CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ANNUALE
DEI SOCI
CENSIMENTI INVERNALI DEGLI
UCCELLI ACQUATICI
CENSIMENTO DEI CORMORANI
SVERNANTI NEL PALEARTICO OCCIDENTALE
RESOCONTO ORNITOLOGICO PER
L'EMILIA ROMAGNA
PARTE IL PROGETTO DI RICERCA
ASOER SULLA PRESENZA DELL'ASTORE NEL "PARCO NAZIONALE
DELLE FORESTE CASENTINESI, MONTE FALTERONA, CAMPIGNA"
ASSIOLI NIDIFICANTI NELLA
FASCIA COLLINARE DI BOLOGNA, RAVENNA E FORL’
PROGETTO DI STUDIO DELL'
AQUILA REALE NELL' APPENNINO SETTENTRIONALE ED ALPI
APUANE
ATTIVITA' DI INANELLAMENTO
NELLE SALINE DI COMACCHIO
GUFO REALE.
ESTINTO O SCONOSCIUTO ?
LA COMUNITA' DI UCCELLI
NIDIFICANTI NELLE FORESTE CASENTINESI
NOTE SULLO STATUS E LA DISTRIBUZIONE
DEL BIANCONE IN EMILIA ROMAGNA
BIANCONI ESTIVANTI IN ROMAGNA
NOTIZIE ORNITOLOGICHE LOCALI
RECENSIONE
RICHIESTA INFORMAZIONI E
ANNUNCI
" roost invernali" di Falco di palude
Progetto Atlante Modena
e Reggio
Finalmente pubblicato l'Atlante
degli Uccelli nidificanti in Provincia di Bologna
Rinnovo iscrizione per il
2003
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA
ANNUALE DEI SOCI
Per il giorno 15 marzo 2003 è fissata
alle ore 16 in prima convocazione e alle ore 17 in seconda
convocazione l'Assemblea annuale dei soci dell'As.O.ER
presso il "Museo delle Valli" di Foce, a Comacchio
(FE).
L'ordine del giorno dell'Assemblea è:
- accettazione nuovi associati,
- approvazione dei bilancio consuntivo
2002 e di quello preventivo 2003,
- consuntivo delle attività avviate/svolte
dall'Associazione,
- progetti ed attività future dell'Associazione,
- varie ed eventuali.
Al termine dell'Assemblea seguirà una
cena sociale presso il contiguo Ristorante "Bettolino
di Foce" con il quale è stato concordato
un menù da 18,50 Euro (maccheroncini alle canocchie
o risotto di anguilla, fritto misto di valle con polenta,
ciambella e vino) che i singoli partecipanti potranno variare
se desiderano ordinare anche grigliate miste e anguilla.
Eventuali variazioni al menù dovranno essere comunicate
prima dell'inizio dell'Assemblea.

Per familiari e accompagnatori dei soci è possibile
partecipare durante l'Assemblea ad una escursione in barca
nelle Valli di Comacchio di circa due ore, con partenza
alle ore 17; per lo svolgimento dell'escursione è necessario
che vi siano almeno 10 partecipanti e la tariffa individuale è di
7,80 Euro.
Per partecipare alla cena sociale e
all'escursione in barca è necessario prenotare
entro il 7 marzo via e-mail (mscaffidi@yahoo.it)
o telefonando al 3485701881 a cui risponde Michele Scaffidi.
CENSIMENTI INVERNALI DEGLI UCCELLI ACQUATICI
Si sono appena svolti i censimenti di gennaio
ed è in corso l'elaborazione dei dati. Sul prossimo
notiziario, che sarà preparato entro la primavera,
verrà fornito un dettagliato resoconto dei risultati.
Per ora, a pochi giorni dalla loro conclusione,
si può dire che l'AsOER ha supportato e/o organizzato
i censimenti nelle tre province della Regione (Ferrara,
Ravenna, Bologna) più importanti per gli uccelli
acquatici svernanti.
Il particolare andamento climatico del periodo
dei censimenti - particolarmente mite fino ai primi di
gennaio e caratterizzato da severe ondate di freddo dal
7 gennaio in poi - ha permesso di rilevare sia specie decisamente
insolite come svernanti, quali la Sgarza ciuffetto e la
Cicogna nera nel Bolognese, assieme alle specie tipiche
del periodo. Tra le "chicche" si possono annoverare
un esemplare di Gobbo rugginoso a Comacchio, un numero
record di Piovanelli maggiori (130) e di altri limicoli
sullo scanno di Goro, un elevato numero di Pesciaiole in
varie zone umide.
CENSIMENTO DEI CORMORANI SVERNANTI NEL
PALEARTICO OCCIDENTALE
Nella settimana centrata su mercoledì 15
gennaio 2003 centinaia di rilevatori sono scesi in campo,
in Europa e Nord Africa, per svolgere il primo censimento
internazionale del Cormorano (Phalacrocorax carbo).
L'idea di organizzare in modo coordinato
e simultaneo il censimento delle popolazioni europee di
Cormorano è emersa in occasione della V Conferenza
internazionale sui cormorani svoltasi presso Freising (Monaco
di Baviera, Germania) nel dicembre 2000. In quell'occasione,
nel corso della presentazione di scenari demografici sviluppati
per valutare le possibili risposte delle popolazioni europee
al variare delle condizioni ecologiche, è parso
quanto mai evidente che se le attuali conoscenze sulla
localizzazione delle colonie e la dimensione delle popolazioni
nidificanti sono soddisfacenti per la gran parte dell'areale
riproduttivo, vi sono invece gravi carenze riguardo distribuzione
e consistenza numerica complessiva della specie (giovani
dell'anno, individui immaturi ed adulti). Il censimento
dei cormorani svernanti viene svolto su base più o
meno regolare in diversi paesi europei, soprattutto laddove
le situazioni di impatto sulle attività legate alla
pesca ed all'acquacoltura sono più numerose (per
es. Italia, Francia, Germania); non sono però disponibili
dati omogenei raccolti su vasta scala.
Collegandosi al sito internet del Wetlands
International Cormorant Research Group: http://web.tiscali.it/sv2001/paneuropean_census2003 è possibile
scaricare copia della scheda di rilevamento ed ogni altra
documentazione relativa al progetto. Qui verranno anche
pubblicati i risultati preliminari e definitivi del progetto.
Ricordiamo che le schede con i dati raccolti
sono da inviare entro il 15-02-2003 a:
Istituto Nazionale Fauna Selvatica, Via Ca'
Fornacetta 9, 40064 Ozzano Emilia BO
Tel. 051 65 12 111 - Fax 051 79 66 28
RESOCONTO ORNITOLOGICO PER L'EMILIA ROMAGNA
A partire dal 2003 verrà redatto
un resoconto ornitologico annuale relativo a specie accidentali
e a status irregolare (per esempio migratore irregolare,
nidificante irregolare), nuove segnalazioni (nuove nidificazioni,
nuovi casi di svernamento etc..) riferite alla check-list
regionale presente su EBN (in attesa che esca quella
su PICUS 1-2003); sono di interesse anche le specie più comuni
con numeri inusuali di importanza a livello regionale/nazionale
e le presenza in aree insolite (es. Volpoche svernanti
nel Modenese). Le segnalazioni devono riportare il nome
della specie (nome italiano secondo la check-list degli
uccelli italiani di Brichetti & Massa 1998, cfr sito
web CISO), il numero di esemplari, la località (toponimo,
Comune, Provincia), la data (gg,mese,anno), il segnalatore
(Nome e Cognome). Il primo resoconto sarà relativo
ai dati del 2002. I curatori del resoconto a cui inviare
le segnalazioni entro il 30 aprile 2003 per permetterne
la pubblicazione sul numero di giugno di Picus, sono Carlo
Giannella (Via Marco Polo, 2 - 41037 Mirandola (MO), carlo.giannella@gambro.com)
e Roberto Tinarelli (Via Massa Rapi, 3 - 40064
Ozzano dell'Emilia (BO) rtinarelli@libero.it).
Sono gradite fotografie per documentazioni interessanti.
PARTE IL PROGETTO DI RICERCA ASOER SULLA
PRESENZA DELL'ASTORE NEL "PARCO NAZIONALE DELLE
FORESTE CASENTINESI, MONTE FALTERONA, CAMPIGNA"
Il Progetto, presentato in risposta ad
un bando di concorso del Parco Nazionale riservato ad
organizzazioni non lucrative per iniziative di ricerca
naturalistica, è stato approvato e sarà attuato
nel corso del 2003-04.
L'Astore è un rapace molto elusivo,
difficile da rilevare salvo quando compie parate e voli
territoriali. Pur presentando un buono stato di conservazione
sia a livello europeo che italiano e una distribuzione
uniforme sull'arco alpino, le informazioni relative alla
frammentata popolazione appenninica sono ancora scarse
(Spagnesi e Serra 2002).
L'Astore è inserito nella Lista rossa
della Toscana come specie a status indeterminato e in quella
dell'Emilia-Romagna come specie rara. La popolazione nidificante
nell'alto Appennino è valutabile approssimativamente
in 50-100 coppie, con un'apparente maggiore concentrazione
nella porzione settentrionale dell'area. E' presente con
nuclei consistenti solo nella provincia di Parma mentre
le altre realtà provinciali emiliano-romagnole,
toscane e marchigiane sembrano ospitare la nidificazione
di singole coppie.
La distribuzione appare principalmente limitata
alle formazioni forestali dominate dal Faggio e, in particolari
condizioni ecologiche, anche a nuclei maturi del comprensorio
collinare. Le specifiche esigenze ecologiche, in particolare
la spiccata selezione per i boschi maturi ad alto fusto,
suggeriscono che la sua presenza come nidificante possa
essere utilizzata per caratterizzare gli habitat boschivi
a maggiore naturalità. Tali ambienti, ormai rari
nell'Appennino settentrionale, risultano ben rappresentati
nel territorio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
Si propone pertanto di indagare la distribuzione e le preferenze
ambientali dell'Astore nel comprensorio del Parco, per
definire il suo status ed individuare nel contempo i parametri
ambientali che ne determinano la presenza. Tali informazioni
potranno essere auspicabilmente utilizzate per indirizzare
le attività selvicolturali e di fruizione all'interno
dell'area protetta.
Metodi di indagine
La ricerca si svolgerà nei mesi di
febbraio-aprile, per mappare le coppie presenti in periodo
riproduttivo. La metodologia prescelta (playback) si basa
sull'emissione di richiami, in punti distanti tra loro
0.8-1 Km in linea d'aria. I rilievi verranno condotti nell'anno
2003 e ripetuti nella successiva primavera 2004, al fine
di disporre di due stagioni di rilevamento, per un impegno
complessivo indicativamente quantificabile in almeno 100
giornate uomo. Il playback verrà effettuato utilizzando
vocalizzazioni di Sparviere e di Astore, per raccogliere
informazioni relative ad entrambe le specie e caratterizzare
in tal modo le loro scelte ambientali.
I punti di emissione verranno individuati
mediante GPS e riportati in cartografia. L'indagine si
estenderà a tutto il territorio del Parco, con particolare
attenzione alle aree considerate più idonee: Foresta
Lama, Sassofratino, Monte Gemelli, Monte Guffone, Zuccherodante.
I risulati della ricerca, oltre a definire
la consistenza e la distribuzione delle due specie, saranno
utili per formulare indicazioni sulla gestione degli ambienti
forestali idonei per l'Astore.
ASSIOLI NIDIFICANTI NELLA FASCIA COLLINARE
DI BOLOGNA, RAVENNA E FORL’
E' in fase di preparazione
il secondo anno di questa ricerca AsOER
L'Assiolo è una specie classificata
da Bird Life International come SPEC 2 (specie con status
di conservazione sfavorevole e popolazione concentrata
in Europa), che in Emilia-Romagna sembra essere in
forte declino.
Nel mese di luglio e inizio agosto 2002,
abbiamo percorso transetti in auto nella fascia dei calanchi
di Bologna, Ravenna e Forlì per una prima ricognizione
della consistenza della popolazione di Assiolo (Otus
scops). Il metodo di indagine prevedeva la partenza
poco dopo il tramonto generalmente da un unico punto di
raduno di vari equipaggi di due-tre persone, dotate di
cartografia e con percorsi assegnati, e di un sistema di
registratore-altoparlanti. In punti scelti dai rilevatori,
a distanza di 1.000 m l'uno dall'altro, si inviava
il richiamo di un maschio in canto per la durata di 1-2
minuti e si rimaneva in ascolto successivamente per un
tempo stabilito (3 minuti). Ogni equipaggio registrava
il punto sulle carte in dotazione e annotava su una scheda
ora, punto, risposte di Assiolo, altri Strigiformi, Succiacapre.
Il percorso si concludeva entro le ore 24.
Hanno partecipato ai transetti Alessandro
Andreotti, Dante Bonazzi, Mario Bonora, Francesco Cacciato,
Pier Paolo Ceccarelli, Carlo Ciani, Massimo Colombari,
Andrea Noferini, Fabio Rubbi, Michele Scaffidi.
Abbiamo emesso richiami complessivamente
in 195 punti, ottenendo risposte in 63 punti da 95 individui
territoriali, e inoltre abbiamo rilevato la presenza di
17 territori di Civetta, 11 di Gufo comune (richiami di
giovani), 2 di Allocco, 1 di Barbagianni e 18 Succiacapre
in canto. Ad eccezione dell'Assiolo, che veniva stimolato
con il metodo del play-back, tutte le altre specie sono
state rilevate grazie alla loro attività vocale
spontanea. In certi ambienti si sono avute risposte da
più individui di Assiolo (17 volte da 2, 6 volte
da 3, 1 volta da 4). Ad una prima analisi la popolazione
presente nella fascia collinare sembra di entità non
trascurabile e sarà interessante estendere l'indagine
ad altre aree della Regione.
I dati raccolti sono stati cartografati su
un sistema georeferenziato e ci si ripromette di analizzare
la distribuzione di questa popolazione in riferimento alle
caratteristiche ambientali. La ricerca sarà ripetuta
nella primavera-estate 2003 ed è gradita la collaborazione
di quanti sono interessati.
(Mario Bonora)
PROGETTO DI STUDIO DELL' AQUILA REALE
NELL' APPENNINO SETTENTRIONALE ED ALPI APUANE
Il progetto è stato ideato da Ubaldo
Ricci, Pier Francesco Ferrari, Cristina Vecchione, Saura
Andreotti e prevede un monitoraggio a cadenza semestrale
della popolazione di Aquila reale nell'Appennino settentrionale,
dal Passo dello Zovallo (PC) al M. Fumaiolo, su un territorio
idoneo alla specie di oltre 2.500 Kmq, col metodo del censimento
simultaneo per mezzo di circa un centinaio di gruppi di
due-tre osservatori ubicati lungo il crinale.
Scopi del censimento sono: stimare la consistenza
numerica della specie nel territorio interessato, e in
particolare le coppie territoriali, stimare il n. di immaturi, stimare
la sopravvivenza dei giovani dell'anno a sei mesi e ad
un anno.
Poichˇ un osservatore può rilevare
un'Aquila in cielo, con buona visibilità, fino ad
una distanza massima di circa 2,5 Km, per osservare gli
uccelli, e i rapaci in particolare, occorre stare più in
basso possibile: laddove le montagne superano i 1.500 m
e la catena montuosa è larga più di 3 Km,
occorrono osservatori a quote intorno agli 800-1.000 m
su entrambi i versanti; in caso contrario basta un solo
osservatore sul crinale ad una quota inferiore ai 1.200
m.
I siti, inoltre, sono stati distribuiti in
modo da "coprire" il più possibile il
territorio, compatibilmente con il n. di osservatori disponibili,
ignorando o quasi la localizzazione dei siti riproduttivi
conosciuti, e sono posti a distanze reciproche che vanno
dai 3 ai 10 Km a seconda della morfologia del territorio.
In particolare partecipano al progetto il
gruppo spezzino che si occupa di uccelli rapaci dal 1979
(Ubaldo Ricci, Saura Andreotti, Fabio Giacomazzi, Massimo
Angei, Paolo Barbanente, Maurizio Romano, Luigi Sesti,
Maurizio Simonini, Riccardo Nardelli, Luca Braida), Pier
Francesco Ferrari, Monica Lazzeri e Michela Adami, coordinatrici
per l'area lucchese, i Parchi di crinale emiliani e il
Parco delle Alpi Apuane (Cristina Vecchione, Willy Reggioni,
Fabrizio Rigotto, Matteo Carletti, Elena Vasile, Davide
Palumbo, Fabio Viviani), Angelo Battaglia, l'AsOER (con
un gruppo coordinato da Mario Bonora) e il COT (con un
gruppo coordinato da Guido Tellini), le Amm.ni prov. di
SP, LU, PC, PR, RE, MO, BO, le Comunità montane
Lunigiana , Media valle Serchio e Mugello zona E , i coordinamenti
provinciali CFS di SP, MS, PC, PR, RE, MO, BO, LU, PT,
le ex ASFD di LU, PT, Casentino, l'Amm.ne comunale di SP,
il Museo di S.N. della Lunigiana, l'Università di
Pisa.
Il progetto è stato avviato alla fine
del 2001 contattando Enti, Istituzioni e privati. Nel febbraio
2002 si è svolto il primo censimento a cui,
tra gli altri, hanno partecipato oltre 40 rilevatori. Il
21 settembre 2002 si è svolta la sessione autunnale
del censimento, risultata parziale a causa del maltempo
ed integrata con un censimento mirato nelle Alpi Apuane
in ottobre. I risultati del primo censimento sono stati
esposti al Convegno sui Rapaci svoltosi al Museo di S.N.
della Lunigiana in Aulla il 22 giugno 2002.
Per il futuro, se verranno confermate le
stesse collaborazioni e, perchˇ no, se si riuscirà ad
estenderle, si potrà effettuare un monitoraggio
pluriennale. A questo scopo occorre valorizzare i collaboratori
di ogni zona e sviluppare una rete di contatti regolari.
(Ubaldo Ricci)
Attività AsOER nell'ambito
del progetto di studio dell'Aquila reale nell' Appennino
settentrionale
Abbiamo aderito alla giornata di monitoraggio
autunnale dell'Aquila reale e ci siamo impegnati ad estendere
l'area interessata verso Est, includendo il Parco Nazionale
Foreste Casentinesi-Monte Falterona e Campigna, e al di
fuori del Parco il Monte Fumaiolo. Precedentemente il monitoraggio
si arrestava al Corno alle Scale. Abbiamo organizzato 10
punti di osservazione, in collaborazione con il Corpo Forestale
dello Stato e con la Direzione del Parco Nazionale.
|
Punto
|
Osservatori
|
|
Campore - Monte Gemelli
|
I. Togni
|
|
Valbura
|
FL. Montanari e F. Bacci
|
|
Monte Ritoio
|
G. Cristiani
|
|
Mandracce-Pian del Grado
|
Stefano, Camilla e Carlo Gotti
|
|
S.Paolo in Alpe
|
M. Scaffidi e A.Dall'Alpi
|
|
Seghettina
|
Franca e Luciano Cicognani
|
|
Monta Cerviaia-Pradalino
|
M Bonora
|
|
Monte Collina - Tramazzo
|
CFS: M. Fabbri
|
|
Passo dei Mandrioli- Prato Grilli
|
CFS: A. Zoccola e
C. Pantieri
|
|
Ronco di Mauro - Monte Fumaiolo
|
M.Casadei,M.Barbieri E. Mezzolani,
|
La giornata è stata sfavorevole a
causa del tempo notevolmente perturbato, tanto è vero
che nella parte ovest del territorio gli altri gruppi hanno
dovuto rinunciare al monitoraggio. Da tre dei nostri 10
punti di osservazione abbiamo osservato una coppia che
in questa stagione non si è riprodotta, costituita
da un maschio adulto al 5-6Į anno di età e da una
femmina immatura, discretamente più giovane, con
ancora vistose parti bianche sulle ali e sulla coda. Nell'area
sono presenti altri individui isolati e coppie che tuttavia
non sono stati osservati in questa occasione.
I rilevatori erano invitati a compilare
anche le schede relative al Progetto Biancone, per il monitoraggio
della migrazione post riproduttiva di questa specie, che
apparentemente non migra lungo la costa adriatica. Nessun
punto di osservazione infatti ha rilevato Bianconi.
Il prossimo appuntamento è stabilito
per il periodo di massime manifestazioni territoriali della
specie, all'inizio della stagione riproduttiva, a
metà febbraio.
ATTIVITA' DI INANELLAMENTO NELLE SALINE
DI COMACCHIO
Con l'ultima sessione dell'8 ottobre 2002,
si è concluso il secondo anno di attività di
inanellamento nelle Saline di Comacchio, mirata a monitorare
le specie migratrici, nidificanti e svernanti, in particolare
Laridi e Sternidi, presenti nell'arco dell'anno. Le catture
si sono svolte nelle ore notturne con la partecipazione
di oltre 50 collaboratori, in gruppi di 8-10 persone per
ogni sessione di inanellamento. Tra i risultati conseguiti
in questi due anni di attività vi sono un grande
numero di Beccapesci catturati e le prime catture in assoluto
per l'Italia di Sterna maggiore, Zafferano, Gabbiano roseo.
Tutti i Laridi e i Beccapesci sono stati marcati anche
con un anello colorato e codificato, leggibile a distanza,
al fine di conoscere gli spostamenti di queste specie attraverso
letture a distanza in varie parti d'Europa e Africa. In
merito va ricordato il caso di un Gabbiano comune che viene
a svernare a Comacchio e nidifica nella Polonia centrale,
mentre per i Beccapesci nonostante i pochi dati raccolti,
si è accertato che essi scendono l'Adriatico durante
la migrazione autunnale lungo la costa fino alla Puglia,
con piccole soste intermedie, e che i giovani dell'anno
sono accuditi lungo il percorso da almeno un adulto.
|
Specie catturate e inanellate in Salina
|
2001
|
2002
|
TOT
|
|
Svasso piccolo
|
Podiceps nigricollis
|
1
|
0
|
1
|
|
Corriere grosso
|
Charadrius hiaticula
|
1
|
1
|
2
|
|
Piov. pancianera
|
Calidris alpina
|
3
|
4
|
7
|
|
Piovanello
|
Calidris ferruginea
|
6
|
3
|
9
|
|
Piovanello maggiore
|
Calidris canutus
|
0
|
1
|
1
|
|
Gambecchio
|
Calidris minuta
|
2
|
2
|
4
|
|
Piro piro boscher.
|
Tringa glareola
|
1
|
2
|
3
|
|
Piro piro piccolo
|
Actitis hypoleucos
|
2
|
1
|
3
|
|
Pettegola
|
Tringa totanus
|
1
|
4
|
5
|
|
Pittima reale
|
Limosa limosa
|
0
|
6
|
6
|
|
Chiurlo piccolo
|
Numenius phaeopus
|
0
|
2
|
2
|
|
Combattente
|
Philomachus pugnax
|
11
|
41
|
52
|
|
Gabbiano comune
|
Larus ridibundus
|
79
|
68
|
147
|
|
Gabbiano Corallino
|
Larus melanoceph.
|
123
|
115
|
238
|
|
Gabbiano reale med.
|
Larus michahellis
|
16
|
52
|
68
|
|
Gabbiano roseo
|
Larus genei
|
0
|
1
|
1
|
|
Zafferano
|
Larus fuscus
|
0
|
1
|
1
|
|
Fraticello
|
Sterna albifrons
|
46
|
19
|
65
|
|
Beccapesci
|
Sterna sandvicensis
|
132
|
335
|
467
|
|
Sterna zampenere
|
Sterna nilotica
|
2
|
1
|
3
|
|
Sterna comune
|
Sterna hirundo
|
60
|
161
|
221
|
|
Sterna maggiore
|
Sterna caspia
|
2
|
1
|
3
|
|
Mignattino
|
Chlidonias niger
|
20
|
12
|
32
|
|
Mignattino alibianc.
|
Chlidonias leucopter.
|
1
|
0
|
1
|
|
Rondine
|
Hirundo rustica
|
0
|
1
|
1
|
| Storno |
Sturnus vulgaris |
0
|
1
|
1
|
Totale
|
509
|
835
|
1344
|
(Adriano Talamelli)
GUFO REALE.
ESTINTO O SCONOSCIUTO ?
Nell'autunno 2002 quattro diversi ritrovamenti
riaprono l'interesse per questa specie che risulta relegata
in pochi siti.
Il Gufo reale è classificato da Birdlife
International come SPEC 3 (specie con status di conservazione
sfavorevole e popolazione non concentrata in Europa).
Nella Lista Rossa dell'Emilia Romagna (1997) è considerato
specie minacciata di estinzione, in quanto 'la popolazione
ha raggiunto una consistenza numerica critica'. Nella
Lista Rossa italiana (1998) è classificato VU (vulnerabile)
in quanto ' è di fronte ad alto rischio di estinzione
in natura nel prossimo futuro'. Lo stato di conservazione è considerato
complessivamente in Italia migliorato rispetto alla precedente
stesura del 1981 quando veniva considerato EN (minacciato).
In parte dell'Appennino settentrionale, nella
Provincia di Bologna, in Romagna e in Toscana è stato
effettuato un monitoraggio costante, a partire dall'inizio
degli anni '80, protrattosi fino a qualche anno fa
per opera, soprattutto, di Lorenzo Rigacci, che ha documentato
il calo della popolazione esistente ed espresso ipotesi
sulle cause.
In Provincia di Bologna il Gufo reale è considerato
estinto (Rigacci, Atlante degli Uccelli nidificanti in
Provincia di Bologna, 2002). L'ultima coppia, delle 4-5
presenti fino a 10 anni prima, si è riprodotta per
l'ultima volta nel 1994 e dopo tre anni è scomparsa.
In Romagna una coppia, conosciuta da tempo,
continua a riprodursi con normale successo. Tuttavia la
situazione non è ben nota: negli ultimi anni sono
state trovate altre due coppie di cui non si conosceva
l'esistenza, e tutto fa credere che il territorio non sia
ancora sufficientemente esplorato.
Nelle Province dell'Emilia vi sono dati storici
e catture, ma non si conoscono al momento coppie territoriali
se non per segnalazioni vaghe.
E veniamo ai quattro diversi ritrovamenti
avvenuti nell'autunno 2002.
Al Passo della Raticosa, sulla statale della
Futa, in comune di Firenzuola è stato ritrovato
in ottobre un individuo, probabilmente adulto, investito
da un veicolo. L'animale attualmente è al Centro
recupero Rapaci della Lipu a Vicchio, in Mugello. Presenta
lesioni gravi ad un'ala e a un bulbo oculare e non sarà possibile
rilasciarlo. Il luogo del ritrovamento dista solo pochi
chilometri da un sito storico, in cui la coppia è scomparsa
negli anni '90.
Nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
all'inizio di ottobre è stato osservato in pieno
giorno un individuo su alcuni costoni di roccia su una
strada forestale (M. Bonora). Nello stesso punto qualche
anno fa è stata registrata l'attività vocale
di una coppia, che tuttavia nonostante ripetuti tentativi
in anni successivi non è stata più localizzata.
Nel Contrafforte Pliocenico Bolognese, durante
un'escursione è stata trovata una borra contenente
ossa di Ghiro, e un grosso Strigiforme si è involato
nelle vicinanze (U. Fusini). Il Contrafforte è un
sito storico per la specie, che qui è scomparsa
dagli anni '80. Forse si tratta dello stesso individuo
che qualche mese fa è rimasto per diverso tempo
in una ex-cava nel Parco dei Gessi Bolognesi (M. Colombari
e W. Vivarelli).
Una femmina adulta, ferita gravemente ad
un'ala per collisione contro un cavo aereo, è stata
trovata in Provincia di Ravenna nelle colline faentine
ed è ricoverata, a quanto sembra irrecuperabile,
presso il CRAS di Faenza. Nella località del ritrovamento,
sito storico della specie, la specie è stata regolarmente
cercata senza esito negli ultimi anni.
Tutto questo non è sufficiente a dire
che siamo in presenza di un recupero della specie, per
quanto sembri che sull'arco alpino, specialmente nella
parte orientale, le popolazioni si mantengano o siano in
leggero aumento. Finora nell'Appennino settentrionale abbiamo
assistito a una diminuzione delle coppie note, e del resto
segni indiretti della scarsa presenza del Gufo reale ci
vengono dall'espansione delle popolazioni di Pellegrino,
che ad esempio nel Bolognese ha colonizzato numerose pareti
occupate un tempo dal Gufo sulle quali in presenza dello
Strigiforme non riusciva ad insediarsi. Tuttavia dobbiamo
riconoscere che le nostre conoscenze al riguardo oggi sono
poco aggiornate e meriterebbero di essere approfondite.
Monografie di autori italiani sul Gufo
reale
Rigacci L. 1993 - Il Gufo reale in Toscana.
Studio per la reintroduzione. (pp.95) -WWF Toscana- Editori
dell'Acero via Sanzio 164 - 50053 Empoli FI - tel
0571-73494.
Sascor R. e Maistri R. 1996 - Il Gufo reale.
Ecologia, status e dinamica di popolazione in Alto Adige.(pp.99)
- Delegazione WWF Trentino alto Adige via Egger Lienz
1 - 39100 Bolzano BZ tel 0471/271444
Penteriani V. 1996 - Il Gufo reale. (pp.172+XII)
Ed agricole - Edizioni Agricole della Calderini s.r.l Via
Emilia Levante 31 40100 Bologna
Segnalazione
sito sul Gufo reale
Il Museo di Friburgo (CH) ha in corso
una ricerca sulla dispersione e le cause di mortalità dei
giovani Gufi reali in ambienti antropizzati. Dodici giovani
sono stati equipaggiati al nido con trasmettitori satellitari,
alcuni dei quali trasmettono ancora. Nel sito (http://www.fr.ch/mhn/bubo/default.htm) è riportata
una mappa degli spostamenti e la descrizione del comportamento
dei giovani.
LA COMUNITA' DI UCCELLI NIDIFICANTI NELLE
FORESTE CASENTINESI
Nell'ambito del programma del Mito (Monitoraggio
ITaliano Ornitologico), dal 1999 sono in corso rilevamenti
quantitativi sugli uccelli nidificanti nella Zona di Protezione
Speciale Foresta di Campigna, Foresta La Lama, M.Falco;
si tratta di un territorio di circa 3.800 ha di foreste
montane nel versante romagnolo delle Foreste Casentinesi,
all'interno del Parco Nazionale.
La tecnica di rilevamento utilizzata è quella
dei conteggi da punti di ascolto fissi, per 10 minuti,
nel corso dei quali vengono censiti tutti gli uccelli contattati
acusticamente e/o visivamente a qualsiasi distanza dall'osservatore,
tenendo distinti i contatti entro un raggio di 100 m da
quelli oltre questo limite. Nel 1999 le stazioni di ascolto
sono state 15, portate a 20 nel 2000 e ripetute poi esattamente
negli stessi punti nei due anni successivi, per un totale
di 75 rilevamenti. I rilievi sono stati eseguiti sempre
dallo stesso rilevatore assicurando in questo modo la massima
standardizzazione nella ricerca. Non sono stati eseguiti
conteggi nei 764 ha della Riserva Integrale di Sasso Fratino.
L'elaborazione dei dati finora raccolti consente
una prima sommaria analisi sulla comunità degli
uccelli del territorio.
La ricchezza complessiva sui 4 anni (numero
totale di specie contattate) è risultata di 45 specie
e quella relativa (numero medio di specie contattate per
punto) è di 9,76. Le specie contattate in almeno
il 50% dei rilevamenti sono 9 (nell'ordine: Fringuello,
Capinera, Pettirosso, Merlo, Cincia mora, Luì piccolo,
Scricciolo, Tordo bottaccio, Fiorrancino).
Nel grafico seguente sono rappresentate le
abbondanze delle 20 specie più comuni, espresse
come numero medio di coppie per punto, riferite separatamente
al censimento totale e al censimento entro l'area corrispondente
al raggio dei 100 m. Nel valutare tali dati, va tenuto
presente che le specie mostrano fra loro un diverso grado
di "contattabilità", elemento che può rendere
sovrastimata l'abbondanza di specie dalle emissioni acustiche
più forti (es. Fringuello, Cuculo) rispetto ad altre
che hanno un raggio d'ascolto molto limitato (es. Fiorrancino).
Appare quindi più indicativa dei reali rapporti
quantitativi la valutazione delle abbondanze riferite ai
contatti ottenuti entro il raggio dei 100 m.


Oltre alle specie censite nei punti, sono
state individuate altre 5 specie contattate fuori dai rilevamenti,
per le quali le informazioni sono solo di presenza: Sparviere,
Aquila reale, Merlo acquaiolo, Verdone, Crociere.
Non sono state rilevate alcune specie rare
ed irregolari che avevano nidificato recentemente quali
Merlo dal collare (alcune coppie presenti dal 1984 al 1995),
Stiaccino (una coppia nel 1984 e 1985), Balia dal collare
(una coppia dal 1986 al 1990).
L'analisi separata dei dati nei diversi tipi
forestali ci offre alcune indicazioni sulle rispettive
comunità ornitiche e sulle caratteristiche ecologiche
delle singole specie.
Nella tabella seguente, riferita ai contatti
entro i 100 m, sono sinteticamente rappresentati i principali
indici ecologici dei popolamenti nelle varie tipologie
ambientali: la ricchezza complessiva, la ricchezza media,
la Diversità H' di Shannon (calcolata sul dato delle
coppie per punto), le specie costanti con le rispettive
frequenze relative.
| |
Abetina
|
Abieti-faggeta
|
Latifoglie
|
Praterie
|
| Stazioni |
3
|
12
|
4
|
1
|
| Rilevamenti |
9
|
36
|
12
|
4
|
| Ricchezza |
14
|
23
|
25
|
12
|
| Ricchezza media |
7,33
|
7,72
|
6,92
|
6,25
|
|
H' di Shannon
|
2,348
|
2,537
|
2,587
|
2,198
|
|
Specie costanti
|
8
|
7
|
5
|
5
|
| |
Fringuello: 1,000
|
Fringuello: 0,972
|
Capinera:0,917
|
Allodola: 1,000
|
| |
Fiorrancino:1,000
|
Capinera: 0,917
|
Pettirosso0,917
|
Prispolone:1,000
|
| |
Capinera: 0,889
|
Pettirosso: 0,861
|
Fringuello0,750
|
Capinera: 1,000
|
| |
Pettirosso: 0,667
|
Cincia mora: 0,778
|
Luì piccolo:
0,667
|
Codir. spazz:
0,750
|
| |
Scricciolo: 0,667
|
Scricciolo: 0,611
|
Scricciolo 0,500
|
Baller. bianca: 0,750
|
| |
Cincia mora: 0,556
|
Fiorrancino:0,611
|
|
|
| |
Tordo bott: 0,556
|
Merlo: 0,583
|
|
|
| |
Regolo: 0,556
|
|
|
|
Il programma prevede altri tre anni di ricerca.
(P. Ceccarelli, S. Gellini)
NOTE SULLO STATUS E LA DISTRIBUZIONE
DEL BIANCONE IN EMILIA ROMAGNA
Il Biancone, Circaetus gallicus, è specie
considerata rara e in declino in Europa e in particolare
in Italia (Tucker G.M. & Heath M.F., 1994), dove in
realtà sembra in ripresa e in leggero aumento. Analizzando
le osservazioni di questi ultimi anni, in particolare nel
principale sito per la migrazione del Biancone, Arenzano
in Liguria, il trend positivo appare evidente (Luca Baghino
com. pers.). Anche in Emilia-Romagna sembra esserci un
graduale miglioramento dello status della specie, forse
dovuto anche alle maggiori ricerche effettuate negli ultimi
anni.
Nella Provincia di Piacenza il Biancone era
considerato storicamente accidentale. Le prime osservazioni
regolari sono di A. Battaglia, che lo trovò estivante
(forse nidificante) dal 1990; lo stesso Battaglia nel 1998
scoprì il primo nido in una pineta artificiale di Pinus
nigra; nel 1999 trovò 2 coppie; nel 2000 1 coppia
e nel 2001 ancora 1 coppia. E' stato portato all'involo
un giovane per ognuna di queste 5 nidificazioni, con nidi
sempre posti su Pino nero in aree collinari-montane. Vengono
stimate in 2 o 3 le coppie nidificanti in provincia di
Piacenza e vi possono essere anche altri individui immaturi
estivanti ma non nidificanti (Battaglia, 2002).
Nella provincia di Parma è storicamente
accidentale. Il primo nido venne trovato nel 1990 a 771
m. in un rimboschimento a Pino nero (probabile 1 giovane
involato), poi ne venne scoperto un altro nello stesso
anno a quota 1.000 m.; questi due siti risultarono occupati
anche nel 1992 e 1993 e le coppie aumentarono a 7 nel 1995,
tutte in Appennino (Ravasini, 1996).
Per la provincia di Reggio Emilia non vi
sono nidificazioni nˇ indicazioni di estivanti: A. Fiori
nel 1881 lo considera accidentale; al museo civico di Reggio
Emilia è presente un individuo ucciso in collina
nel Settembre 1954; Gustin e Zanichelli (ined.) lo danno
M reg (aprile-maggio e agosto-settembre) con "osservazioni
in varie località".
Per la provincia di Modena, A. Fiori lo riporta
accidentale nel 1881 mentre Bertarelli et al. (1992) lo
considerano M irr. Lo stesso C. Bertarelli (com.pers.)
riferisce ripetute osservazioni, in periodo riproduttivo,
di una coppia nell'anno 1999 in una zona pedecollinare,
senza però prove di nidificazione; per gli anni
successivi, non si hanno osservazioni per la stessa area.
In provincia di Bologna da alcuni anni vi
sono frequenti osservazioni di Biancone nel periodo Giugno-Agosto,
nelle ampie valli pre-appenniniche a Sud-Est del Capoluogo,
caratterizzate da rilievi modesti (max 600 m slm). In quest'area
la vegetazione dominante è costituita da praterie
aride di tipo steppico e da macchie arbustive e risulta
ottimale come territorio di caccia per il Biancone. In
questa zona nel Luglio 2000, è stata osservata una
coppia di immaturi entrambi della fase bianca, in parata
nuziale, molto vocifera. Considerando la muta in corso
in entrambi gli individui, si trattava di individui al
terzo anno di calendario (Premuda G., oss. pers.). Nel
Giugno 2001, è stata osservata una coppia formata
da una femmina immatura della fase bianca e un maschio
adulto della fase intermedia (Premuda G., oss. pers.).
Nel Luglio 2002, sono stati osservati fino a 7 individui
insieme, principalmente immaturi, oltre ad altri 2 individui
sicuramente diversi per un totale di almeno 9 individui
(Premuda G., oss. pers.). Gli animali osservati fanno parte
di una popolazione estivante in provincia di Bologna, dove
la nidificazione non è stata sino ad oggi accertata.
Per la Romagna, vi sono poche osservazioni.
U.F. Foschi (1984) cita 2 esemplari in collezione provenienti
da Vecchiazzano (FC) il 3/10/52 e da Forlimpopoli (FC)
il 18/3/56. Anche A. Ortali (1974) cita 2 esemplari nella
collezione Brandolini, provenienti da S.Vitale (RA) il
20/3/36 e da valle Gobba (RA?) il 26/10/22, riportando
poi una frase del Brandolini: "qualche esemplare isolato
capita, di tanto in tanto, all'epoca dei passi".
Scarse sono le informazioni riguardanti la
migrazione del Biancone in Emilia-Romagna, ad esclusione
dell'osservazione di 17 individui al Passo Centocroci e
Cappelletta (PR) in data 27/03/86 (Ravasini, 1996). Nella
provincia di Parma la specie è considerata M reg
(marzo-aprile e agosto-ottobre) da Ravasini (1996), come
anche per l'Emilia-Romagna (Bagni et al., 2001). Molto
probabilmente i Bianconi dell'Emilia-Romagna seguono una
migrazione "a circuito" (Premuda, 2002; Agostini et
al., 2002): in autunno verso Nord-Ovest e in primavera
verso Sud-Est, verosimilmente passando in Liguria (Arenzano)
e sullo stretto di Gibilterra.
L'aumentato interesse per la specie, fa ben
sperare in un maggiore controllo nella regione delle aree
potenzialmente idonee alla nidificazione e in un monitoraggio
sistematico nei periodi di migrazione (Marzo, Settembre),
principalmente nei passi appenninici.
(Guido Premuda e Luca Bagni)
BIBLIOGRAFIA
Agostini N., Baghino L., Coleiro C., Corbi
F. & Premuda G., 2002 - Circuitous autumn migration
in the Short-toed Eagle Circaetus gallicus - J.
Raptor Res., 36(2):111-114.
Agostini N., Baghino L., Panuccio M. & Premuda
G., 2002 - A conservative strategy in migrating Short-toed
Eagles Circaetus gallicus - Ardeola, 49:
in press.
Bagni L., Sighele M., Passarella M., Premuda
G., Tinarelli R., Cocchi L. & Leoni G., 2001- Materiali
per una check-list degli uccelli dell'Emilia Romagna - Avocetta,
25:169.
Bertarelli C., Gelati A., Giannella C. & Rabacchi
R., 1992 - Aggiunte e rettifiche alla check-list degli
uccelli della provincia di Modena - Natura Modenese, 2:
49-51.
Fiori A., 1881 - Contribuzione all'avifauna
del modenese e del reggiano: annotazioni sull'ornitologia
di queste province - Annu. Soc. Nat. Modena, Ser.
II, 14: 89-130.
Foschi U.F., 1984 - Catalogo delle collezioni
del museo ornitologico "Ferrante Foschi". Forlì.
Gustin M. & Zanichelli F., ined. - L'avifauna
reggiana. In: M. Anceschi (a cura di), Rapporto sullo
stato dell'ambiente in provincia di Reggio Emilia,
Amm.prov. di Reggio Emilia.
Ortali A., 1974 - Gli uccelli del museo
Brandolini. Ed. Galeati, Imola.
Premuda G., 2002 - Primi dati sulla migrazione
post-riproduttiva del Biancone, Circaetus gallicus,
nelle Alpi Apuane - Rivista Italiana di Ornitologia,
71(2):181-186.
Ravasini M., 1996 - L'Avifauna nidificante
nella Provincia di Parma - Editoria Tipolitotecnica,
Parma.
Tucker G.M. & Heath M.F., 1994 - Birds
in Europe: their conservation status - BirdLife International
(Birdlife Conservation Series No.3), Cambridge, U.K.
BIANCONI ESTIVANTI IN ROMAGNA
Da qualche anno vengono registrate presenze
regolari di Biancone in periodo estivo nelle basse colline
di Forlì e di Faenza. La prima osservazione è del
17/6/1999, seguita da altre numerose negli anni successivi:
dal 5/6 al 10/8 2000, dal 13/6 al 23/8 2001, dal 13/6 al
12/8 2002; le osservazioni, che riguardano spesso 2 individui
assieme, sono concentrate nell'area dei calanchi di Castrocaro,
Dovadola, Modigliana e Brisighella, ad altitudini comprese
fra 150 e 500 m..
In bibliografia le segnalazioni in Romagna
sono rare: dati storici si riferiscono ad episodi di nidificazione
nelle Pinete di Ravenna (sec.XVIII-Ginanni,1774; il riconoscimento
specifico è di Foschi, 1986) e nell'alto Montefeltro
(1889-Falconieri,1892); per il resto sono registrate 18
segnalazioni, tutte relative a periodi di migrazione tranne,
in 3 casi, a mesi invernali.

(Ulisse Aldrovandi, 1522-1605: Ornithologiae
hoc est de avibus historiae libri XXII)
DATI STORICI SUL BIANCONE IN ROMAGNA
|
località
|
data
|
sex
|
fonte bibliografica
|
tipo oss
|
note
|
|
Pinete ravennati
|
sec.XVIII
|
|
F.Ginanni,1774-Istoria delle pinete
ravennati
|
NID
|
attribuzione specifica di Foschi, 1986
|
|
Alto Montefeltro (PS)
|
1889
|
juv.
|
Falconieri di Carpegna,1892-Sull'Avifauna
ecc.
|
NID
|
nidiaceo prelevato dal nido
|
|
Imolese (BO)
|
1854
|
f.
|
Tassinari,ca.1893-Manoscritto inedito
|
CAT
|
racc.Liverani
|
|
Uffogliano (Talamello)
|
10.4.1900
|
|
Zangheri,1938-Avifauna romagn.pag.124
|
CAT
|
|
|
Valle Gobba (RA)
|
26.X.1922
|
m.ad.
|
Brandolini,1961-Catalogo della mia
collez.-pag.132
|
CAT
|
racc.Brandolini
|
|
Pievequinta (FO)
|
15.IX.1927
|
|
Zangheri,1938-Avifauna romagnola-pag.124
|
CAT
|
racc.Zangheri
|
|
S.Michele (RA)
|
29.III.1928
|
f.
|
Imparati,1934-Avifauna ravennate-pag.150
|
CAT
|
racc.Bentivogli
|
|
Pineta S.Vitale (RA)
|
20.III.1936
|
f.
|
Brandolini,1961-Catalogo della mia
collez.-pag.142
|
CAT
|
racc.Brandolini
|
|
Fossatone (RA)
|
IV.1939
|
|
Foschi, 1986-Uccelli di Romagna-pag.258
|
CAT
|
racc.Garavini
|
|
Cotignola
|
1.IV.1939
|
m.
|
Malmerendi,1941-Riv.ital.Orn.,11: 79
|
CAT
|
racc.Malmerendi-perduto durante la
guerra
|
|
S.Lucia delle Spianate (Faenza)
|
4.III.1948
|
|
Malmerendi,1960-Riv.ital.Orn.,30: 192
|
CAT
|
racc.Malmerendi
|
|
Forlì-Forlimpopoli
|
19.III.1951
|
|
Foschi, 1986-Uccelli di Romagna-pag.258
|
OSS
|
|
|
Vecchiazzano (FO)
|
3.X.1952
|
f.
|
Foschi, 1986-Uccelli di Romagna-pag.258
|
CAT
|
racc.Foschi
|
|
Forlimpopoli
|
10.III.1956
|
m.
|
Foschi, 1986-Uccelli di Romagna-pag.258
|
CAT
|
racc.Foschi
|
|
Commenda (Faenza)
|
6.XII.1956
|
|
Malmerendi,1960- Riv.ital.Orn.,30:
192
|
CAT
|
racc.Malmerendi
|
|
Viserba (RN)
|
XII.1976
|
f.
|
Foschi, 1986-Uccelli di Romagna-pag.258
|
CAT
|
racc.Montanari
|
|
Primaro (RA)
|
prim.1977
|
|
Foschi, 1986-Uccelli di Romagna-pag.258
|
OSS
|
|
|
La Lama (Bagno di R.)
|
prim.1978
|
|
Foschi, 1986-Uccelli di Romagna-pag.258
|
OSS
|
|
|
Rio Medrina (Borghi)
|
1982
|
2 ind.
|
Silvestri,1984-2Į Censim.Avif. Romagn.pag.59
|
OSS
|
svernanti ?; da inverno a primavera
|
|
Rotta dei Cavalli (Verghereto)
|
anni '80 ?
|
|
Silvestri,1984-2Į Censim.Avif. Romagn.-pag.59
|
|
ferito
|
(P.Ceccarelli)
NOTIZIE ORNITOLOGICHE LOCALI
Anticipiamo alcune delle notizie che saranno
trattate nel resoconto ornitologico del 2002.
SVASSO PICCOLO
In Emilia-Romagna la specie è stata
segnalata in passato come nidificante irregolare (Cave
in prossimità dell'Ortazzo, RA, oss. Lino Casini;
Zuccherificio di Argelato, BO, oss. Roberto Tinarelli).
Quest'anno sono stati osservati e fotografati due adulti
con giovani alle Saline di Cervia (RA) riprodottisi presumibilmente
in zona, ad esempio nei chiari di caccia circostanti.
(S. Brina)
SPATOLA
La piccola popolazione di Spatole che nidifica
dal 1999 in un biotopo storico della pianura bolognese
(Malalbergo) è salita nel 2002 a 7 coppie.
(R. Tinarelli)
MORETTA
Anche nel 2002 la Moretta ha nidificato nei
bacini dell'ex-zuccherificio di Argelato (BO). Due coppie
erano presenti ad inizio stagione, ma una sola si è riprodotta
portando all'involo 6 giovani.
(O. Guidi)
MORETTA TABACCATA
Nel 2002 è stata censita nelle zone
umide bolognesi una popolazione nidificante di 12-13 coppie
in 4 siti (nel 2001 era di 15 coppie in 6 siti) che si
conferma essere la più importante a livello nazionale
dopo quella di Punte Alberete-Valle Mandriole.
(R. Tinarelli)
FISTIONE TURCO
Una coppia è stata rilevata nel 2002
in un biotopo del Bolognese in Comune di Malalbergo, già utilizzato
nel 1999 e nel 2000.
(R. Tinarelli)
AQUILA REALE
Nel 2002 il successo riproduttivo di questa
specie è stato basso. Due coppie note in Provincia
di Bologna non hanno iniziato la riproduzione; una di queste
sembra disertare il sito in cui si è riprodotta
negli ultimi anni probabilmente per l'accresciuto disturbo
antropico. Una coppia in Romagna ha allevato un giovane
che è scomparso poche settimane prima dell'involo
e una seconda non sembra essersi riprodotta. Nelle Province
occidentali due coppie si sono riprodotte con successo,
altre due non hanno portato giovani all'involo.
(M. Bonora)
LANARIO
In tutta la regione erano presenti ad inizio
stagione due coppie, entrambe insediate su pareti di arenaria
del Bolognese su cui si sono riprodotte negli scorsi anni.
Una delle due è scomparsa successivamente, la seconda
ha portato all'involo 3 giovani.
(M. Bonora)
Ai primi di ottobre è stato trovato
un individuo che presentava ferite da fucile nel Riminese.
L'animale è stato curato, riabilitato e liberato
nuovamente in natura.
(A. Talamelli)
AVOCETTA
Anche nel 2002 si è ripetuta la nidificazione
dell'Avocetta (3 coppie) nel Bolognese; la prima nidificazione è avvenuta
nel 2001 (1 coppia).
(R. Tinarelli)
PERNICE DI MARE
Anche nel 2002 si è ripetuta la nidificazione
della Pernice di mare nel Mezzano (FE) (28 coppie in 3
siti distinti); purtroppo, benchˇ vengano gestite appositamente
delle aree con ambienti idonei per la nidificazione di
questa specie, una parte della popolazione si insedia ogni
anno anche in seminativi soggetti a coltivazioni tardive,
dove il successo riproduttivo è molto scarso.
(R. Tinarelli)
RONDONE MAGGIORE
Costituisce una presenza interessante, in
quanto le colonie rupicole del Bolognese sono le uniche
conosciute tra Alpi Apuane e Italia Centrale (Monte Conero).
Negli anni '90 si è assistito ad una apparente flessione
di questa specie. Nel 2002 era presente la colonia del
balzo di Rio Cavalli-Cà Merla (Monterenzio, BO)
che conta circa 15-20 coppie ed è la più stabile
nel tempo. Inoltre è nuovamente occupata la parete
di Monte S.Morè-Pieve del Pino la cui colonia sembrava
scomparsa, con circa altrettante coppie, e quella di Monte
Castellazzo (Pianoro) con un esiguo numero di coppie. Una
colonia di discreta consistenza è presente nei balzi
sul Setta che sovrastano Vado (Monzuno) ed una nuova, di
consistenza intorno alle 10 coppie, è stata segnalata nella
valle del Santerno a Fontanelice. Tutte queste colonie
sono state osservate in assenza di ricerche specifiche
ma nel corso di altri monitoraggi, per cui è presumibile
che la situazione reale sia ancora migliore.
(M. Bonora)
RONDONE PALLIDO
Fino ad oggi non era ancora stata accertata
la nidificazione a Bologna e in Emilia Romagna. Nel mese
di Ottobre 2002 si è scoperta l'esistenza di una
colonia nella Torre Asinelli, in pieno centro storico della
città. E' stato accertato un totale di 24 cavità-nido
frequentate. Sono state effettuate osservazioni sistematiche
durante tre giorni; ad ogni cavità frequentata è stato
assegnato un codice e sono stati annotati gli arrivi, le
partenze e i tempi di permanenza degli uccelli all'interno
delle cavità-nido. Si segnala la necessità che
le cavità-nido vengano tutelate e rispettate, evitando
di chiudere i fori presenti sulla Torre Asinelli. Sulla
Torre Garisenda purtroppo tale infelice intervento è stato
già effettuato e si auspica che gli Enti preposti,
possano in un immediato futuro porvi rimedio, rimuovendo
o modificando gli elementi metallici installati per
impedire l'uso delle cavità da parte del Piccione
domestico.
(G. Premuda)
PASSERO SOLITARIO
Continua l'andamento negativo di questa specie,
indicata nella Lista Rossa regionale come 'minacciata
di estinzione' Non si sono avute osservazioni
nella Vena dei Gessi Romagnoli, mentre una femmina adulta è stata
osservata nell'Imolese presso Fontanelice (BO).
(M. Bonora, M. Scaffidi)
RECENSIONE
Manuale di Ornitologia vol. 3
(a cura di P.Brichetti e A.L.Gariboldi, Edagricole
Bologna 2002)
Pagine 330 + IX € 25
Giunto al terzo volume della serie, un po'
cambiato nell'aspetto tipografico e nel titolo (non più 'Manuale
pratico') il Manuale assume sempre più il carattere
di una rassegna periodica di argomenti ornitologici di
grande interesse.
Il Manuale è diviso in sei parti:
Attualità, Tecnica e gestione, Ricerca, Stato
dell'avifauna Italiana, Conservazione, Riferimenti
per l'ornitologo, che comprendono ciascuna uno o più capitoli
trattati da esperti del settore specifico.
Gli argomenti sono vari, dalla gestione delle
specie problematiche (M. Dinetti) alle tecniche di marcatura,
ad una introduzione alla bioacustica in campo ornitologico
(P. Galeotti), alla ricerca che comprende una sintesi degli
studi in atto su Tetraonidi (P. De Franceschi), Insularità nel
Mediterraneo (B. Massa) che presenta anche un bell'esempio
dell'uso di micro-videocamere per seguire le nidificazioni,
Migrazione dei Rapaci in Italia (N. Agostini), Progetto
Piccole Isole (A. Montemaggiori e F.Spina). La parte 'Conservazione'
tratta in particolare delle colonie di Ardeidi in Lombardia
(M. Fasola), dei progetti per la conservazione e restocking
degli Avvoltoi Europei (almeno sei progetti riguardano
l'Italia), della riabilitazione e rilascio dei Rapaci ricoverati
presso i centri Recupero (D. Csermely e G.Gaibani).
Non manca un capitolo di aggiornamento sugli
accidentali in Italia, che completa i precedenti pubblicati
su i due primi volumi della serie, dedicato principalmente
ai Passeriformi a cura di P. Brichetti.
L'ultimo capitolo comprende 100 sintetiche
biografie di altrettanti ornitologi italiani, cominciando
in tempi storici da Federico II, ma prevalentemente trattando
di personaggi vissuti nel XIX e XX secolo. Tra quelli che
hanno compiuto i loro studi nella nostra regione, a parte
Ulisse Aldrovandi, Lazzaro Spallanzani, Francesco e Giuseppe
Ginanni tra i più antichi, Alessandro Ghigi
e Augusto Toschi tra gli esponenti del mondo accademico
dello scorso secolo, Edoardo Imparati, Annibale Tornielli,
Alfredo Brandolini e Ferrante Foschi tra coloro che hanno
creato collezioni Ornitologiche, molte delle quali ancora
esistenti.
Anche questo numero del manuale si presenta
come un prezioso strumento, per di più di lettura
piacevole. Tuttavia un appunto che non si può evitare è la
minor cura in fase editoriale rispetto ai due volumi precedenti,
che si traduce in diverse imprecisioni nelle figure e grafici
e nelle didascalie di certi capitoli.
M. Bonora
RICHIESTA INFORMAZIONI E ANNUNCI
"roost invernali" di Falco
di palude
Da un paio di stagioni è stata avviata
un'indagine per la mappatura dei siti di aggregazione serale
del Falco di palude (Circus aeruginosus) in periodo
extra-riproduttivo (winter communal roost). L'area interessata
comprende il sistema delle zone umide delle province di
Bologna, Ferrara e Ravenna a sud della Superstrada Ferrara-Porto
Garibaldi (Padania sud-orientale). Finalità della
ricerca nell'area di studio sono:
- rilevamento topografico dei siti di roost
e descrizione della tipologia di dispersione;
- studio generale della fenologia di svernamento
della specie e misura dell'entità delle fluttuazioni
spazio/temporali;
- individuazione delle variabili determinanti
la selezione di sito;
- valutazione del grado di restituzione
dei risultati a confronto con altre tecniche di censimento.
Si chiede gentilmente la trasmissione delle
informazioni a:
Dario Martelli, Provincia di Bologna,
Servizio Tutela e Sviluppo Fauna, (Uff.) 051 715676,
e-mail; dariomartelli@libero.it
Progetto Atlante Modena e Reggio
E'prevista la partenza nel 2003 come
anno pilota. La prima riunione operativa, nella quale
si metterà a punto la metodologia, avverrà a
metà febbraio. I referenti dell'iniziativa sono
Carlo Giannella (carlo.giannella@gambro.com) e
Luca Bagni.
Finalmente pubblicato l'Atlante degli
Uccelli nidificanti in Provincia di Bologna
La pubblicazione è avvenuta
sotto forma di CD e sarà prossimamente presentata
dalla Provincia di Bologna che ne ha finanziato la stampa.
Il CD sarà distribuito durante la prossima assemblea
annuale dei soci e può essere richiesto a Roberto
Tinarelli (rtinarelli@libero.it).
Rinnovo iscrizione per il 2003
Ricordiamo che I soci che non hanno ancora
rinnovato l'iscrizione per il 2003 e versato la quota (13€),
possono farlo in occasione dell'Assemblea di Marzo
oppure attraverso:
- il conto corrente postale n. 22033559
intestato a Associazione Ornitologi dell'Emilia Romagna,
Via Massa Rapi 3, 40064 Ozzano dell'Emilia BO
- l conto corrente bancario n. 1039193
presso Banca popolare dell'Emilia Romagna AG10 (CAB 02414)
(ABI 05387) intestato a Associazione Ornitologi dell'Emilia
Romagna ONLUS, Via Massa Rapi 3, 40064 Ozzano dell'Emilia
BO
La tessera associativa è distribuita
contestualmente al rinnovo per il 2003.
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