Assemblea ordinaria dei Soci
ASOER . Magliano (Forlì) 1 dicembre 2001
Nuovo indirizzo dell’
ASOER
Soci ASOER: quanti siamo
a un anno dalla fondazione
Progetto "Censimento
e Conservazione delle Garzaie dell’EmiliaRomagna"
Progetto Asoer "Vie
d’acqua"
Risultati del MITO 2000 per
l’Emilia-Romagna
Notizie dal "Parco Nazionale
Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna"
L’espansione del Pellegrino
in Romagna
Progetto AbOvo: bilancio
della prima stagione
Recensione: Peregrine Fiera
District
Rinnovo iscrizione per il
2002
Assemblea
ordinaria dei Soci ASOER . Magliano (Forlì) 1 dicembre
2001
L’assemblea si è
tenuta presso l’Agriturismo del nostro socio Ugo Foscolo
Foschi “La Sgarzola”, nell’Oasi di Magliano
(Forlì). C’è stata una larga partecipazione
di Soci e simpatizzanti, alcuni dei quali hanno aderito
all’ASOER.
L’assemblea si è aperta con la relazione del
Presidente Roberto Tinarelli, che dopo aver ricordato le
prime fasi della costituzione dell’Asoer circa un
anno fa, si è soffermato sui numerosi ma necessari
impegni burocraticoorganizzativi e poco ornitologici che
si sono dovuti affrontare per darsi una sufficiente organizzazione.
Si è avuta una notevole crescita dei Soci in pochi
mesi fino al numero attuale di 55.
In questo primo anno l’Asoer ha collaborato con le
Province di Bologna e Ferrara per l’effettuazione
dei Censimenti invernali degli Uccelli acquatici svernanti.
Abbiamo ricevuto da Ferrara un rimborso per l’attività
prestata e si stanno stipulando accordi con Bologna, Ferrara
e Ravenna per i Censimenti 2002.
Nel 2001 abbiamo tenuto in primavera un corso di formazione
per gli aspiranti Guardie Ecologiche Volontarie della Provincia
di Bologna, ed un secondo corso in dicembre per l’Amministrazione
provinciale di Bologna rivolto ai censitori degli acquatici
(agenti della Polizia Provinciale e volontari). I proventi
di questo tipo di attività, salvo eventuali rimborsi
a chi si incarica della docenza per trasporti o produzione
di materiali didattici, per decisione del Consiglio direttivo
sono destinati all’ Associazione.
Abbiamo dato inizio al Progetto Garzaie, che si concluderà
in due anni, ed avviato contatti con una Amministrazione
Provinciale che si dichiara disponibile ad assumersi gli
oneri organizzativi e finanziari per la pubblicazione di
un volume illustrante i risultati.
Siamo progettando una seconda indagine, sugli uccelli nidificanti
lungo i corsi d’acqua, che inizierà nella primavera
2002.
Nei prossimi mesi ci si ripromette di rendere disponibile
un sito web dell’Asoer da cui si potranno ottenere
informazioni sulla vita dell’associazione, le attività
in atto, i risultati delle ricerche e dei censimenti.
Infine come da Statuto il Presidente ha letto i nominativi
di coloro che hanno chiesto di iscriversi all’Asoer.
L’Assemblea ha approvato le nuove adesioni.
Alcuni Soci sono intervenuti per sottolineare il miglioramento
qualitativo dei censimenti invernali che l’Asoer ha
permesso di realizzare, grazie ad una standardizzazione
delle tecniche e un più elevato coordinamento che
interessa ormai le Province sul cui territorio si trovano
le principali zone umide della Regione, e che necessariamente
ha comportato un adeguamento di altre quanto a tempi e tecniche.
E’ stato anche riconosciuto da alcuni soci l’impegno
sul piano organizzativo del Consiglio direttivo in questo
primo anno di attività.
Successivamente Menotti Passarella ha esposto i risultati
del Progetto Garzaie, e Luca Melega il nuovo progetto ‘Vie
d’acqua’: su entrambi i Progetti si riferisce
in altra parte del Notiziario.
L’incontro si è concluso con la cena sociale
presso l’agriturismo, che ci ha offerto anche la simpatica
osservazione di un notevole dormitorio di Corvidi, Cornacchia
grigia, Gazza e circa duemila Taccole.
I partecipanti all’incontro hanno ricevuto in omaggio
diverse pubblicazioni: l’Atlante degli Uccelli nidificanti
nelle Province di ForlìCesena e Ravenna, messo a
disposizione dalla Amministrazione provinciale, il Volume
‘Garzaie in Toscana’ pubblicato dal WWF toscano,
e numerose pubblicazioni dell’Istituto Nazionale per
la Fauna Selvatica.
Nuovo indirizzo dell’
ASOER
Il Consiglio Direttivo ha deciso la soppressione
della Casella Postale causa l’aumento degli oneri
stabilito dalle Poste. Siete pregati di ricordare che l’indirizzo
dell’Associazione è:
ASOER Associazione degli Ornitologi dell’ EmiliaRomagna
via Massa Rapi 3,
40064 Ozzano dell’Emilia BO.
L’indirizzo email è: asoer@virgilio.it
Soci ASOER: quanti
siamo a un anno dalla fondazione
Elenchiamo, divisi per Provincia di residenza,
i nominativi di tutti i componenti dell’Associazione.
- Andreotti Alessandro, Dozza (BO)
- Anichelli Franca, Vicofertile (PR)
- Arveda Giovanni, Comacchio (FE)
- Azzolini Maurizio, Bolzano
- Baccetti Nicola, Castel S.Pietro (BO)
- Balugani Mauro, Bologna
- Bon Marco, S. Lazzaro (BO)
- Bonazzi Dante, S.Giorgio di Piano
- Bonora Mario, Bologna BO
- Brina Sandro, Cesenatico
- Cacciato Francesco, Bologna
- Calesini Lucio, Villa Fastiggi (PS)
- Carini Renato, Parma
- Casadei Maurizio, Forlì
- Casellato Stefano, Taglio di Po (RO)
- Casini Lino, Rimini
- Ceccarelli Pierpaolo, Forlì
- Ciani Carlo, Portico di Romagna
- Ciceroni Paolo, Alfonsine (RA)
- Colombari Massimo, Bologna
- Conventi Luciano, Sassuolo (MO)
- Cristiani Gianni, Saludecio RN
- De Faveri Adriano, Bologna
- Ferrari Maria Elena, Parma
- Ferri Mauro, Modena
- Foschi Ugo Foscolo, Forlì
- Franceschelli Daniele, Imola
- Fregnani Alessia, Marradi (FI)
- Gellini Stefano, Faenza
- Giannella Carlo, Mirandola (MO)
- Licheri Davide, Bologna
- Lugli Andrea, Bologna
- Magnani Ariele, Misano Adriatico (RN)
- Marchesi Franco, Bologna
- Martelli Dario, Bologna
- Melega Luca, S. Lazzaro di S.
- Montanari Federico, Forlì
- Montanaro Paolo, Pianoro (BO)
- Passarella Menotti, Gorino (FE)
- Piacentini Dario, Montebelluna (TV)
- Plazzi Giancarlo Ravenna
- Ravasini Maurizio, Parma
- Rigacci Lorenzo, Bologna BO
- Rossi Giuseppe, Modena
- Salvarani Massimo, Monticelli T. (PR)
- Scaffidi Michele, Imola
- Serra Lorenzo, Bologna
- Spina Fernando, Monterenzio (BO)
- Talamelli Adriano, Rimini
- Tinarelli Roberto, Ozzano Emilia (BO)
- Tirelli Elena, Ozzano Emilia (BO)
- Trovato Stefano, Ravenna
- Vecchi Loredana, Bergamo
- Zarrelli Roberto, Bologna
- Zenatello Marco, Feltre (BL)
Progetto "Censimento
e Conservazione delle Garzaie dell’EmiliaRomagna"
L’Asoer ha avviato nel 2001 un
progetto pluriennale per il censimento e la conservazione
delle garzaie situate nella regione.
E’ stata predisposta, per ogni singola garzaia, una
scheda che dovrà permettere, alla fine della ricerca,
di acquisire ogni informazione utile alla sua conservazione;
in modo particolare per quei siti che necessitano di progetti
di recupero, miglioramento ambientale e tutela.
I dati raccolti riguardano: le caratteristiche generali
di ogni singola garzaia, la descrizione dell’ambiente,
le specie presenti (consistenza delle popolazioni e tipologia
dei nidi), altre caratteristiche di pregio ambientale presenti
nell'area o negli immediati dintorni della garzaia, storia
del sito ed infine i problemi di conservazione.
A conclusione del primo anno di rilevamenti, sono stati
censiti, da 21 rilevatori, n° 59 siti di nidificazione
in tutte le province dell’EmiliaRomagna (max 18 a
Bologna, min 1 a Forlì), per un totale di 7850 coppie
riproduttive (popolazione di ardeidi coloniali stimata in
base a dati eterogenei; sono esclusi da questo conteggio
preliminare, anche se sono stati rilevati nidificanti in
pochi siti, la Spatola, il Mignattaio, il Cormorano e il
Marangone minore).
La specie più numerosa è risultata la Nitticora,
con circa 2700 coppie distribuite in 26 siti, mentre la
specie più diffusa nelle garzaie dell’EmiliaRomagna
è l’Airone cenerino, con 2300 coppie in 37
siti, presente in tutte le province ad eccezione di Piacenza
e Forlì. Seguono: la Garzetta con 1600 coppie distribuite
in 23 garzaie; l’Airone rosso, presente con 800 coppie
in 24 siti, non più concentrato lungo la costa ma
presente anche con varie piccole popolazioni nelle province
di Bologna, Modena e Piacenza; l’Airone guardabuoi,
che prosegue la colonizzazione dell’EmiliaRomagna,
iniziata con Ferrara e Bologna, mentre quest’anno
è stato rilevato anche a Modena, Parma e Ravenna,
con 220 coppie in 12 siti; la Sgarza ciuffetto conferma
invece il suo trend storico, caratterizzato da fluttuazioni
della popolazione, ed è stata rilevata in 18 siti
con circa 200 coppie; infine l’Airone Bianco maggiore
(circa 30 coppie in 5 siti), in fase di consolidamento della
popolazione ravennate e di espansione nelle province di
Bologna e Parma, mentre non è stato rilevato in provincia
di Ferrara, dove ha nidificato in passato.
Per quanto riguarda le frequenza, la Nitticora appare uniformemente
distribuita nelle località adatte delle varie province,
mentre Airone cenerino e Garzetta si comportano in modo
opposto: il primo sembra tendere ad una diminuzione negli
effettivi andando verso la costa (soprattutto quella ferrarese),
mentre la Garzetta ha le popolazioni più importanti
nelle province costiere, diminuendo andando verso ovest.
La ricerca proseguirà anche nel 2002. Si invitano
soci dell’Asoer e quanti altri interessati a collaborare,
prendendo contatto con i coordinatori del progetto Menotti
Passarella (menotti.passarella@libero.it)
e Luca Melega (lucamelega@hotmail.com).
Progetto Asoer "Vie
d’acqua"
Il progetto nasce dall’idea di
coinvolgere il maggior numero di soci, in tutta la regione,
in un’iniziativa unitaria che, abbinando l’utile
al dilettevole, possa portare a risultati originali e di
interesse conservazionistico.
Prendendo spunto da un’iniziativa condotta a scala
nazionale nel Regno Unito già da alcuni decenni,
si vuole promuovere la conoscenza dell’avifauna nidificante
in corrispondenza dei corsi d’acqua dell’EmiliaRomagna,
dalle sorgenti alle foci, attraverso una raccolta dati quantitativa
da effettuarsi in aree campione.
Scopo
Finalità dell’indagine sono quelle di acquisire
informazioni su un ambiente spesso ricco di specie e di
grande interesse nell’ambito della gestione e pianificazione
agroambientale ma che sovente sfugge nell’ambito di
progetti più generali come gli atlanti e che quindi
richiede specifiche modalità di rilevamento.
In questo contesto l’avifauna potrebbe avere una valenza
di indicatore ambientale e i dati raccolti potrebbero essere
utilmente correlati con parametri ambientali quali ad esempio
la qualità e quantità delle acque e il grado
di naturalità delle rive.
Metodologia
I rilievi dovrebbero essere effettuati attraverso il metodo
del transetto e dovrebbero essere ripetuti, in ogni area
campione, per almeno tre volte nel periodo compreso fra
marzo e luglio. Per evitare inutili sovrapposizioni, i tratti
prescelti per i rilievi dovranno essere preventivamente
concordati fra quanti partecipano al progetto e dovranno
avere una lunghezza di almeno 1000 metri. Ogni rilevamento
dovrà essere effettuato registrando tutti i contatti
su carta di opportuna scala dove dovranno essere segnate
anche le caratteristiche salienti del corso d’acqua
(vegetazione delle rive, presenza di rocce affioranti, presenza
di rive alte e sabbiose ecc.).
Specie bersaglio
Benchè il progetto sia finalizzato essenzialmente
a raccogliere informazioni su specie tipicamente legate
ai corsi d’acqua si prevede di raccogliere dati relativi
a tutte le specie contattate anche al fine di valutare l’importanza
dell’ambiente fluviale ai fini della conservazione
dell’avifauna nidificante. In particolare negli ambienti
montani e collinari l’obiettivo sarà rivolto
ad acquisire una conoscenza più dettagliata circa
distribuzione, densità e preferenze ambientali di
Gruccione, Ballerina gialla, Merlo acquaiolo, Martin pescatore,
Topino, Rondine rossiccia, Corriere piccolo, Piro piro piccolo
e aironi mentre in pianura l’attenzione sarà
dedicata soprattutto a Occhione, Tarabusino, Acrocefali,
Tuffetto, Topino, Gruccione, anatre.
Corridoi ecologici
Nel caso della pianura l’interesse è legato
anche alla possibilità di valutare l’effetto
che i corridoi ecologici, rappresentati dai corsi d’acqua,
determinano sui popolamenti ornitici. Per tale ragione,
nei rilevamenti di pianura, si suggerisce di rilevare in
maniera differenziata le specie contattate in corrispondenza
dell’alveo e della fascia ripariale da quelle riscontrate
fuori dall’ambito fluviale.
Risultati del MITO
2000 per l’Emilia-Romagna
Con il 2001 è giunto al secondo
anno di rilevamenti il programma MITO 2000, monitoraggio
degli uccelli nidificanti in Italia avviato l’anno
scorso. Per quanto riguarda l’EmiliaRomagna la ricerca,
coordinata dagli associati Stefano Gellini e Pier Paolo
Ceccarelli di St.e.r.n.a. e Museo Ornitologico di Forlì,
si è avvalsa della partecipazione di 11 rilevatori
che hanno consentito la realizzazione quasi completa dell’impegno
programmato dal coordinamento centrale di Milano. Sono stati
raccolti i dati di 468 punti d’ascolto per 33 particelle
UTM da 10x10 km e di 122 punti per le zone speciali ZPS
o SIC.
Da una prima analisi dei dati regionali relativi alla stagione
2000 si possono ricavare interessanti informazioni; in questa
sede possono essere indicate alcune sintetiche considerazioni
sulle specie di uccelli che sono risultate più diffuse
ed abbondanti nella nostra regione, tenuto conto comunque
del valore provvisorio da attribuire a dati riferiti solo
al primo anno di ricerca.
Nel complesso delle 516 stazioni di rilevamento (corrispondenti
ad altrettanti quadrati UTM da 1x1 km distribuiti su tutte
le province della Regione) effettuate nel 2000 in base al
programma random, le specie riscontrate sono state 122.
I diagrammi seguenti mostrano quelle più comuni in
termini di frequenza relativa (rapporto fra il numero di
stazioni nelle quali una specie è stata censita ed
il totale delle stazioni di rilevamento) e di abbondanza
(numero di coppie censite). Notare i valori alti di molte
specie sinantropiche, particolarmente sorprendenti nel caso
della Tortora dal collare; questi dati, come l’altro
pure notevole della Cutrettola, possono in parte derivare
da uno sbilanciamento che il programma random ha determinato
nel primo anno di ricerca fra i censimenti in aree di pianura
e pedecollina (risultati il 57% del totale) e quelli in
aree di collina e montagna (43%), mentre il rapporto reale
fra le due aree, tenuto come elemento di separazione la
isoipsa dei 100 m, è di 1:1.
Nelle tabelle che seguono sono indicate le specie risultate
più frequenti rispettivamente nelle due arre suddette:


Pianura (< 100 m):
|
Specie |
Freq.rel. |
| 1 |
Passero
d'Italia |
0,753 |
| 2 |
Storno |
0,746 |
| 3 |
Rondine |
0,644 |
| 4 |
Allodola |
0,586 |
| 5 |
Rondone |
0,458 |
| 6 |
Cutrettola |
0,434 |
| 7 |
Tortora
dal collare |
0,414 |
| 8 |
Merlo |
0,403 |
| 9 |
Capinera |
0,353 |
| 10 |
Verdone |
0,332 |
Collina e Montagna (>
100 m):
|
Specie |
Freq.rel. |
| 1 |
Capinera |
0,792 |
| 2 |
Merlo |
0,688 |
| 3 |
Fringuello |
0,443 |
| 4 |
Cinciallegra |
0,380 |
| 5 |
Usignolo |
0,344 |
| 6 |
Cornacchia
grigia |
0,335 |
| 7 |
Tortora |
0,326 |
| 8 |
Storno |
0,321 |
| 9 |
Pettirosso |
0,312 |
| 10 |
Cuculo |
0,308 |
Circa il conteggio delle coppie va tenuto
presente che il confronto fra le varie specie non può
essere molto significativo; questo tipo di rilevamento ha
infatti, com’è noto, una sua validità
per comparazioni intraspecifiche mentre poco si presta al
confronto fra popolazioni di specie diverse. In particolare
per alcune delle specie che compaiono nel diagramma (Rondone,
Rondine, Piccione), solite a compiere vasti spostamenti
per scopi trofici, è sempre problematico definire,
con la metodologia adottata, il vero rapporto col territorio
di una stazione.
Nella tabella seguente sono indicate le specie che occupano
le posizioni di coda della graduatoria completa, per le
quali si sono registrati al massimo due contatti:
| Specie |
Freq.ass |
Freq.rel |
| Airone guardabuoi, Astore,Ballerina gialla,Beccafico,Culbianco,
Fraticello, Migliarino di palude, Occhiocotto, Ortolano
|
2 |
0,004 |
| Pernice rossa, Sgarza ciuffetto, Assiolo, Avocetta,
Calandrella, Nibbio bruno, Passera scopaiola, Regolo,
Succiacapre, Svasso maggiore, Volpoca |
1 |
0,002 |
La tabella comprende in buona parte specie
difficili da contattare perché esclusive di particolari
ambienti, o notturne, o elusive, per le quali il dato di
frequenza così basso era prevedibile; per altre invece
i risultati sono sorprendentemente scarsi e confermano la
stato di grave declino già noto: su 516 punti, pari
a 5160 minuti di ascolto (86 ore), per l’Ortolano
si contano due soli contatti, altrettanti per il Culbianco,
elementi che ribadiscono il trend negativo in atto da tempo;
le stesse considerazioni valgono anche per l’Averla
piccola, con 16 contatti, e più ancora per altre
specie addirittura non contattate: è il caso di Topino,
Calandro, Averla capirossa, Codirossone.
Sono state rilevate per contro due specie di nuova acquisizione:
il Falco cuculo e l’Airone guardabuoi.
Notizie dal "Parco
Nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna"
Vengono esposte alcune brevi note, riferite
al biennio 20002001, sulla riproduzione di qualche specie
nell’area romagnola del Parco.
Astore - Accipiter gentilis – Sono
stati individuati i territori di tre coppie, localizzate
all’interno dei grandi complessi forestali delle abetine
e delle abietifaggete dei M.Gemelli, di Campigna e della
Lama. Vicino a quest’ultima località è
stato trovato un nido, posto su Abete bianco, dal quale
si sono involati 2 giovani in data 21/6/00 e 1 giovane in
data 5/7/01.
Aquila reale -Aquila chrysaetos –
Nell’area del Parco una coppia ha regolarmente nidificato
dal 1993 al 1999 mentre negli anni 2000 e 2001 il nido abituale
non è stato utilizzato; l’osservazione regolare
di adulti nella zona fa pensare tuttavia che la coppia sia
ancora presente ed utilizzi un altro sito al momento sconosciuto.
Pellegrino -Falco peregrinus – Una
seconda coppia, oltre a quella nidificante nell’alta
valle del Bidente di Ridracoli dal 1995, si è riprodotta
nel 2001 nella valle del Montone portando all’involo
3 giovani.
Gufo reale -Bubo bubo – E’
stata riscontrata, nella primavera 2000, una coppia e successivamente
osservata la presenza di un nidiaceo, dell’ età
di un mese, in data 14/6/00; nel 2001 la coppia, pur presente
con atteggiamenti territoriali, non ha allevato giovani.
Merlo dal collare – Turdus torquatus – Nella
zona dove si è riprodotta regolarmente dal 1984 al
1995, al limite superiore dell’abetina di Campigna,
la specie non è più risultata presente in
questi ultimi anni.
Rampichino alpestre -Certhia familiaris
– Nella primavera 2001 è stata svolta una ricerca
specifica per questa specie, all’interno delle fustaie
delle Foreste Casentinesi. Percorrendo una serie di transetti,
pari ad un percorso complessivo di 51,3 km, e ricorrendo
alla stimolazione col registratore, sono stati contattati
72 maschi cantori; i valori di I.K.A. sono risultati di
2,25 coppie/km nelle abetine pure di Abete bianco e di 1,23
coppie/km nei boschi misti di Abete bianco e Faggio, mentre
nessun contatto si è avuto nella faggeta pura. In
base ai valori riscontrati la popolazione del versante romagnolo
delle Foreste Casentinesi può essere stimata in almeno
150 coppie. Assieme alla parte ubicata nel versante toscano,
tale popolazione assume particolare importanza biogeografica
in quanto rappresenta probabilmente un nucleo relitto, di
buona consistenza, isolato dalle altre popolazioni italiane,
distribuite principalmente nelle Alpi e nell’Appennino
centrale, con un altro piccolo nucleo nell’Appennino
parmense.
Crociere - Loxia curvirostra – Nell’anno
2000 è stato registrato un probabile fenomeno invasivo
di questa specie; varie segnalazioni, spesso riferite a
gruppetti di adulti e giovani assieme, si riferiscono al
Parco: 7/1 a M.Guffone, 15/2 a M.Merli, 13/3 e 9/4 a Poggio
Fonte Murata, 15/4 a M.Guffone, 25/4 alla Burraia e in Campigna;
altre osservazioni, fuori dal Parco, sono relative al M.Fumaiolo.
Nella zona di Fonte Murata una coppia ha costruito il nido
su di un Abete bianco, nido che risulterà peraltro
poi inutilizzato; tale episodio tuttavia, unitamente al
comportamento allarmato delle coppie, registrato in varie
occasioni, può considerarsi prova dell’avvenuta
nidificazione nel Parco.
(Bonora, Ceccarelli e Ciani)
L’espansione
del Pellegrino in Romagna
Il Pellegrino Falco peregrinus mostra in questi ultimi anni
una fase molto dinamica di ripresa e di espansione come
nidificante nell’Appennino emilianoromagnolo.
Nell’area romagnola il primo caso documentato è
relativo all’alta vallata del Bidente di Ridracoli
dove una coppia risulta presente dal 1995 ed ha portato
all’involo quell’anno 1 giovane, poi 1 nel 1998,
2 nel 1999, 2 nel 2000, 1 nel 2001.
Altre quattro coppie risultano insediate:
una fra il Marecchia ed il Savio dal 1999, una nelle colline
faentine dal 1999, una nella valle del Savio dal 2000, una
nella valle del Montone nel 2001.
Lo tabella seguente, che rappresenta i giovani involati
per anno e per coppia, indica chiaramente la progressione
numerica della popolazione locale.
| |
coppie |
A |
B |
C |
D |
E |
TOT |
| anno |
|
|
|
|
|
|
|
| 1995 |
|
1 |
|
|
|
|
1 |
| 1998 |
|
1 |
|
|
|
|
1 |
| 1999 |
|
2 |
2 |
3 |
|
|
7 |
| 2000 |
|
2 |
1 |
2 |
3 |
|
8 |
| 2001 |
|
|
1 |
1 |
4 |
1 |
3 |
Aquila reale nell’ Appennino
ToscoEmiliano
Sul versante nord dell’Appennino sono state seguite
7 coppie. E’ noto inoltre un territorio occupato da
adulti di cui non si conosce il sito di nidificazione, e
un secondo occupato questa primavera da due subadulti apparentemente
territoriali.
Cinque coppie hanno iniziato la riproduzione, di queste
quattro hanno fallito. Un solo giovane è giunto all'involo
in regione; è possibile che una coppia si sia spostata
in un sito non ancora noto. Sul versante toscano, su 9 coppie
conosciute, 7 hanno iniziato la cova, di queste 5 hanno
portato all'involo un giovane. (Mario Bonora e Stefano Schiassi)
Lanario in Provincia di Bologna.
E’ ritornato a nidificare nella regione, dopo anni
di assenza. Questa primavera erano presenti due coppie che
hanno iniziato regolarmente la cova. Una sola ha avuto successo,
mentre la seconda ha abbandonato dopo poche settimane.Giunti
all'involo due giovani. (Mario Bonora)
Falco di palude.
Nel bolognese, 13 femmine territoriali nel 2001. Il baricentro
distributivo del sistema delle zone umide interne si è
spostato dal comprensorio di Campotto e Vallesanta alle
vasche dell’ex zuccherificio A.I.E. dove negli ultimi
tre anni hanno nidificato mediamente 4 femmine con l’involo
di 32 juv in totale. (Dario Martelli)
Albanella minore.
Un nucleo di una decina di coppie continua a nidificare
in un’area cerealicola della pianura bolognese compresa
tra Idice e Sillaro.Nel 2001, interventi su 10 coppie per
il recupero dei nidi nel grano. Involati 11 giovani, circa
il 30% del totale. (Dario Martelli)
Gufo reale in EmiliaRomagna
In forte regresso, mancano indagini recenti su scala non
locale. Vengono controllati annualmente territori in cui
si è riprodotto fino a qualche anno fa e che risultano
per la maggior parte abbandonati. Sono invece presenti due
coppie, delle quali una nel 2001 ha fallito la riproduzione
mentre la seconda ha portato all'involo due giovani. Una
terzo territorio occupato da un maschio territoriale in
canto è stato individuato in autunno 2001. Un individuo
isolato ha occupato per alcuni mesi una ex cava in prossimità
di Bologna.
(Bonora,Ceccarelli,Ciani)
Moretta
Anche quest’anno una coppia ha nidificato nelle vasche
dell’ex zuccherificio di Argelato. E’ stata
osservata una femmina con sette giovani, che fa seguito
al caso analogo dello scorso anno nella stessa località
con una femmina e otto giovani. Sono i primi casi di nidificazione
in Provincia di Bologna e… in Regione.
(Olgher Guidi)
Moretta tabaccata
Nel 2000 sono state rilevate almeno 30 coppie nidificanti
in EmiliaRomagna.
Il sito principale (più importante a livello nazionale)
è quello di Valle MandriolePunte Alberete in Provincia
di Ravenna con almeno 20 cp nel 2000 (S.Bondi e M.Costa).
Presso il Bacino di Bando (Portomaggiore FE) hanno nidificato
almeno 2 cp (G.Benini) discendenti sicuramente dalle decine
di individui allevati e rilasciati in loco dal 1997.
Anche nel Modenese un progetto di reintroduzione avviato
in due siti nel 1995 ha determinato la liberazione di giovani
nati nei primi anni (C.Giannella); per il 2000 non si conoscono
però tentativi di riproduzione.
Nel Bolognese 6 cp. Hanno nidificato presso Valle Uccello
in Comune di Medicina, dove una coppia si era riprodotta
con successo già nel 1999 e una cp è stata
rilevata rispettivamente nella Valle Marzara in Comune di
medicina e nella Valle La comune in Comune di Malalbergo.Le
ultime nidificazioni probabili nel Bolognese risalivano
al 1991.
Gli individui che hanno colonizzato il bolognese sono probabilmente
dei giovani prodotti da interventi di reintroduzione della
specie (un es. marcato abbattuto presso Bando all’apertura
della caccia apparteneva ad uno stock immesso nel Grossetano).
Le zone umide utilizzate nel 2000 per la nidificazione nel
Bolognese sono srtate create tra il 1995 e il 1997 su seminativi
ritirati dalla produzione per venti anni da aziende agricole
che hanno aderito al Regolamento CEE 2078/92. Peraltro creare
e gestire condizioni favorevoli per specie ornitiche minacciate
e di interesse comunitario tra cui la Moretta tabaccata,
tipiche dei canneti e dei chiari con idrofite, costituisce
proprio uno dei principali obiettivi del Programma Agroambientale
Regionale di attuazione del Reg. CEE 2078/92.
Nel 2001 sono state rilevate coppie nidificanti ancora a
Valle Uccello, Valle Marzara e in due nuovi siti della pianura
centrale Bolognese; complessivamente la popolazione del
Bolognese nel 2001 è di 1215 coppie.
(R.Tinarelli)
Svasso piccolo
Tre coppie hanno estivato nell’area dell’ex
zuccherificio di Malalbergo, senza che sia stata accertata
la nidificazione.Un individuo isolato è stato osservato
per tutto il periodo estivo presso l’ex zuccherificio
di Argelato.Passero solitario
In fortissimo regresso in tutta la regione, ne rimangono
alcune coppie sulla Vena dei Gessi Romagnoli, in alcune
vallate del Forlivese, nella Valle del Marecchia. La popolazione
della regione può esser stimata inferiore alle 20
coppie.
(Gianni Cristiani, Mario Bonora, Michele Scaffidi)
Passera sarda
E’ stata segnalata in primavera la probabile nidificazione
nel Delta veneto di una coppia di questa specie (Menotti
Passarella). Viene riferita una nidificazione probabile
per il riminese nel 1999.(Adriano Talamelli)Topino
La più importante colonia conosciuta in regione,
nel Parco del Taro, quest’anno comprendeva oltre 3600
nidi con un incremento di 1200 rispetto allo scorso anno
(Toscani,Salvarani,Carini).
Nel Forlivese è scomparsa la colonia di Magliano
e non è stata rioccupata una parete artificiale allestita
appositamente su cui lo scorso anno avevano nidificato circa
50 coppie.(Carlo Ciani)Svasso maggiore
Prima nidificazione accertata nel Parmense, nel parco del
Taro (Renato Carini)
Occhione
Sono presenti nel Parco del Taro 75 coppie nidificanti che
costituiscono una frazione importante della intera popolazione
nazionale, stimata da Meschini e Frugis nell’Atlante
degli Uccelli nidificanti in Italia in 200500 coppie. (Pollonara,Giunchi,Carini)
Seconda operazione di inanellamento dei fenicotteri a Comacchio
Alle ore 18.15 del 10 luglio 2001 il prode Talamelli chiudeva
faticosamente lo sportello del corral sull'argine di Valle
Lamenterio, nelle Saline di Comacchio. Al termine di una
battuta costata sangue a ben 62 partecipanti (molti gli
aderenti AsOER), venivano così catturati 116 pulcini
di fenicottero, aggiuntisi ai 66 (su 68 presenti!) inanellati
nell'estate precedente. I nuovi pulli sono stati marcati
con anelli blu numerati da IJA a IXK. L'attività
di marcaggio, rilevamento biometrico e rilascio è
andata bene, senza vittime nè incidenti di sorta:
gli ultimi pulli sono stati liberati alle 18.45. Non tanto
bene è andata invece la cattura, dato che metà
dell'asilo (stimato in 310320 giovani) è volata via
al serrarsi della battuta, e circa 20 furbi sono riusciti
a scappare di corsa infilandosi tra i battitori. In Camargue
nessun fenicottero è mai volato prima dei 71 giorni
di età (media 80 giorni, massimo 98) e i nostri più
grossi in base alle date di deposizione dovevano averne
65. Se ripeteremo l'esperienza l'anno prossimo, sarà
il caso di rilevare meglio le date di deposizione e schiusa,
anche perchè magari è il substrato comacchiese
che consente uno sviluppo superveloce!
Molte sono state le letture ottenute di anelli comacchiesi,
ma proporzionalmente forse di meno per la classe 2001 rispetto
a quella 2000, per la quale ben 60 su 66 giovani risultavano
essere stati visti almeno una volta dopo un anno esatto
dall'inanellamento. Comunque è ancora presto per
fare confronti, forse alcune letture stanno ancora 'nel
cassetto' di chi le ha rilevate. Si raccomanda quindi di
continuare a leggere più anelli possibile, segnalandoli
tempestivamente (come qualsiasi altro anello colorato) all'indirizzo:
infszumi@iperbole.bologna.it.
In particolare sarebbe importante effettuare letture lungo
la parte delle Valli di Comacchio attigua all'argine del
Reno, dato che qui la pressione di rilevamento è
senz'altro più carente rispetto alle saline di CerviaComacchio
e a Valle Bertuzzi.
(Nicola Baccetti)
Progetto AbOvo:
bilancio della prima stagione
Questo progetto INFS, basato sulla descrizione di nidi trovati
anche per caso, osservati anche una sola volta, con un impegno
quindi che può essere veramente minimo per il rilevatore,
ha fruttato nella stagione 2001 un magro totale di 62 schede
riferite alla regione Emilia-Romagna. Per fortuna le adesioni
sono state migliori nel resto d'Italia, dato che complessivamente
il nu-mero di nidificazioni rilevate è stato di circa
800. L'esortazione, quindi, è di fare qualcosa di
più nella stagione 2002: tanto per cominciare, pas-sata
l'ondata dei censimenti di gennaio degli uccelli acquatici,
scrivete all'apposita casella di posta elettronica (infs.abovo@iperbole.bologna.it)
per farvi man-dare da Marco Zenatello la necessaria modulisti-ca.
Raccolta dati riguardante la presenza di Pi-viere tortolino
in Italia.
Poche righe per richiedere dati "freschi" e storici
riguardanti migrazione ed eventuale nidificazione di Piviere
tortolino in Italia.
Da svariati anni stiamo raccogliendo informazioni su questa
specie. Il grosso dei dati raccolti ri-guardano la migrazione
autunnale sulle Alpi ed in particolar modo in una località
nelle Dolomiti bellunesi dove catturiamo ed inanelliamo
i Pivieri tortolini. (marcaggio con anelli colorati)
Negli ultimi anni l'attenzione per questa specie, da parte
d'appassionati e ricercatori, è aumentata e molti
sono i nuovi avvistamenti. Da una pri-ma analisi dei dati
raccolti risulta che durante la migrazione post-riproduttiva
(circa 20 agosto, 15 ottobre) le Alpi e gli Appennini sono
i luoghi più frequentati dal Piviere tortolino. Si
è visto che i primi soggetti ad agosto sono adulti
e nel perio-do che ne segue il numero diminuisce aumentando
quello dei giovani. Durante la migrazione pre-riproduttiva
la specie risulta molto scarsa su tutta la penisola; in
particolare nei rilievi alpini ed appenninici a causa dell'innevamento.
Per quanto riguarda la nidificazione in Italia del Piviere
tortolino; il sito della Maiella risulta non essere occupato
con regolarità come in passato ed è stata
scoperta una località di nidificazione sulle Alpi
lombarde mentre la nidificazione in Alto Adige non è
più stata riconfermata.
Concludo facendo alcune raccomandazioni a tutti gli interessanti.
Nel caso capitasse di avvistare dei Pivieri tortolini:
- cercare di distinguere gli adulti
dai giovani; (vedi disegno)
- guardare attentamente le zampe per
l'eventuale lettura d'anelli colorati;
- segnalare eventuali avvistamenti
sia recenti che storici. (numero dei soggetti, età,
località, comune, provincia, tipo d'ambiente, data
e segnalatore);
- scattare delle foto anche lontane!
Il sogno è quello di organizzare una banca dati nazionale
riguardante la specie!
Informa:Marco Basso* e Adriano De Faveri**
* Via Ivrea 20/A – 35142 Padova. marcobas-sopd@yahoo.it
** Via P.F. Calvi, 11 – 32100 Belluno. infs.adef@iperbole.bologna.it
Recensione: Peregrine
Fiera District
E’ stato pubblicato dal Corpo di
Polizia Provin-ciale di Bologna, Sezione Fauna e Flora protetta,
Peregrine Fiera District, un CD-Rom sulla nidi-ficazione
del Pellegrino a Bologna in ambiente urbano.
Il CD presenta un primo capitolo di sintesi della nidificazione
avvenuta nelle ultime due stagioni su un palazzo del quartiere
fieristico, con un aggiornamento sulla situazione in ambito
provinciale, ove si è passati dall’unica coppia
rimasta all’inizio degli anni settanta alle 16 attuali,
con produttività nella norma.
In realtà è stata colta l’occasione
anche per una presentazione concisa ma approfondita sulla
situazione del Pellegrino nel mondo e sul recupero successivo
agli anni della quasi estinzione dovuta agli insetticidi
organoclorati.
Vengono proposti vari Links per la consultazione in rete
di siti di immagine, in genere ricavati da Webcam, e per
la connessione ad organizzazioni internazionali come The
Peregrine Fund o Canadian Peregrine Foundation o a database
bibliografici come quello del Raptor Information System
dotato di 29.000 referenze: questo ha il merito di far conoscere
via Internet alcune tra le maggiori organizzazioni per lo
studio e la tutela dei Rapaci, già note agli ‘addetti
ai lavori’ , anche a chi ai Rapaci non si dedica particolarmente.
Segue una Photo Gallery dei Pellegrini di Bolo-gna, che
riguarda principalmente i giovani nell’imminenza o
poco dopo l’involo, ma presenta anche alcune immagini
suggestive di adulti in volo in avvicinamento al nido sullo
sfondo delle architetture di Kenzo Tange. Le immagini sono
di qualità fotografica buona, molto migliore di quella
a cui siamo abituati delle webcams piazzate in prossimità
di nidi su grattacieli del Nord America.
Il CD non accenna, ma è opportuno ricordarlo, alle
disavventure di alcuni giovani Pellegrini del Fiera District
al primo involo, che trovandosi in un ambiente così
decisamente antropizzato, si sono messi nei guai in entrambi
gli anni, risoltisi a lieto fine grazie all’azione
di recupero della Polizia Provinciale.
Le osservazioni e la realizzazione del CD sono state curate
in particolare da Dario Martelli e Lorenzo Rigacci, componenti
della Polizia provinciale (e soci Asoer), a cui vanno i
nostri complimenti per la pubblicazione.
Il CD-Rom è reperibile presso il Servizio Apicale
Tutela e Sviluppo Fauna, via Malvasia 4, 40131 Bologna
( e-mail: cp@provincia.bologna.it)
che lo distri-buisce gratuitamente fino ad esaurimento scorte.
Rinnovo iscrizione
per il 2002
Molti Soci hanno rinnovato l’iscrizione
per il 2002 e versato la quota (13€) in occasione
dell’Assemblea di Dicembre. Coloro che non hanno ancora
provveduto a farlo possono utiliz-zare il ccp dell’Asoer:
conto corrente postale n. 22033559 intestato a Associazione
Ornitologi dell'Emilia Romagna, Via Massa Rapi 3, 40064
Ozzano dell'Emilia BO
oppure:
conto corrente bancario n. 1039193 presso Banca popolare
dell'Emilia-Romagna AG10 (CAB 02414) (ABI 05387) inte-stato
a Associazione Ornitologi dell'Emilia Romagna ONLUS, Via
Massa Rapi 3, 40064 Ozzano dell'Emilia BO
La quota 2002 è stabilita in 13€.
La tessera associativa è distribuita contestualmente
al rinnovo per il 2002. |
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