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NOTIZIARIO DI INFORMAZIONE AI SOCI DELLA
Associazione Ornitologi dell’ Emilia-Romagna

Numero 10 - Dicembre 2005

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CENSIMENTI IWC 2006

Attività di monitoraggio e inanellamento dei laro-limicoli nelle Saline di Comacchio (anni 2001-2005)

Primi risultati del MITO2000 in Emilia-Romagna

Attività di inanellamento a scopo scientifico nella Bassa Modenese

Osservazioni di Grillaio (Falco naumanni ) nel Forlivese

Osservazioni di Grillaio (Falco neumnni) nel Pianorese

Nidificazione di Aquila reale nel Parmense

Elevato successo riproduttivo di Aquila reale in Emilia-Romagna

Migrazione post-nuziale del Falco pecchiaiolo nell'Appennino Romagnolo

La Ghiandaia marina nidificante in Emilia-Romagna

Tipologia dei pali usati dalla Ghiandaia marina

Osservazioni di Cigno minore nell’autunno 2005

Presenza di Piviere tortolino sul crinale tosco-emiliano

RECENSIONI

IV° Resoconto Ornitologico dell’Emilia-Romagna (anno 2005)

CHI CAMBIA


 

 

CENSIMENTI IWC 2006

Siamo ormai nel periodo dei censimenti degli svernanti che nel 2006 va dall'9 al 27 gennaio.

L'organizzazione di questa attività è, per l'AsOER, un impegno importante che premia e riconosce il ruolo della nostra Associazione; è anche un'occasione per tutti noi di scendere sul campo in maniera finalizzata e di partecipare attivamente a un progetto di ricerca che è alla base della costituzione dell'AsOER ma, soprattutto, è un momento di aggregazione che necessita del sostegno dei suoi soci.

Le date previste per le varie zone umide sono:

Martedì 10 gennaio: Valle Mandriole, zone umide a nord di Ravenna e rispettivo litorale, zone umide del settore meridionale di Ferrara e rispettivo litorale (Comprensorio di Comacchio e Bellocchio), Valle del Mezzano

Mercoledì 11 gennaio: zone umide del settore nord-orientale della provincia di Ferrara (Valle Bertuzzi, Sacca e Scanno di Goro),

Venerdì 13 gennaio: Valli di Argenta (FE), zone umide a sud di Ravenna sino alla Salina di Cervia e rispettivo litorale, provincia di Bologna, provincia di Parma,

Martedì 17 gennaio: zone umide interne del Ferrarese (eccetto Valli di Argenta), corso del Po, provincia di Rimini

Se non sarà possibile coprire alcune delle suddette zone nelle date prefissate a causa della nebbia o per altre ragioni, si procederà a ripetere i censimenti nelle giornate di Martedì 17, Mercoledì 18 e Venerdì 20 gennaio.

Le giornate di sabato 14 e sabato 21 gennaio saranno dedicate al censimento dei Gabbiani nelle discariche, nel porto di Ravenna e nella vicina Pialassa.

Questa comunicazione ha pertanto lo scopo di conoscere e raccogliere le disponibilità dei Soci AsOER sulla cui presenza qualificata e numerosa contiamo. Chi è interessato a partecipare ai censimenti deve inviare un messaggio o telefonate a Roberto Tinarelli (rtinarelli@libero.it 3358133035) indicando le giornate e le aree per le quali è disponibile.

I censimenti IWC saranno organizzati come negli anni passati. Le modalità specifiche (squadre, luoghi e ore di ritrovo) verranno comunicate ad ogni rilevatore in seguito dai coordinatori delle varie zone.

Attività di monitoraggio e inanellamento dei laro-limicoli nelle Saline di Comacchio (anni 2001-2005)

Parco Regionale del Delta del Po Emilia-Romagna
Associazione Ornitologi Emilia-Romagna
Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica

Continua l’attività di monitoraggio e di inanellamento dei laro-limicoli nelle Saline di Comacchio. L’anno 2005 è stato particolarmente ricco di novità; novità che hanno contribuito alla buona riuscita del progetto :

  • sono terminati i numerosi lavori di ristrutturazione degli edifici della salina
  • completato il ripristino ambientale di alcune vasche e canali della salina
  • cambiamento della disposizione delle reti di cattura
  • nuovi richiami elettronici
  • aumento di richieste da parte di nuovi collaboratori
  • progressivo ritorno di alcune specie in salina
  • aumento delle specie “obiettivo” catturate

Nella Figura A si vedono confrontati gli andamenti delle catture dal 2001 al 2005. Si noti il numero elevato degli uccelli inanellati nel 2005. La tabella B mostra il numero di individui catturati per specie.

Le attività di cattura e inanellamento sono state svolte grazie all’impegno di inanellatori e di collaboratori volontari che durante le uscite notturne si sono adoperati con rigore e serietà.

Queste persone sono state indispensabili per la buona riuscita della ricerca:

Francesco Farinelli (sempre presente)

Adriano Talamelli (17) Adriano De Faveri (17)

Giovanni Arveda (18) Michele Scaffidi (15)

Andrea Noferini (14) Alessio Farioli (14)

Elisa Valli (6) Elena Fabbri (7) Mara Scremin (8) Francesca Davoli (4) Michela Kuan (3) Silvia Adorni (1) Violetta Longoni (1) Valeria Amatiello (1) Maria Sykorova (1) Monica Nannipieri (1) Maria Romano (1) Annette Mertens (1) Valentina De Simone (1) Francesca Bettenzana (1) Francesca Giannini (1) Angela Corbari (1) Alice Cazzanti (1) Claudia Greco (5) Davide Emiliani (5) Menotti Passarella (8) Daniele Codol (2) Wanda Panazzolo 1) Marco Bernardi (2) Fabrizio Borghesi (5) Diego Rubolini (5) Fabio Carli (1) Alberto Santini (1) Marino Rizzati (1) Andrea Nordi (1) Raffaele Cavalieri(1) Andrea Bonisoli (2) Renato Carini (1) Riccardo Dal Togno (1) Davide Tartari (1) Marco Frighi (1) Paola Fabricio (1) Ariele Magnani (2) Enrico Sattin (1) Luca Sattin(1) Joan Ferrer (1) Dario Piacentini (4) Andrea Galimberti (1) Massimiliano Costa (1) Riccardo Gennari (1) Marco Basso (1) Simone Tenan (1) Giacomo Benelli (2) Dario Filogarni (1)

Un particolare ringraziamento va al Parco Regionale del Delta del Po Emilia-Romagna, per l’appoggio tecnico logistico e all’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica per il supporto tecnico scientifico. Non ultimo, un grande ringraziamento a tutti i soci dell’AsOER che hanno partecipato all’attività notturna in salina.

Adriano Talamelli e Adriano De Faveri

Primi risultati del MITO2000 in Emilia-Romagna

Con la stagione riproduttiva 2005 è stato completato il programma di monitoraggio degli uccelli nidificanti in Italia, avviato nel 2000 e denominato MITO2000 (Monitoraggio Italiano Ornitologico). Come noto, il metodo usato è quello dei punti di ascolto fissi, della durata di 10 minuti, nel corso dei quali venivano censiti tutti gli uccelli visti o sentiti a qualsiasi distanza dal rilevatore; il campionamento prevedeva:

  1. un programma basato sulla griglia delle particelle UTM da 10 km di lato, selezionate con metodo random, con un numero di 15 stazioni di ascolto per ogni particella.
  2. un programma di punti di ascolto eseguito in Zone di Protezione Speciale (ZPS) o in Siti di Importanza Comunitaria (SIC), prescelte dai rilevatori.
  3. dal secondo anno un programma di ripetizione dei punti in alcune particelle e nelle ZPS

Per l’Emilia-Romagna il programma è stato coordinato da Stefano Gellini e Pier Paolo Ceccarelli di Coop. Sterna. Sono stati coinvolti 19 rilevatori: Aceto, Andrea Ambrogio, Giovanni Arveda, Luca Bagni, Mario Bonora, Francesco Cacciato, Maurizio Casadei, Lino Casini, Pier Paolo Ceccarelli, Carlo Ciani, Massimiliano Costa, Maria Elena Ferrari, Maurizio Finozzi, Marco Gustin, Luca Melega, Massimo Salvarani, Guido Sardella, Stefano Volponi, Franca Zanichelli. Altri 5 rilevatori delle regioni confinanti hanno fornito dati per alcune particelle di confine: Laura Bontardelli, Iacopo Corsi, Vito Dini, Daniele Occhiato, Guido Tellini Florenzano.

Nella mappa e nella tabella seguenti sono evidenziate le particelle censite nell’arco dei 6 anni di rilevamenti ed è esposto il quadro dei rilevamenti svolti anno per anno.

Rilevamenti in Emilia-Romagna

Particelle nuove

Particelle ripetute

rilevamenti

punti

rilevamenti

Punti

n.

n.

n.

n.

2000

41

546

2001

28

393

5

75

2002

24

323

11

162

2003

29

421

10

149

2004

13

181

8

115

2005

7

101

135

1864

41

602

ZPS-SIC

totale

rilevamenti

punti

rilevamenti

punti

n.

n.

n.

n.

2000

13

153

54

699

2001

9

122

42

590

2002

13

152

48

637

2003

39

570

2004

21

296

2005

7

101

35

427

211

2893

Sono stati effettuati in totale 2.893 punti d’ascolto, distribuiti in 135 particelle nuove (1.864 punti), in diverse particelle dove i rilevamenti sono stati ripetuti per 2 o più anni (602 punti), in 13 ZPS o SIC (427 punti).

Le 135 particelle nuove esaminate rappresentano il 53% delle particelle che compongono il reticolo UTM della regione (circa 250); nelle particelle nuove sono state censite in totale 37.410 coppie appartenenti a 155 specie nidificanti; 2 altre specie sono state rilevate nelle particelle ripetute, ed altre 13 specie sono state rilevate nelle ZPS-SIC, con un totale quindi di 170 specie, pari al 83% delle specie indicate come nidificanti, comprese quelle irregolari, nella Check-list dell’Emilia-Romagna.

La mole dei dati disponibili potrà consentire di ottenere carte di distribuzione semi-quantitative delle specie nidificanti e di valutare le tendenze negli andamenti delle singole popolazioni. In questa sede dovremo limitarci ad esporre i primi semplici dati sulle abbondanze riscontrate.

Fra le specie risultate più rare segnaliamo quelle riscontrate con una o due coppie in tutta la regione: Aquila reale, Astore, Beccaccia di mare, Beccaccino, Biancone, Canapiglia, Cicogna bianca, Cincia dal ciuffo, Codirossone, Frosone, Luì verde, Magnanina, Marangone minore, Merlo acquaiolo, Merlo dal collare, Nibbio bruno, Oca selvatica, Passera scopaiola, Rondine rossiccia, Rondone maggiore, Sordone, Spatola, Stiaccino. A queste sono da aggiungere due altre specie rare trovate nel corso dei rilevamenti ripetuti nel 2002 e cioè Bigia grossa e Corvo imperiale.

Le specie riscontrate solo nelle ZPS-SIC sono: Alzavola, Averla cenerina, Basettino, Forapaglie, Forapaglie castagnolo, Mestolone, Moretta tabaccata, Moriglione, Pernice di mare, Porciglione, Rampichino alpestre, Salciaiola, Voltolino.

Sono da segnalare alcune specie mai riscontrate nel corso dei 6 anni di rilevamenti; a parte qualche specie notturna per le quali questo tipo di rilevamento non è, per ovvie ragioni, adeguato (Barbagianni, Gufo comune, Gufo reale), per altre specie l’assenza assoluta di segnalazioni conferma purtroppo il grave stato di declino a livello regionale: il riferimento è ad Averla capirossa, Bigia padovana, Passero solitario.

Nella tabella seguente sono rappresentate le prime 30 specie in termini quantitativi, nelle particelle nuove.

P.Ceccarelli e S.Gellini

 

Attività di inanellamento a scopo scientifico nella Bassa Modenese

Nel corso del 2005 è continuata l’attività di ricerca sull’avifauna presente nella bassa modenese con l’utilizzo della pratica dell’inanellamento a scopo scientifico. L’attività di ricerca è stata portata avanti da 4 inanellatori: Carlo Giannella, Raffaele Gemmato, Giuseppe Rossi ed Alessio Farioli, membri della S.O.M. (Stazione Ornitologica Modenese) e tutti soci AsOER. A costoro fanno riferimento alcuni aspiranti inanellatori, un nutrito stuolo di collaboratori ed aiutanti, secondo la classificazione adottata dall’INFS, che sovrintende all’attività.

Le catture sono avvenute principalmente con reti mistnet, sia a maglia sottile per Passeriformi che a maglia più grossa per Limicoli, inoltre alcuni esemplari sono stati catturati con trappole walk-in, con duck-decoy e con prodina.

Nel primo semestre del 2005 sono stati catturati 2.689 esemplari appartenenti a 65 taxa, così ripartiti: 888 non-Passeriformi appartenenti 33 taxa e 1.801 Passeriformi appartenenti a 32 taxa. A questi sono da aggiungere 290 ricatture (includendo anche le autoricatture).

Le top 5 tra le specie catturate, sono state: Rondine 603 es. Combattente 299 es., Storno 280 es., Cannaiola 261 es., Topino 251 es. Alcune specie sono state catturate per la prima volta nelle valli di Mirandola: Airone cenerino (39 es.), Sgarza ciuffetto (10 es.), Airone bianco maggiore (2 es.), Falco cuculo (1 es.), Gabbiano reale mediterraneo (1 es.), Piovanello pancianera (1 es.), il che porta il totale dei taxa finora catturati a 142 ed il totale degli esemplari inanellati dal 1995 a 32.928.

Poiché le catture del primo semestre rappresentano circa il 25-30% del totale annuale, è presumibile che anche nel 2005 saranno superati gli 8.000 esemplari.

Di interessante anche l’inanellamento di pulli di Cicogna bianca e Cavaliere d’Italia con anelli colorati, tecnica che permette di monitorare i loro spostamenti senza necessariamente ricorrere alla ricattura dell’esemplare, come dimostrano i primi risultati che stanno arrivando per i cavalieri inanellati già dal 2002.

La stazione risulta aperta praticamente tutti i fine settimana, per cui se qualche socio AsOER fosse interessato, può venirci a trovare in Via Guidalina a Mirandola.

Carlo Giannella, Raffaele Gemmato, Giuseppe Rossi, Alessio Farioli
(Stazione Ornitologica Modenese)

Osservazioni di Grillaio (Falco naumanni ) nel Forlivese

Le osservazioni di Grillaio nel territorio romagnolo sono sempre state occasionali, anche se i dati noti sono certamente sottostimati a causa della possibile confusione con il Gheppio, eventualità che può facilmente far passare inosservato il passaggio dei grillai; in ogni caso non sono mai stati segnalati grillai in gruppi numerosi.

Sono riportate 9 segnalazioni (dal 1935 al 1959, 7 in provincia di Ravenna, 2 in quella di Forlì), così distribuite: 2 marzo, 5 aprile, 1 agosto, 1 settembre; una di queste segnalazioni si riferisce ad un individuo inanellato da pullus nella zona di Leibnitz (Austria) il 30/6/1956 ed abbattuto a Forlì il 30/3/1959.

Nel 2005 si è verificata una massiccia presenza tardo-estiva, concomitante con un fenomeno invasivo di cavallette risultate della specie Calliptanus italicus; la prima osservazione è stata del 5/8 con un gruppo di una dozzina di individui, seguita successivamente dall’osservazione di altri gruppi più o meno numerosi; il gruppo più consistente è arrivato a comprendere circa 40 unità. La presenza si è protratta per oltre 40 giorni fino all’ultima osservazione del 17/9.

Tutte le osservazioni sono avvenute in una porzione di territorio di bassa collina del Forlivese e del Cesenate; l’area, di circa 50 kmq, è compresa fra Meldola e Borello e corrisponde ad una porzione di territorio aperto caratterizzato da ampie superfici di calanco, con rada copertura boschiva e con colture prevalenti di seminativi. Ad Ovest di quest’area, nella fascia corrispondente di Castro- caro e Faenza, le ricerche non hanno rivelato altre presenze, mentre il territorio ad Est, verso il Riminese, non è stato indagato.

La cartina seguente evidenzia i siti dove si sono verificate le osservazioni, riportate in dettaglio nella tabella allegata.

Il picco delle presenze si è verificato dal 13/8 al 19/8 quando sono stati valutati complessivamente nelle diverse località un centinaio di individui; in alcuni siti si sono verificate fluttuazioni che potrebbero essere dovute a movimenti di ricambio fra arrivi e partenze; certamente ciò è da escludere invece nel sito 1, occupato dal gruppo più numeroso che ha mostrato per oltre 20 giorni una consistenza pressoché costante.

(Grillai in riposo, foto S.Gellini)

sito

Località

Alt.

Dat

N

Note

1

Gualdo-P.Boffondi

325

7/8

15

(Meldola-Civitella)

10/8

30

13/8

25

19/8

40

26/8

35

30/8

33

5 m. adulti

7/9

12

1 m. ad.

10/9

15

2

Giaggiolo(Civitella)

400

13/8

12

3

Bugra(Civitella)

300

7/8

12

13/8

7

4

C.Alsana(Cesena)

250

5/8

12

10/8

5

5

Farletta-Gabelina

425

16/8

13

(Meldola-Cesena)

18/8

6

3 m. ad.

7/9

3

2 m. ad.

10/9

3

1 m. ad.

6

Valdinoce(Meldola)

375

7/9

10

17/9

1

m. ad.

7

Rio Paladino-M.Cavallo

425

18/8

5

1 m. ad.

(Meldola-Cesena)

23/8

2

1 m. ad.

10/9

8

8

C.S.Alberto(Cesena)

200

18/8

1

m. ad.

29/8

2

1 m. ad.

9

Teodorano(Meldola)

300

18/8

4

1 m. ad.

23/8

4

1 m. ad.

10

Palareto(Meldola)

225

18/8

6

2 m. ad.

23/8

2

1 m. ad.

11

Fabrona(Bertinoro)

175

18/8

5

Pier Paolo Ceccarelli

Osservazioni di Grillaio (Falco neumnni) nel Pianorese

Questa pacifica invasione che abbiamo avuto la fortuna di poter seguire nei mesi di agosto e settembre è divenuta di nostra conoscenza quasi casualmente. Il mercoledì 3 agosto William Vivarelli decide (come spesso fa) di andare a fare un “giretto” in auto attorno al nostro paese. Quando dico collina intendo i crinali calanchivi che dividono la valle del Savena dalla valle dello Zena, spartiacque che offrono quasi sempre buoni avvistamenti. Ad un certo punto William vede 3 “gheppi” nel senso che generalmente quando si vedono dei falchetti sul filo, dalle nostre parti, si dà per scontato che siano gheppi. Comunque, avendo a portata di mano tutta la sua attrezzatura fotografica, decide di fare qualche scatto e così riesce anche ad osservarli meglio; a questo punto, dopo aver fatto le foto e notato che sono giovani, gli sorge il dubbio che sono un po’ troppo confidenti.

Non essendo specialista di Grillai e non avendoli mai visti in natura, William cerca qualcuno che possa chiarire l’arcano e a questo punto entra in ballo Giorgio Leoni che li identifica come “grillai”. Poi, dopo, tutto è diventato come un film in diretta, le notizie sulla mailing-list di EBN e su quella dell’AsOER hanno fatto il resto.

Gli avvistamenti dal 3 agosto al 22 settembre sono stati effettuati in base al tempo libero che si aveva nell’arco della giornata, a volte di mattino altre nel pomeriggio, come pure non sono stati censiti gli individui in base al sesso o all’età, in parte perché all’inizio non abbiamo dato l’importanza che meritava alla situazione in parte per la difficoltà. Anche il numero dei soggetti presenti non possiamo quantificarlo in quanto non sappiamo se c’era un ricambio giornaliero oppure se erano gli stessi individui che si spostavano da un sito all’altro. Insomma gli interrogativi sono diversi, alcuni potrebbero trovare soluzione nella prossima stagione se il “fenomeno” si ripresenterà.

L’area degli avvistamenti è molto ridotta, circa una decina di kmq, questo non vuol dire che da altre parti i grillai non ci fossero, semplicemente non abbiamo indagato.

(Grillaio con preda, foto W.Vivarelli)

Nella tabelle che seguono sono riportati per le due principali aree di presenza la data, il numero di individui avvistati e gli osservatori.

Collina di Pianoro

03/08/05

3

Vivarelli

04/08/05

14

Leoni - Fusini

08/08/05

42

Fusini

12/08/05

30

Leoni

17/08/05

7

Leoni

21/08/05

20

Fusini

23/08/05

9

Bonora

24/08/05

20

Fusini

27/08/05

40

Fusini Leoni

30/08/05

3

Leoni

03/09/05

18

Fusini

04/09/05

30

Fusini

05/09/05

35

Fusini

08/09/05

35

Leoni

09/09/05

5

Leoni

13/09/05

25

Fusini

21/09/05

5

Fusini

22/09/05

3

Leoni

 

Campo Cricket

19/08/05

15

Premuda

20/08/05

34

Premuda

21/08/05

22

Fusini

22/08/05

30

Fusini - Premuda

23/08/05

12

Bonora

24/08/05

15

Fusini

25/08/05

26

Fusini - Leoni

27/08/05

20

Fusini - Leoni

30/08/05

8

Leoni

03/09/05

12

Fusini

04/09/05

20

Fusini

06/09/05

20

Fusini

10/09/05

4

Leoni

13/09/05

51

Fusini

(Grillaio, foto W. Vivarelli)

Umberto Fusini, William Vivarelli, Giorgio Leoni

Nidificazione di Aquila reale nel Parmense

Successo riproduttivo nel 2005 per la coppia di Aquile reali Aquila chrysaetos che da alcuni anni ha stabilito il proprio territorio nel versante parmense dell’Appennino.

Il nido era posto in una parete rocciosa in Val Bratica, all’interno del Parco Regionale dei Cento Laghi, a 1.180 metri di altitudine.

Nonostante alla base della parete (alta circa 250 m.) passi una strada provinciale e a poche centinaia di metri si trovino due centri abitati, la nidificazione è andata a buon fine, grazie anche all’assidua vigilanza esercitata dai soci Mario Pedrelli e Michele Mendi.

La nascita è avvenuta il 7 maggio, mentre l’involo della giovane Aquila, per le dimensioni probabilmente una femmina, si è avuto dopo 80 giorni, il 26 luglio.

Franco Roscelli

giovane Aquila (foto M.Azzolini)

Elevato successo riproduttivo di Aquila reale in Emilia-Romagna

Nella Regione sono note 9 coppie di Aquila reale che vengono monitorizzate regolarmente. La stagione riproduttiva trascorsa ha visto un successo particolarmente elevato: 8 coppie hanno portato un giovane all'involo, contro una media usuale di circa 0.3 giovani involati per nido. In nessun caso si sono involati due aquilotti.

Una coppia, che aveva cambiato il sito di nidificazione da alcuni anni, ha rioccupato il vecchio nido situato in un'area protetta. Una coppia, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, ha nidificato con successo su un albero.

L'obiettivo per il 2006 sarà di definire la presenza di altre coppie riproduttive in alcuni siti frequentati da individui territoriali adulti, di cui non si conoscono finora eventuali nidi.

Mario Bonora

 

Migrazione post-nuziale del Falco pecchiaiolo nell'Appennino Romagnolo

Dal 25 Agosto al 3 Settembre 2005, si sono alternate 11 persone per seguire la migrazione dei Rapaci al Monte Carpano (Bagno di Romagna, FC) nel Parco Nazionale Foreste Casentinesi, per 65 ore totali di osservazione.

Hanno partecipato Mario Bonora, Pier Paolo Ceccarelli, Ciro Zini, Maurizio Casadei, Carlo Ciani, Patrizia Onofri, Giovanni Arveda, Massimo Colombari, Leo Golinucci, Claudia Greco, Emanuela Mezzolani.

(Cicogna nera, M.Carpano, 3/9/05 foto G. Arveda)

Il punto di osservazione è stato scelto sulla base di precedenti giornate condotte con minore continuità nel 2002-04 che avevano permesso di evidenziare il passaggio di qualche decina di Pecchiaioli al giorno (max 63 il 24 agosto 2002 e 42 il 23 agosto 2003) oltre ad altre specie come Falco di Palude e Falco pescatore.

Il periodo è stato caratterizzato da perturbazioni persistenti sull'arco Alpino che hanno certamente influito negativamente sul passaggio di migratori in Appennino. Infatti sono stati osservati solo 105 Pecchiaioli (max 27 il 27 agosto) 2 Bianconi e 3 Falchi di palude, con una media di 1,7 rapaci/ora.

Questo ci fa comunque ipotizzare l'esistenza di una rotta sec­ondaria di migrazione parallela alla costa Adriatica, che dista circa 40 Km dal punto. E' stato notato un intenso passaggio di Gruccioni ai primi di settembre, molte centinaia di individui per giorno, e di una Cicogna nera.

Mario Bonora

La Ghiandaia marina nidificante in Emilia-Romagna

Vengono riportate brevi notizie sulla nidificazione della Ghiandaia marina Coracias garrulus in Emilia-Romagna, accertata nel 2005 in quattro province: Ravenna, Ferrara, Bologna e Parma.

(foto M. Mendi)

Ravenna: la “coppia storica” di Lido di Dante si è riprodotta per il terzo anno consecutivo, a partire dal 2003 (vedi bollettini AsOER n. 6 – dicembre 2003 e n. 8 – dicembre 2004). Nel 2005 si sono involati 5 juv. Il nido era nel medesimo sito degli anni precedenti, ubicato nella cavità ricavata per il passaggio di alcuni cavi, nel palo in cemento di una linea elettrica.

Ferrara: nell'ambito del "Censimento uccelli nidificanti" inserito nel Programma di Monitoraggio dell'avifauna del Parco organizzato e finanziato dal Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po, è stata rilevata per la prima volta nel 2005 una coppia di Ghiandaia marina nidificante nel comune di Comacchio. Anche qui il nido era posto nella cavità di un palo di cemento di linea elettrica. Non è stato possibile accertare il numero di giovani involati.

Bologna: nel comune di Sant’Agata Bolognese, in una zona agricola con coltivazioni di barbabietole, soia, erba medica, la Ghiandaia marina ha nidificato per la prima volta nel 2005. Il nido era ubicato in una cavità in un pioppo, già utilizzata dal Picchio verde. Si sono involati almeno tre pulli alla fine di luglio; dopo venti giorni dall’involo il pioppo è stato abbattuto.

Parma: avvistata inizialmente dai veneti Fabio Piccolo e Aldo Tonelli, la Ghiandaia marina si è riprodotta con successo anche nel comune di Zibello, nella Bassa Parmense a poca distanza dal Po. Si tratta della prima nidificazione certa per il Parmense, con involo di almeno due giovani. L’area è la stessa in cui è stata riscontrata nel 1995 la prima nidificazione italiana di Falco cuculo. Anche qui il nido di era all’interno di un pilone di cemento di una linea elettrica in disuso.

I pali in cemento delle linee elettriche, con o senza trasformatore, sono in Regione la tipologia più comune per la nidificazione della specie, che usa cacciare da posatoio sui fili elettrici. Vista l’apparente espansione della Ghiandaia marina, invitiamo tutti i soci a controllarli nelle zone di pianura nel mese di giugno, alla ricerca di nuove nidifcazioni.

Tipologia dei pali usati dalla Ghiandaia marina

Cabina di trasformazione da media a bassa tensione, monopalo: notare il foro ellittico attraverso cui passano i cavi elettrici e che la Ghiandaia marina usa per accedere al nido. Sono questi i pali a cui fare particolarmente attenzione.

Franco Roscelli, Stefano Donello, Giancarlo Plazzi, Stefano Gellini, Giovanni Arveda

Osservazioni di Cigno minore nell’autunno 2005

Il Cigno minore (Cygnus columbianus bewickii) considerato in Italia migratore irregolare e svernante irregolare, è riportato dalla check-list dell'Emilia-Romagna come accidentale. Infatti erano note fino ad ora soltanto una prima osservazione del 1953 nel Delta del Po ed una seconda del 1978 nelle Valli di Argenta.

Il 20 novembre scorso alla Tomina (MO) C. Giannella, R. Gemmato e A. Massarenti hanno osservato un adulto che è stato visto e fotografato nei giorni successivi più volte. Dopo una settimana circa il Cigno si è allontanato dalla Tomina. Tuttavia l' 8 dicembre a Valle Bertuzzi (FE) L. Cocchi e F. Lui hanno osservato nuovamente un Cigno minore che, secondo M. Passarella che ha avuto occasione di fare i confronti opportuni in entrambe le località, potrebbe essere il medesimo esemplare spostatosi verso il Delta.

(foto M. Scaffidi)

Presenza di Piviere tortolino sul crinale tosco-emiliano

Le osservazioni che abbiamo avuto la fortuna di fare, sono frutto di un seme piantato il 25 novembre dello scorso anno quando in una serata organizzata dalla LIPU di Pianoro, Adriano de Faveri ci intrattenne sul Piviere tortolino, raccontandoci fatti e storie, che oltre ad essere accompagnati da splendide immagini, avevano creato un’atmosfera molto particolare accompagnata da un forte entusiasmo. Così, in quella sera, per molti un po’ magica, il nostro gruppo e anche altri, si ripromisero che si sarebbe esplorato il Corno alle Scale e ambienti limitrofi con le caratteristiche ambientali adatte al Tortolino.

(M.Cornaccio 6/09/05 foto W. Vivarelli)

Al fine di incrementare le conoscenze sulla presenza sul crinale tosco emiliano del Piviere Tortolino è stata compiuta una ricerca sul campo per verificarne la presenza durante la migrazione post-riproduttiva. L'area interessata include le province di Bologna-Pistoia- Modena che confinano con il Parco Regionale del Corno alle Scale nei comuni di Lizzano in Belvedere (BO), Fanano (MO) e Cutigliano (PT) .
Nel corso dell'indagine la specie è stata contattata la prima volta il 6 settembre 2005 con 5 individui giovani fotografati da William Vivarelli tra il sentiero 00 GEA e il monte Cornaccio a quota 1800-1881. Proprio sul confine tra l’Emilia e la Toscana, la specie utilizza ambienti sommitali a pascolo aperto su calcare con sviluppo discontinuo sul terreno. La stazione verrà monitorata anche nei prossimi anni per constatare la fedeltà al sito.

Riportiamo di seguito le segnalazioni

06/09/05

M. Cornaccio

5

Leoni -Vivarelli Fusini

06/09/05

Acquamarcia

1

Rigacci

10/09/05

Corno-Scaffaiolo

0

De Faveri-Scaffidi

13/09/05

M. Cornaccio

11

Vezzani

14/09/05

M. Cornaccio

5

Gardosi - Balanzoni - Perroud

16/09/05

M. Cornaccio

6

Gerra

24/09/05

M.Cornaccio

0

Leoni -Premuda

25/09/05

M.Cornaccio

0

De Faveri-Scaffidi-Noferini

26/09/05

M.Cornaccio

0

De Faveri-Bonora

01/10/05

M.Cimoncino

2

Leoni

14/10/05

M.Cornaccio

0

Leoni

(l'ambiente di M.Cornaccio,foto W.Vivarelli)

(M.Cornaccio 16/09/05 foto G. Gerra)

Giorgio Leoni, William Vivarelli, Umberto Fusini

RECENSIONI

  • L’OASI DEI TRAMPOLIERI
    Salina di Cervia e Birdwatching

(Riccardo Petrucci, Ariele Magnani, Milko Marchetti, p.192, Salina di Cervia, 2005)

Finalmente un buon esempio di guida ad una significativa area del Parco regionale del Delta del Po; da quando si è acceso l’interesse per questa parte del territorio costiero, bravi naturalisti si sono messi a scrivere di natura ed aspetti storico-culturali del territorio, competenti letterati hanno scritto di storia, vegetazione, geologia e fauna, con risultati spesso deludenti per quei passi e quegli argomenti che non afferiscono alla specifica preparazione dell’autore.

In questa “Oasi dei Trampolieri”, dedicata a quell’autentico scrigno di biodiversità che è la Riserva naturale delle Saline di Cervia, già dalla presentazione si delinea la carta vincente dell’impostazione culturale di questa agile guida. Per questo prodotto editoriale è già un successo essere riusciti a coagulare l’interesse di più Enti ed Istituzioni, diversi per ideali, per impostazione culturale, per obiettivi strategici.

Certo, per il 90 per cento del suo contenuto è questa una guida all’avifauna delle Saline: Saline, al plurale, perché fino alla metà del secolo scorso ogni famiglia di salinari aveva la sua salina ed il vasto territorio era punteggiato dei cumuli che via via andavano crescendo via via che aumentava la calura. Era, ed è, la salina a raccolta multipla che fa del sale di Cervia il sale “dolce”, come ancor oggi si produce alla salina didattica “Camillone”, quasi all’incrocio con la statale Adriatica. Una delle carte vincenti di questa pubblicazione è – come deve essere lo sguardo culturale del naturalista – la pluralità di interessi volti a conoscere i diversi aspetti di quel territorio e giungere infine ad una sintesi che ne permetta di comprendere la ragion d’essere e – perché no ? – il suo essere, una volta tanto, il positivo risultato di un’armonica coesistenza di uomo e natura.

Ecco quindi uno dei motivi che hanno portato ad un valido prodotto editoriale: essere riusciti a coagulare, attorno all’autore, i contributi di competenti specialisti, non solo ornitologi. Certo, la lunghissima frequentazione di quel territorio da parte di Ariele Magnani ha contribuito a mettere a fuoco, per ognuna delle specie citate, ogni aspetto di interesse; è proprio così che dovrebbe essere per le guide “serie”, nelle quali gli autori scrivono di ciò che conoscono, in uno stile comprensibile a tutti, soprattutto a chi non sa ed è curioso: “La curiosità è figlia dell’ignoranza e madre della conoscenza”, diceva Leonardo.

L’altro motivo di successo è la efficace sintesi di notizie per ognuna delle specie considerate: quanto basta non solo per identificare le diverse specie (ma per questo c’è solo l’imbarazzo della scelta, anche restando agli ormai numerosi testi in italiano), ma per capire il ruolo di ognuna di esse nell’ecosistema delle saline, vero scrigno di biodiversità, una delle prime zone umide italiane tutelate in applicazione della Convenzione di Ramsar, per l’impegno e l’intelligenza di un valente funzionario del CFS. E’ un giusto equilibrio che sicuramente farà venire a molti lettori il desiderio di volerne sapere di più. Il formato scelto ne fa un manualetto che sta facilmente nella tasca della giacca o nello zainetto.

Infine una delle qualità più apprezzabili: la ricchissima dotazione di immagini, di alta qualità e capacità evocativa, dovute ad uno dei migliori interpreti delle luci e dei colori dell’area deltizia, oltre che, in questo caso, autore di dettagliate immagini dell’avifauna delle saline.

Ecco, se si deve trovare una manchevolezza in questo volumetto, la troverei qui; non per la qualità delle immagini (peraltro stampate su una carta che non le mortifica affatto) ma perché, certamente dovendo contenere il numero delle pagine ed il formato della pubblicazione, la dotazione iconografica ci sta abbastanza stretta. Ma allora questo volume non sarebbe una guida, buona anche sul campo, ma uno splendido libro fotografico, anche con un prezzo di vendita ben differente, utile a chi comincia, e di complemento alle conoscenze di chi sa già riconoscere gli uccelli.

Federico “Linneo” Montanari

  • LE TERRE DEL SALE
    DELTA DEL PO: LITORALI, VALLI, LAGUNE E SALINE

Foto di Lino Bottaro

(G.A. Cibotto, O. Toscani, R. Perfetto, L. Bottaro, L. Secchieri, E. Boschetti, F. Piccoli, L. Alberti, M. Passarella, R. Tinarelli, M. Benà, G. Ravagnan, S. Danieli, M. Costa, M. Milia, I. Ferrari, D. T. Welsh, V. Zago. Arcari editore, p. 431, 2004)

Il volume colpisce a prima vista per l’assoluta bellezza delle immagini. Dice Lino Bottaro, che del libro è ‘solo’ il fotografo e in realtà il principale autore: ‘spesso la parola non riesce a restituire emozioni reali, bensì filtrate, immaginarie e astratte. Quale magia è la fotografia che ci permette la visione di immagini che difficilmente possiamo vedere dal vero’.

E sicuramente tiene fede alla sua affermazione, proponendo immagini per niente scontate anche per chi come noi il Delta l’ha imparato a conoscere. ‘Un territorio piatto si scopre dall’alto, quindi come lo vedono gli uccelli’. Infatti la parte più originale del volume è rappresentata dalle foto aeree di dossi, barene, casoni, valli, lavorieri e tratti di costa. Paesaggio nuovo anche per chi è abituato a praticarlo per censire uccelli, in un'altra prospettiva, da terra o dalla barca. Particolarmente suggestive le foto aeree di barene scanni ed isolotti molte delle quali colgono branchi di uccelli in volo di trasferimento, e delle stazioni di pesca che rivelano la complessità dei manufatti tradizionali e degli argini coperti di vegetazione in mezzo alla quale molte specie trovano l’ambiente idoneo per nidificare.

Molte foto sono dedicate a specie vegetali ed animali, uccelli nelle varie fasi del ciclo annuale, invertebrati, pesci. Molte sono dedicate alle attività umane tradizionali, tra cui la pesca. Le immagini più suggestive sono quelle di insieme, di canneti e dune d’estate o sotto la neve, di branchi di uccelli in riposo o di colonie sui nidi.

Ma una volta superata la curiosità di contemplare le immagini e arrivati alla fine del libro, val la pena di ricominciare e scoprire i testi, che sono sintetici ma di ottimo livello, pieni di spunti per la comprensione del territorio e delle popolazioni animali e vegetali del Delta. Scritti da vari autori, che nel Delta vivono o che l'hanno nel cuore, hanno forse in comune la preoccupazione di trasmettere al lettore l’idea di instabilità e fragilità di questo territorio e i cambiamenti che esso ha incontrato sia in ere geologiche lontane che negli anni più recenti, dovuti questi ultimi all’aumentata antropizzazione, alle installazioni industriali e produttive come megacentrali elettriche e piattaforme di attracco, al prelievo venatorio diretto ma anche al conseguente disturbo e ai fenomeni di saturnismo dovuti al piombo dei pallini dispersi nell’ambiente, all’itticoltura intensiva con i problemi correlati alle trasformazioni ambientali gestione dei livelli idrici e eutrofizzazione delle acque, al turismo balnerare che ha significato semplificazione delle coste e disturbo antropico alle colonie di uccelli anche sulle spiagge libere apparentemente meglio conservate.

Molto interessanti sono i testi in cui si parla delle variazioni numeriche e qualitative, sia in positivo che in negativo, delle popolazioni ornitiche avvenute negli ultimi decenni, spesso conseguenza delle cause precedentemente esposte, e dell’importanza di quest’area per la sosta di migratori. Altrettanto significative le parti in cui si accenna ad un pesante prelievo venatorio a carico delle popolazioni di anatre, di cui si stimano gli effetti in base al numero dei cacciatori e degli abbattimenti consentiti per cacciatore dal calendario venatorio.

Un particolare risalto meritano due testi, per il ruolo che i rispettivi autori rivestono. Si tratta di Stefano Danieli direttore del Parco Regionale Veneto del Delta del Po e di Valter Zago presidente del Parco del Delta del Po dell' Emilia-Romagna. Da entrambi i testi traspaiono le difficoltà che Enti di gestione si trovano ad affrontare in territori così densamente antropizzati e gravati nella cultura locale dalla 'mentalità legata ad una atavica dimenticanza di questa terra dalla natura ostile' che fa a volte non percepire alle popolazioni le 'opportunità concrete di successo economico e qualità della vita'. Entrambi parlano di sviluppo sostenibile, ambiente, agricoltura, pesca, pianificazione, educazione ambientale, alle azioni di tutela e salvaguardia che 'solo un Parco può assicurare'. E questo è anche quanto tutti noi ci auguriamo.

Mario Bonora

GUIDE DI TRE SISTEMI MONTUOSI DELL'EMILIA-ROMAGNA

Sono uscite di recente due guide, che non hanno un taglio principalmente ornitologico ma che riguardano affioramneti riocciosi di grande importanza naturalistica. Ne ricordiamo anche una terza meno recente ma di estremo interesse, sulla Vena dei Gessi Romagnoli.

  • C'era una volta il mare....
    Natura e storia tra il “Sasso” e il Monte delle Formiche
    (Giancarlo Marconi e Donatella Mongardi, pp.224, 2005)

Il volume è dedicato al Contrafforte Pliocenico Bolognese, formazione composta da affioramenti di arenarie estesi tra la Valle del Reno e la Valle dell'Idice, che faranno parte in un prossimo futuro di una Riserva Naturale. Non è una guida ornitologica, ma riguarda un territorio di estremo interesse per la presenza tra l'altro di rare specie rupicole.

La pubblicazione, di Giancarlo Marconi e Donatella Mongardi, tratta in modo approfondito e piacevole gli aspetti geologici, botanici, la Fauna e la storia dal neolitico ai giorni nostri.

Sono particolarmente ben curati gli aspetti botanici e vegetazionali, senza t