specie sono ormai molto rare in Romagna; in provincia di Forl“ sono riportate, per quanto noto, solo 6 precedenti osservazioni in periodo riproduttivo nellĠultimo ventennio (le ultime nel 1997 nelle colline cesenati).

Pierpaolo Ceccarelli

Un altro Gufo reale in Romagna

Nei mesi di maggio e giugno 2003 un maschio di questa specie  stato ascoltato in canto nelle colline di Modigliana ad una altitudine di 275 m. La localitˆ  in prossimitˆ di un sito storico della specie, che risulta abbandonato per˜ da molti anni e nelle cui vicinanze  stato raccolto un esemplare ferito nel corso del 2002 (cfr Asoer-Notizie n.4, 2003). Questo sito si aggiunge ai due territori riproduttivi conosciuti nellĠalto Appennino forlivese, allĠinterno del Parco delle Foreste Casentinesi.

Pierpaolo Ceccarelli, Carlo Ciani

Piccola colonia di Parrocchetto monaco a Sesto Imolese (BO)

In base alle testimonianze del custode della scuola (Nerio Gardi) e di alcuni operatori scolastici, da almeno 7 o 8 anni alcuni Parrocchetti monaci (Myiopsitta monachus, psittaciforme originario del Sud-America), fuggiti dalla cattivitˆ, si sono insediati presso le Scuole elementari e medie statali di Sesto Imolese (BO). Il fenomeno  noto oramai per varie localitˆ italiane, al punto che questo Pappagallo, insieme al Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri) sono ormai considerati parte dellĠAvifauna Italiana. Incuriosisce per˜ trovarne piccole colonie anche in localitˆ non legate ad ampi spazi urbani. Ogni anno il nido ÒcolletivoÓ, costruito ad un angolo dellĠedificio sotto il cornicione esposto a nord-ovest, ed occupato da pi coppie, viene modificato e ampliato, tanto che ad oggi  lungo pi di due metri e largo in media mezzo metro. Il nido  costituito da un groviglio di ramoscelli per lo pi di Robinia ed altre specie spinose, forse perch ci˜ aiuta i rami a meglio incastrarsi tra loro e ad autosostenersi. EĠ di forma pseudo-sferica allungata nel verso del cornicione e presenta 4 o 5 ingressi ampi e rotondi.

In base alle testimonianze raccolte, il numero di individui che compongono la piccola colonia non  certo, ma questĠanno in primavera ne sono stati visti una dozzina proprio nei pressi del nido: in tale stagione e soprattutto nelle ore precedenti il tramonto si concentra il periodo di massima attivitˆ. Personalmente ho visto un individuo dentro il nido a giugno e poi con Scaffidi ne abbiamo due a lungo.

Non si conoscono bene le abitudini alimentari dei parrocchetti. Due individui osservati e filmati il 6 novembre erano a terra nel prato dietro la scuola forse in alimentazione; sicuramente utilizzano anche cibo fornito loro dal personale della scuola o da privati nelle vicinanze.

Andrea Noferini e Michele Scaffidi

Spatola nidificante nel Bolognese anche nel 2003

Nella Garzaia presso La Comune (Malalbergo), utilizzata dalla specie dal 1999, vi  stata la nidificazione con successo di 7 coppie.

Roberto Tinarelli

Adulti con pulli nel 2003 (foto M.Colombari)

Espansione dellĠareale del Grillaio  in Emilia-Romagna?

Specie classificata da Birdlife International come vulnerabile, il Grillaio Falco naumanni  oggetto di uno specifico Piano di Azione della Unione Europea.

Nella scorsa stagione riproduttiva tre coppie si sono riprodotte nel Parmense portando allĠinvolo 5 giovani (oss. Maurizio Ravasini) mentre nel Mezzano (FE) una coppia ha iniziato la nidificazione in un nido di Gazza su un albero secco, fallendo poi per probabili cause antropiche (oss. Roberto Tinarelli).

Rondone pallido: cattiva stagione a Bologna.

Lo scorso anno il Rondone Pallido Apus pallidus  stato trovato nidificante sulle Due Torri con una popolazione di almeno 20 coppie (cfr. AsOER Notizie n. 4, 2003). QuestĠanno gli individui presenti sono stati pochi e non si sono avuti indizi di riproduzione nella colonia della Torre degli Asinelli.

Guido Premuda

Nidificazione di Moretta nel bolognese

La Moretta Aythya fuligula  presente da alcuni anni nei bacini dellĠex zuccherificio di Argelato ove una coppia si  riprodotta nel 2000 e nel 2001 (cfr Asoer-Notizie n.4, 2003). QuestĠanno a metˆ aprile erano presenti 2 maschi e 4 femmine, due delle quali hanno nidificato con successo: il 6 luglio sono state osservate una femmina con 8 giovani e una con 10; una terza femmina  ancora presente non sembrava essersi riprodotta.

Olgher Guidi

Avocetta nidificante alla Tomina (MO)

Prima nidificazione di Avocetta Recurvirostra avosetta per la provincia di Modena; due coppie insediatesi in un biotopo delle valli di Mortizzuolo,  hanno portato allĠinvolo complessivamente 5 giovani.

Carlo Giannella, Raffaele Gemmato, Alessio Farioli

Limicoli in migrazione alla Tomina (MO)

Grazie alle particolari condizioni createsi in un bacino dellĠOasi di Protezione della Fauna ÒValli di MortizzuoloÓ (MO), grande presenza di limicoli nel mese di settembre:

CORRIERE PICCOLO Charadrius dubius - 320 individui il 10 settembre

CORRIERE GROSSO Charadrius hiaticula - 14 individui il 6 settembre

PIOVANELLO MAGGIORE Calidris canutus - 2 individui il 6 settembre

GAMBECCHIO NANO Calidris temminckii  -  fino a 35 individui il 6 settembre

PIROPIRO PETTORALE Calidris melanotos - 1 individuo dal 6  al 10 settembre, un altro individuo dal 18 al 22 settembre

GAMBECCHIO FRULLINO Limicola falcinellus - un individuo presente il 29, 30 e 31 agosto.

VOLTAPIETRE Arenaria interpres - 1 individuo il 12 settembre.

Carlo Giannella, Raffaele Gemmato, Alessio Farioli

AQUILA DI MARE Haliateetus albicilla  - un esemplare in volo sopra le valli di Mortizzuolo (MO) il 2 giugno

Carlo Giannella, Raffaele Gemmato, A. Massarenti, Fausta Lui

FORAPAGLIE Acrocephalus schoenobaenus - un esemplare il 6 giugno presso il fondo La Valletta (MO), sito storico di nidificazione.

Carlo Giannella, Roberto Tinarelli, Raffaele Gemmato

FRATINO Charadrius alexandrinus - oltre 10 coppie nidificanti presso il fondo la Forna (valli di Massa Finalese) in Provincia di Modena.

M. Marangoni com. pers. a Carlo Giannella

Le Rondonaie, cittˆ dei Rondoni

I dati esposti sono stati raccolti nella rondonaia di Portico di Romagna (FC), la stessa in cui sono stati raccolti dal 1983 al 1991 i dati sulla biologia riproduttiva pubblicati sulla RIO (vol. 62 - 1992) ai quali si rimanda per maggiori dettagli sullĠargomento (se qualcuno desidera lĠestratto: Carlo Ciani via Roma 14 47010 Portico di Romagna; tel 0543-20809; patriziaonofri@virgilio.it)

Rondonaia di Portico: lato est.

La stagione riproduttiva appena trascorsa  stata la migliore, merito, probabilmente, del bel tempo prolungatosi da maggio a luglio, e della scarsitˆ dellĠIppobosca del rondone, Crataerhina pallida, fastidiosa presenza per i pulli e gli adulti durante la permanenza al nido.

Delle 83 cavitˆ disponibili per nidificare, fra il 1983 ed il 1991 ne sono state occupate mediamente 59, divenute 72 fra gli anni 1992 e 2001, nel 2002 e 2003 i nidi sono stati 81. QuestĠanno una sola cavitˆ non  stata occupata, mentre unĠaltra  stata utilizzata dal Calabrone, Vespa crabro, per la costruzione del proprio nido. Sono state deposte 232 uova in 81 nidi, la media, nei 10 anni precedenti,  stata di 203 uova deposte in 73 nidi.

La dimensione media della covata alla deposizione  di 2,86 uova (con un massimo di 3 uova per la parete esposta ad ovest ed un minimo di 2,72 per la parete nord). La deposizione  iniziata il 29 aprile ed ultimata il 27 maggio, con un picco fra la prima e seconda settimana di maggio. EĠ andata persa interamente una sola covata, nella parete sud. La covata pi comune  composta da 3 uova (57 nidi), seguita da quella da 2 uova (16), 4 uova (7) e 1 uovo (1). Il tasso medio percentuale di schiusa  compreso fra 88,23% riscontrato nella parete sud ed il 97,77% nella parete ovest, con una media complessiva del 91,81% (la media nei dieci anni precedenti  2,75 la dimensione della covata e 89,90% il tasso di schiusa).

Alla schiusa la dimensione media della covata risulta essere di 2,50 pulli nella parete nord, 2,63 parete est, 2,64 parete sud e 2,93 parete ovest. La parete sud risulta nuovamente essere la meno sicura, ospita infatti le uniche due nidiate perse, probabilmente predate, per complessivi 5 pulli.

I giovani involati sono 202, il numero pi elevato nei 20 anni di censimenti, con una dimensione media della nidiata allĠinvolo di 2,52 juv ed un tasso percentuale dĠinvolo del 98,53% (dal 1992 al 2002 la media  stata rispettivamente di 164 giovani involati, 2,38 juv per nido e tasso dĠinvolo del 96,64%).

Infine due curiositˆ: a) un rondone adulto, inanellato nel 1992 da Dario Piacentini nel nido 30, parete est, ha nidificato nella stessa cavitˆ anche nel 1993 e nel 1994 (complessivamente sono stati inanellati 18 giovani e 2 adulti, catturati in 8 nidi); b)nel 2001 ho sorpreso un Saettone, Elaphe longissima, che ha predato i due pulli, di circa 20 giorni dĠetˆ, presenti nel nido 10 parete nord.

Breve galleria delle rondonaie nella valle del fiume Montone.

Portico di Romagna

Affacciata sul Fiume Montone e sul ponte della Maestˆ, presenta una tipologia diversa da ogni altra rondonaia del paese. Nel 2003 tutte le cavitˆ risultavano occupate (notizia fornita dal proprietario).

Portico di Romagna

Torretta da vigna, cos“ chiamata per la funzione di ricovero attrezzi utilizzati nelle colture, fra le quali, preponderante era quella della vite. Presenta 85 cavitˆ su ogni lato dellĠedificio (complessivamente sono 340!) di cui solo 12 risultavano occupate in occasione di un censimento svolto circa 10 anni fa. Probabilmente ci˜  dovuto al degrado in cui versa la struttura, recentemente acquistata da un privato che ci auguriamo provveda alla ristrutturazione salvaguardandone le caratteristiche peculiari.

Dovadola

Torre Colombaia. La singolaritˆ di questa rondonaia  che presenta pianta circolare. Le cavitˆ per i rondoni circondano tutta la torre e proseguono anche sulla casa colonica. LĠanziana signora che vi risiede sostiene che sono stati trovati documenti che datano la costruzione al 1300 (forse si riferisce al censimento dei focolari fatto dal cardinale Anglico nel 1371?). La signora conferma la presenza di una numerosa colonia di rondoni.

La galleria termina qui ma il numero delle strutture create appositamente per ospitare i rondoni  assai pi ampio e variegato e potrebbe essere approfondito in futuro. Al momento vorrei lanciare un appello a tutti per ricevere suggerimenti, notizie e strategie da adottare anche per evitare il disfacimento di questi edifici ( per esempio la torre Colombaia presenta pericolose infiltrazioni dĠacqua dal tetto a lastre che ne stanno minando la stabilitˆ).

Carlo Ciani

L'Ortazzino e la via dell'Est

Alla terza sessione di inanellamento all'Ortazzino (Ra)  (autunno-primavera 2002 - autunno 2003) mi vengono spontanee alcune considerazioni. La linea migratoria dell'Adriatico come  risaputo,  molto importante. Altrettanto importanti sono le aree idonee alla sosta in grado di offrire cibo e tranquillitˆ. Dall'alto paludi, pinete, valli e canneti si vedono ancora meglio e vorrei suggerire di immaginare cosa si pu˜ vedere dal mare guardando verso terra da una semplice altezza di 150/200 mt. TUTTO!  Mi viene quindi da pensare che la cosa pi semplice che facilita la migrazione degli uccelli  proprio la possibilitˆ di avere una prospettiva del territorio da una dimensione diversa. Nell'area dell'Ortazzino vi  certamente una "corrente migratoria che proviene dall'est  e questo  stato confermato dalla cattura presso la mia Stazione di Inanellamento di alcuni soggetti di particolare interesse:
Balia del Caucaso (un maschio e una femmina)
Lu“ del Caucaso (da confermare C.O.I.)
Lu“ Forestiero 
Lu“ Tristis  ( 2 individui)

Non pu˜ esserci casualitˆ nella cattura lo stesso giorno di una coppia di Balie del Caucaso insieme ad una miriade di Balie nere e dal collare, evidentemente provenienti dall'est anch'esse.  Quello spostamento massivo ha interessato la medesima area ed entrambe le specie. Chi dice che nel Caucaso vi sia solo la Balia del Caucaso e  non la Balia dal collare?  E perch negli stessi giorni la mia Stazione  stata interessata da quello strano Lu“, da 2  Semitorquata e tantissime Balie e Balie dal collare ed ibridi,  un Inornatus e 2 Tristis. E cosa ci destinerˆ il futuro nella medesima zona ?

Sandro Brina

Recensione:

Pierandrea Brichetti e Giancarlo Fracasso  ORNITOLOGIA ITALIANA, I volume

(Gaviidae - Falconidae) A. Perdisa Editore, BO sett. 2003. Disegni di Silvia Gandini. 

Accogliamo con vero entusiasmo e soddisfazione questa nuova pietra miliare dellĠOrnitologia italiana, della quale si avvertiva da tempo lĠesigenza, realizzata da vecchi amici, compagni in innumerevoli ricerche e collaborazioni per tutti noi.

A undici anni dallĠuscita del primo volume Aves della Fauna dĠItalia, della quale ancora oggi non siamo in grado di prevedere gli eventuali tempi di realizzazione, questo prezioso lavoro viene a colmare lacune, dispersione di dati ed aggiornamenti che si stavano accumulando in modo preoccupante negli ultimi anni. Se, infatti, la sintesi dei dati italiani era ferma a undici anni fa, per quanto riguarda il primo volume della Fauna dĠItalia-Aves, e pertanto anche le sole prime specie  in ordine sistematico, lĠinformazione era divenuta ben pi carente per i dati riguardanti i successivi volumi e relative specie. A questo riguardo, la dinamicitˆ e la perseveranza che contraddistinguono questi due Autori nellĠambiente ornitologico nazionale sono la migliore garanzia di scrupolositˆ e puntualitˆ nellĠuscita, prevista con cadenza annuale, dei prossimi tre volumi: II Tetraonidae-Pteroclidae, III Columbidae-Silvidae, IV Muscicapidae-Icteridae + aggiornamenti dei primi tre vol.

Inoltre mi riesce difficile immaginare due ornitologi pi complementari di Pierandrea e Giancarlo, nelle loro storiche specializzazioni, per coprire esaurientemente i diversi aspetti di un lavoro tanto vasto.

Questa nuova Ornitologia italiana non  stata pensata dagli autori come un moderno sostituto della Fauna dĠItalia - Aves; essi hanno invece preferito realizzare una struttura pi sintetica e fruibile, diversa anche per impostazione ed iconografia. Tale scelta, pur trattando con puntuale ed aggiornato dettaglio un ampio spettro di argomenti (Biometria di soggetti italiani, identificazione in natura, distribuzione, popolazione, habitat, riproduzione, movimenti, svernamento, conservazione, vocalizzazioni e bibliografia), riesce in cinque-sei pagine ad esaurire le informazioni riguardanti anche le specie pi studiate. A supporto di questo concentrato di informazioni, i disegni di Silvia Gandini mostrano grande precisione ed accuratezza scientifica; inoltre, le attuali mappe di distribuzione, per diverse specie anche invernali, vengono finalmente ad aggiornare le novitˆ accumulatesi negli ultimi decenni.  Molto utile anche la bibliografia mirata in calce ad ogni singola specie, che eviterˆ agli interessati inutili perdite di tempo ed altrettanto valida la scelta di includere nel territorio considerato anche Malta e Corsica, geograficamente correlate allĠItalia per quanto riguarda le popolazioni ornitiche. Ottima infine la scelta di allegare un CD audio con 99 vocalizzazioni di non Passeriformi, quasi tutte registrate in Italia, e relativo libretto esplicativo. Nei prossimi volumi  prevista lĠuscita di altri due CD relativi alle vocalizzazioni dei Passeriformi italiani.

Ugo Foscolo Foschi

Atlante nidificanti nelle province di  Modena e Reggio Emilia - breve nota sul primo anno di rilevamenti

Su iniziativa del CISNIAR, nella primavera 2003 sono cominciati i rilevamenti sul campo per il Progetto Atlante degli uccelli nidificanti nelle due province emiliane. Se per il modenese si tratta di una riedizione aggiornata del primo, pubblicato nel 1992, per il reggiano esso costituisce una novitˆ assoluta.

Come unitˆ della griglia di rilevamento  stata scelta la sezione CTR 1:10000, in grado di offrire un elevato livello di dettaglio, anche se poi i dati saranno riportati, per continuitˆ con il precedente atlante modenese, sulla griglia 1:25000.

Per la raccolta dei dati  stata messa a punto unĠapposita scheda codificata dal PAI, adattata per le esigenze di un atlante locale.

Questo primo anno, considerato di ÒcollaudoÓ, ha visto una buona partecipazione di collaboratori, che fa ben sperare per gli anni futuri. I risultati devono ancora essere elaborati, ma possiamo anticipare che sono state rilevate alcune specie considerate localmente delle ÒraritˆÓ, tali forse solo per il semplice fatto di non essere state indagate a sufficienza in passato. Tra le chicche rilevate: nidificazione accertata di Colombaccio nella bassa modenese, localitˆ nelle quali sono state registrate espansioni di specie banali non monitorate nel precedente Atlante, ci riferiamo in particolare al Gheppio, alla Ghiandaia, al Verzellino,  tra le pi interessanti; presenza diffusa nei rimboschimenti di conifere della montagna reggiana della Cincia dal ciuffo, pur senza prove di nidificazione certa; rilevamento di alcune coppie di Beccafico nella zona del monte Ventasso - monte Casarola; espansione dellĠAirone cenerino come nidificante nella bassa reggiana. Dati, questi, che giustificano appieno la riedizione di un atlante.

Siamo certi che la sistematica raccolta di informazioni che solo un progetto atlante provinciale pu˜ garantire, sarˆ in grado di fornire un interessante contributo alla conoscenza dellĠavifauna regionale.

Carlo Giannella e Luca Bagni

CICOGNA NERA: richiesta di dati per lĠEmilia Romagna

EĠ sorto G.L.I.CI.NE. (Gruppo di Lavoro Italiano sulla CIcogna NEra) per promuovere e coordinare la raccolta e la divulgazione di informazioni su questa specie rara e minacciata che ha cominciato a nidificare da alcuni anni in varie regioni italiane.

Durante lĠultimo Convegno Nazionale di Ornitologia, tenutosi a Napoli, vi  stata una tavola rotonda sulla specie durante la quale sono stati esposti interessanti contributi, oltre che sui siti di nidificazione, sulle aree di sosta e svernamento e sulla fenologia della specie in alcune regioni.

Dai dati noti lĠEmilia Romagna possiede varie zone regolarmente frequentate durante le migrazioni e vi sono vari casi di estivazione nonchŽ di svernamento. Forse la Cicogna nera potrebbe persino tentare di nidificare in un prossimo futuro!

Come AsOER  stata data lĠadesione al Gruppo di lavoro italiano sulla Cicogna nera e ci siamo impegnati a raccogliere tutte le osservazioni e le segnalazioni recenti e storiche per fornire un quadro della fenologia e delle aree maggiormente frequentate.

Pertanto tutti i soci e i simpatizzanti dellĠAsOER sono invitati ad inviare i dati in loro possesso via posta corrente o posta elettronica a Roberto Tinarelli (Via Massa Rapi 3, 40064 Ozzano dellĠEmilia BO - rtinarelli@libero.it). I risultati dellĠindagine saranno riportati in anteprima su questo notiziario.

Resoconto Ornitologico dellĠEmilia-Romagna anno 2003

Il n.1 del 2003 di Picus ha ospitato la pubblicazione del primo resoconto che come Associazione Ornitologi dellĠEmilia Romagna ci siamo proposti di compilare ogni anno. Comprende una parte introduttiva e metodologica e 5 parti riservate a:

  • Specie nidificanti irregolari e nidificanti regolari in aree geografiche inusuali
  • Specie svernanti irregolari o svernanti regolari in aree geografiche inusuali e/o con numeri inusuali
  • Specie migratrici irregolari o con numeri inusuali, accidentali,estivanti
  • Specie esotiche importate ed introdotte
  • Uccelli con piumaggi aberranti e ibridi

Hanno partecipato molti soci e altri rilevatori (126 persone in tutto) con osservazioni personali inedite: la funzione del Resoconto  anche quella di non fare ammuffire inutilmente in un cassetto dati interessanti per la conoscenza dellĠavifauna.

Il 2003 che sarˆ oggetto del secondo Resoconto si  presentato come anno di grandi notizie: svernanti e nidificanti rari, presenze inusuali, segnalazioni al COI di accidentali.

EĠ importante la collaborazione di tutti per un buon resoconto 2003: le vostre osservazioni possono essere indirizzate entro il 20 febbraio 2004 a

asoer@virgilio.it, carlo.giannella@gambro.com,  

rtinarelli@libero.it 

RINNOVO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Come previsto dallo statuto dellĠAssociazione, i membri del Consiglio Direttivo ed anche il Presidente e il Vice Presidente restano in carica per tre anni. Pertanto lĠAssemblea dei soci che si terrˆ nei primi mesi del 2004 dovrˆ provvedere allĠelezione del nuovo Consiglio. I soci che lo desiderano sono pregati di inviare per iscritto entro il 29 febbraio 2004 la propria candidatura a Roberto Tinarelli (Via Massa Rapi 3, 40064 Ozzano dellĠEmilia), specificando la/le carica/cariche che intendono ricoprire. LĠavvenuta ricezione della candidatura sarˆ confermata agli interessati entro 15 gg dalla data di arrivo.

RICORDATEVI DI VERSARE LE QUOTE ASSOCIATIVE E DI COMUNICARE AL SEGRETARIO (Michele Scaffidi, Asoer@virgilio.it) eventuali variazioni di indirizzo, e-mail e numeri telefonici





Asoer copyright ©2003