CENSIMENTI IWC 2006
Attività di monitoraggio e
inanellamento dei laro-limicoli nelle Saline di Comacchio
(anni 2001-2005)
Primi risultati del MITO2000 in Emilia-Romagna
Attività di inanellamento
a scopo scientifico nella Bassa Modenese
Osservazioni di Grillaio (Falco naumanni ) nel
Forlivese
Osservazioni di Grillaio (Falco neumnni) nel
Pianorese
Nidificazione di Aquila reale nel Parmense
Elevato successo riproduttivo di Aquila reale in Emilia-Romagna
Migrazione post-nuziale del Falco pecchiaiolo nell'Appennino
Romagnolo
La Ghiandaia marina nidificante in Emilia-Romagna
Tipologia dei pali usati dalla Ghiandaia marina
Osservazioni di Cigno minore nell’autunno
2005
Presenza di Piviere tortolino sul crinale tosco-emiliano
RECENSIONI
IV° Resoconto Ornitologico dell’Emilia-Romagna
(anno 2005)
CHI CAMBIA
CENSIMENTI IWC 2006
Siamo ormai nel periodo dei censimenti degli svernanti
che nel 2006 va dall'9 al 27 gennaio.
L'organizzazione di questa attività è, per
l'AsOER, un impegno importante che premia e riconosce il
ruolo della nostra Associazione; è anche un'occasione
per tutti noi di scendere sul campo in maniera finalizzata
e di partecipare attivamente a un progetto di ricerca che è alla
base della costituzione dell'AsOER ma, soprattutto, è un
momento di aggregazione che necessita del sostegno dei
suoi soci.
Le date previste per le varie zone umide sono:
Martedì 10 gennaio: Valle Mandriole, zone
umide a nord di Ravenna e rispettivo litorale, zone umide
del settore meridionale di Ferrara e rispettivo litorale
(Comprensorio di Comacchio e Bellocchio), Valle del Mezzano
Mercoledì 11 gennaio: zone umide del settore
nord-orientale della provincia di Ferrara (Valle Bertuzzi,
Sacca e Scanno di Goro),
Venerdì 13 gennaio: Valli di Argenta (FE),
zone umide a sud di Ravenna sino alla Salina di Cervia
e rispettivo litorale, provincia di Bologna, provincia
di Parma,
Martedì 17 gennaio: zone umide interne del
Ferrarese (eccetto Valli di Argenta), corso del Po, provincia
di Rimini
Se non sarà possibile coprire alcune delle suddette
zone nelle date prefissate a causa della nebbia o per altre
ragioni, si procederà a ripetere i censimenti nelle
giornate di Martedì 17, Mercoledì 18 e Venerdì 20
gennaio.
Le giornate di sabato 14 e sabato 21 gennaio saranno
dedicate al censimento dei Gabbiani nelle discariche, nel
porto di Ravenna e nella vicina Pialassa.
Questa comunicazione ha pertanto lo
scopo di conoscere e raccogliere le disponibilità dei Soci AsOER sulla
cui presenza qualificata e numerosa contiamo. Chi è interessato
a partecipare ai censimenti deve inviare un messaggio o
telefonate a Roberto Tinarelli (rtinarelli@libero.it 3358133035)
indicando le giornate e le aree per le quali è disponibile.
I censimenti IWC saranno organizzati
come negli anni passati. Le modalità specifiche
(squadre, luoghi e ore di ritrovo) verranno comunicate
ad ogni rilevatore in seguito
dai coordinatori delle varie zone.
Attività di monitoraggio
e inanellamento dei laro-limicoli nelle Saline di Comacchio
(anni 2001-2005)
Parco Regionale del Delta del Po Emilia-Romagna
Associazione Ornitologi Emilia-Romagna
Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica
Continua l’attività di monitoraggio e di
inanellamento dei laro-limicoli nelle Saline di Comacchio.
L’anno 2005 è stato particolarmente ricco
di novità; novità che hanno contribuito alla
buona riuscita del progetto :
- sono terminati i numerosi lavori di ristrutturazione
degli edifici della salina
- completato il ripristino ambientale di alcune vasche
e canali della salina
- cambiamento della disposizione delle reti di cattura
- nuovi richiami elettronici
- aumento di richieste da parte di nuovi collaboratori
- progressivo ritorno di alcune specie in salina
- aumento delle specie “obiettivo” catturate
Nella Figura A si vedono confrontati gli andamenti delle
catture dal 2001 al 2005. Si noti il numero elevato degli
uccelli inanellati nel 2005. La tabella B mostra il numero
di individui catturati per specie.

Le attività di cattura e inanellamento sono state
svolte grazie all’impegno di inanellatori e di collaboratori
volontari che durante le uscite notturne si sono adoperati
con rigore e serietà.
Queste persone sono state indispensabili per la buona
riuscita della ricerca:
Francesco Farinelli (sempre presente)
Adriano Talamelli (17) Adriano De Faveri (17)
Giovanni Arveda (18) Michele Scaffidi (15)
Andrea Noferini (14) Alessio Farioli (14)

Elisa Valli (6) Elena Fabbri (7) Mara Scremin (8) Francesca
Davoli (4) Michela Kuan (3) Silvia Adorni (1) Violetta
Longoni (1) Valeria Amatiello (1) Maria Sykorova (1) Monica
Nannipieri (1) Maria Romano (1) Annette Mertens (1) Valentina
De Simone (1) Francesca Bettenzana (1) Francesca Giannini
(1) Angela Corbari (1) Alice Cazzanti (1) Claudia Greco
(5) Davide Emiliani (5) Menotti Passarella (8) Daniele
Codol (2) Wanda Panazzolo 1) Marco Bernardi (2) Fabrizio
Borghesi (5) Diego Rubolini (5) Fabio Carli (1) Alberto
Santini (1) Marino Rizzati (1) Andrea Nordi (1) Raffaele
Cavalieri(1) Andrea Bonisoli (2) Renato Carini (1) Riccardo
Dal Togno (1) Davide Tartari (1) Marco Frighi (1) Paola
Fabricio (1) Ariele Magnani (2) Enrico Sattin (1) Luca
Sattin(1) Joan Ferrer (1) Dario Piacentini (4) Andrea Galimberti
(1) Massimiliano Costa (1) Riccardo Gennari (1) Marco Basso
(1) Simone Tenan (1) Giacomo Benelli (2) Dario Filogarni
(1)
Un particolare ringraziamento va al
Parco Regionale del Delta del Po Emilia-Romagna, per
l’appoggio tecnico
logistico e all’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica
per il supporto tecnico scientifico. Non ultimo, un grande
ringraziamento a tutti i soci dell’AsOER che hanno
partecipato all’attività notturna in salina.

Adriano Talamelli e Adriano De Faveri
Primi risultati del MITO2000 in
Emilia-Romagna
Con la stagione riproduttiva 2005 è stato completato
il programma di monitoraggio degli uccelli nidificanti
in Italia, avviato nel 2000 e denominato MITO2000 (Monitoraggio
Italiano Ornitologico). Come noto, il metodo usato è quello
dei punti di ascolto fissi, della durata di 10 minuti,
nel corso dei quali venivano censiti tutti gli uccelli
visti o sentiti a qualsiasi distanza dal rilevatore; il
campionamento prevedeva:
- un programma basato sulla griglia delle particelle
UTM da 10 km di lato, selezionate con metodo random,
con un numero di 15 stazioni di ascolto per ogni particella.
- un programma di punti di ascolto eseguito in Zone
di Protezione Speciale (ZPS) o in Siti di Importanza
Comunitaria (SIC), prescelte dai rilevatori.
- dal secondo anno un programma di ripetizione dei punti
in alcune particelle e nelle ZPS
Per l’Emilia-Romagna il programma è stato
coordinato da Stefano Gellini e Pier Paolo Ceccarelli di
Coop. Sterna. Sono stati coinvolti 19 rilevatori: Aceto,
Andrea Ambrogio, Giovanni Arveda, Luca Bagni, Mario Bonora,
Francesco Cacciato, Maurizio Casadei, Lino Casini, Pier
Paolo Ceccarelli, Carlo Ciani, Massimiliano Costa, Maria
Elena Ferrari, Maurizio Finozzi, Marco Gustin, Luca Melega,
Massimo Salvarani, Guido Sardella, Stefano Volponi, Franca
Zanichelli. Altri 5 rilevatori delle regioni confinanti
hanno fornito dati per alcune particelle di confine: Laura
Bontardelli, Iacopo Corsi, Vito Dini, Daniele Occhiato,
Guido Tellini Florenzano.
Nella mappa e nella tabella seguenti
sono evidenziate le particelle censite nell’arco dei 6 anni di rilevamenti
ed è esposto il quadro dei rilevamenti svolti anno
per anno.

|
Rilevamenti in Emilia-Romagna
|
| |
|
|
|
|
|
| |
Particelle nuove
|
|
Particelle ripetute
|
| |
rilevamenti
|
punti
|
|
rilevamenti
|
Punti
|
| |
n.
|
n.
|
|
n.
|
n.
|
| |
|
|
|
|
|
|
2000
|
41
|
546
|
|
|
|
|
2001
|
28
|
393
|
|
5
|
75
|
|
2002
|
24
|
323
|
|
11
|
162
|
|
2003
|
29
|
421
|
|
10
|
149
|
|
2004
|
13
|
181
|
|
8
|
115
|
|
2005
|
|
|
|
7
|
101
|
| |
|
|
|
|
|
| |
135
|
1864
|
|
41
|
602
|
| |
|
|
|
|
|
| |
ZPS-SIC
|
totale
|
| |
rilevamenti
|
punti
|
|
rilevamenti
|
punti
|
| |
n.
|
n.
|
|
n.
|
n.
|
|
2000
|
13
|
153
|
|
54
|
699
|
|
2001
|
9
|
122
|
|
42
|
590
|
|
2002
|
13
|
152
|
|
48
|
637
|
|
2003
|
|
|
|
39
|
570
|
|
2004
|
|
|
|
21
|
296
|
|
2005
|
|
|
|
7
|
101
|
| |
|
|
|
|
|
| |
35
|
427
|
|
211
|
2893
|
Sono stati effettuati in totale 2.893
punti d’ascolto,
distribuiti in 135 particelle nuove (1.864 punti), in diverse
particelle dove i rilevamenti sono stati ripetuti per 2
o più anni (602 punti), in 13 ZPS o SIC (427 punti).
Le 135 particelle nuove esaminate rappresentano
il 53% delle particelle che compongono il reticolo UTM
della regione
(circa 250); nelle particelle nuove sono state censite
in totale 37.410 coppie appartenenti a 155 specie nidificanti;
2 altre specie sono state rilevate nelle particelle ripetute,
ed altre 13 specie sono state rilevate nelle ZPS-SIC, con
un totale quindi di 170 specie, pari al 83% delle specie
indicate come nidificanti, comprese quelle irregolari,
nella Check-list dell’Emilia-Romagna.
La mole dei dati disponibili potrà consentire
di ottenere carte di distribuzione semi-quantitative
delle
specie nidificanti e di valutare le tendenze negli andamenti
delle singole popolazioni. In questa sede dovremo limitarci
ad esporre i primi semplici dati sulle abbondanze riscontrate.
Fra le specie risultate più rare segnaliamo quelle
riscontrate con una o due coppie in tutta la regione: Aquila
reale, Astore, Beccaccia di mare, Beccaccino, Biancone,
Canapiglia, Cicogna bianca, Cincia dal ciuffo, Codirossone,
Frosone, Luì verde, Magnanina, Marangone minore,
Merlo acquaiolo, Merlo dal collare, Nibbio bruno, Oca selvatica,
Passera scopaiola, Rondine rossiccia, Rondone maggiore,
Sordone, Spatola, Stiaccino. A queste sono da aggiungere
due altre specie rare trovate nel corso dei rilevamenti
ripetuti nel 2002 e cioè Bigia grossa e Corvo imperiale.
Le specie riscontrate solo nelle ZPS-SIC sono: Alzavola,
Averla cenerina, Basettino, Forapaglie, Forapaglie castagnolo,
Mestolone, Moretta tabaccata, Moriglione, Pernice di mare,
Porciglione, Rampichino alpestre, Salciaiola, Voltolino.
Sono da segnalare alcune specie mai
riscontrate nel corso dei 6 anni di rilevamenti; a parte
qualche specie notturna
per le quali questo tipo di rilevamento non è, per
ovvie ragioni, adeguato (Barbagianni, Gufo comune, Gufo
reale), per altre specie l’assenza assoluta di segnalazioni
conferma purtroppo il grave stato di declino a livello
regionale: il riferimento è ad Averla capirossa,
Bigia padovana, Passero solitario.
Nella tabella seguente sono rappresentate le prime 30
specie in termini quantitativi, nelle particelle nuove.

P.Ceccarelli e S.Gellini
Attività di inanellamento
a scopo scientifico nella Bassa Modenese
Nel corso del 2005 è continuata l’attività di
ricerca sull’avifauna presente nella bassa modenese
con l’utilizzo della pratica dell’inanellamento
a scopo scientifico. L’attività di ricerca è stata
portata avanti da 4 inanellatori: Carlo Giannella, Raffaele
Gemmato, Giuseppe Rossi ed Alessio Farioli, membri della
S.O.M. (Stazione Ornitologica Modenese) e tutti soci AsOER.
A costoro fanno riferimento alcuni aspiranti inanellatori,
un nutrito stuolo di collaboratori ed aiutanti, secondo
la classificazione adottata dall’INFS, che sovrintende
all’attività.
Le catture sono avvenute principalmente
con reti mistnet, sia a maglia sottile per Passeriformi
che a maglia più grossa
per Limicoli, inoltre alcuni esemplari sono stati catturati
con trappole walk-in, con duck-decoy e con prodina.
Nel primo semestre del 2005 sono stati
catturati 2.689 esemplari appartenenti a 65 taxa, così ripartiti:
888 non-Passeriformi appartenenti 33 taxa e 1.801 Passeriformi
appartenenti a 32 taxa. A questi sono da aggiungere 290
ricatture (includendo anche le autoricatture).
Le top 5 tra le specie catturate, sono state: Rondine
603 es. Combattente 299 es., Storno 280 es., Cannaiola
261 es., Topino 251 es. Alcune specie sono state catturate
per la prima volta nelle valli di Mirandola: Airone cenerino
(39 es.), Sgarza ciuffetto (10 es.), Airone bianco maggiore
(2 es.), Falco cuculo (1 es.), Gabbiano reale mediterraneo
(1 es.), Piovanello pancianera (1 es.), il che porta il
totale dei taxa finora catturati a 142 ed il totale degli
esemplari inanellati dal 1995 a 32.928.
Poiché le catture del primo semestre rappresentano
circa il 25-30% del totale annuale, è presumibile
che anche nel 2005 saranno superati gli 8.000 esemplari.
Di interessante anche l’inanellamento di pulli di
Cicogna bianca e Cavaliere d’Italia con anelli colorati,
tecnica che permette di monitorare i loro spostamenti senza
necessariamente ricorrere alla ricattura dell’esemplare,
come dimostrano i primi risultati che stanno arrivando
per i cavalieri inanellati già dal 2002.
La stazione risulta aperta praticamente
tutti i fine settimana, per cui se qualche socio AsOER
fosse interessato, può venirci
a trovare in Via Guidalina a Mirandola.
Carlo Giannella, Raffaele Gemmato, Giuseppe Rossi,
Alessio Farioli
(Stazione Ornitologica Modenese)
Osservazioni di Grillaio (Falco naumanni )
nel Forlivese
Le osservazioni di Grillaio nel territorio
romagnolo sono sempre state occasionali, anche se i dati
noti sono certamente
sottostimati a causa della possibile confusione con il
Gheppio, eventualità che può facilmente far
passare inosservato il passaggio dei grillai; in ogni caso
non sono mai stati segnalati grillai in gruppi numerosi.
Sono riportate 9 segnalazioni (dal
1935 al 1959, 7 in provincia di Ravenna, 2 in quella
di Forlì), così distribuite:
2 marzo, 5 aprile, 1 agosto, 1 settembre; una di queste
segnalazioni si riferisce ad un individuo inanellato da
pullus nella zona di Leibnitz (Austria) il 30/6/1956 ed
abbattuto a Forlì il 30/3/1959.
Nel 2005 si è verificata una
massiccia presenza tardo-estiva, concomitante con un
fenomeno invasivo di
cavallette risultate della specie Calliptanus italicus;
la prima osservazione è stata del 5/8 con un gruppo
di una dozzina di individui, seguita successivamente dall’osservazione
di altri gruppi più o meno numerosi; il gruppo più consistente è arrivato
a comprendere circa 40 unità. La presenza si è protratta
per oltre 40 giorni fino all’ultima osservazione
del 17/9.
Tutte le osservazioni sono avvenute
in una porzione di territorio di bassa collina del Forlivese
e del Cesenate;
l’area, di circa 50 kmq, è compresa fra Meldola
e Borello e corrisponde ad una porzione di territorio aperto
caratterizzato da ampie superfici di calanco, con rada
copertura boschiva e con colture prevalenti di seminativi.
Ad Ovest di quest’area, nella fascia corrispondente
di Castro- caro e Faenza, le ricerche non hanno rivelato
altre presenze, mentre il territorio ad Est, verso il Riminese,
non è stato indagato.
La cartina seguente evidenzia i siti dove si sono verificate
le osservazioni, riportate in dettaglio nella tabella allegata.

Il picco delle presenze si è verificato dal 13/8
al 19/8 quando sono stati valutati complessivamente nelle
diverse località un centinaio di individui; in alcuni
siti si sono verificate fluttuazioni che potrebbero essere
dovute a movimenti di ricambio fra arrivi e partenze; certamente
ciò è da escludere invece nel sito 1, occupato
dal gruppo più numeroso che ha mostrato per oltre
20 giorni una consistenza pressoché costante.

(Grillai in riposo, foto S.Gellini)
|
sito
|
Località
|
Alt.
|
Dat
|
N
|
Note
|
|
1
|
Gualdo-P.Boffondi
|
325
|
7/8
|
15
|
|
| |
(Meldola-Civitella)
|
|
10/8
|
30
|
|
| |
|
|
13/8
|
25
|
|
| |
|
|
19/8
|
40
|
|
| |
|
|
26/8
|
35
|
|
| |
|
|
30/8
|
33
|
5 m. adulti
|
| |
|
|
7/9
|
12
|
1 m. ad.
|
| |
|
|
10/9
|
15
|
|
|
2
|
Giaggiolo(Civitella)
|
400
|
13/8
|
12
|
|
|
3
|
Bugra(Civitella)
|
300
|
7/8
|
12
|
|
| |
|
|
13/8
|
7
|
|
|
4
|
C.Alsana(Cesena)
|
250
|
5/8
|
12
|
|
| |
|
|
10/8
|
5
|
|
|
5
|
Farletta-Gabelina
|
425
|
16/8
|
13
|
|
| |
(Meldola-Cesena)
|
|
18/8
|
6
|
3 m. ad.
|
| |
|
|
7/9
|
3
|
2 m. ad.
|
| |
|
|
10/9
|
3
|
1 m. ad.
|
|
6
|
Valdinoce(Meldola)
|
375
|
7/9
|
10
|
|
| |
|
|
17/9
|
1
|
m. ad.
|
|
7
|
Rio Paladino-M.Cavallo
|
425
|
18/8
|
5
|
1 m. ad.
|
| |
(Meldola-Cesena)
|
|
23/8
|
2
|
1 m. ad.
|
| |
|
|
10/9
|
8
|
|
|
8
|
C.S.Alberto(Cesena)
|
200
|
18/8
|
1
|
m. ad.
|
| |
|
|
29/8
|
2
|
1 m. ad.
|
|
9
|
Teodorano(Meldola)
|
300
|
18/8
|
4
|
1 m. ad.
|
| |
|
|
23/8
|
4
|
1 m. ad.
|
|
10
|
Palareto(Meldola)
|
225
|
18/8
|
6
|
2 m. ad.
|
| |
|
|
23/8
|
2
|
1 m. ad.
|
|
11
|
Fabrona(Bertinoro)
|
175
|
18/8
|
5
|
|
Pier Paolo Ceccarelli
Osservazioni di Grillaio (Falco neumnni) nel
Pianorese
Questa pacifica invasione che abbiamo
avuto la fortuna di poter seguire nei mesi di agosto
e settembre è divenuta
di nostra conoscenza quasi casualmente. Il mercoledì 3
agosto William Vivarelli decide (come spesso fa) di andare
a fare un “giretto” in auto attorno al nostro
paese. Quando dico collina intendo i crinali calanchivi
che dividono la valle del Savena dalla valle dello Zena,
spartiacque che offrono quasi sempre buoni avvistamenti.
Ad un certo punto William vede 3 “gheppi” nel
senso che generalmente quando si vedono dei falchetti sul
filo, dalle nostre parti, si dà per scontato che
siano gheppi. Comunque, avendo a portata di mano tutta
la sua attrezzatura fotografica, decide di fare qualche
scatto e così riesce anche ad osservarli meglio;
a questo punto, dopo aver fatto le foto e notato che sono
giovani, gli sorge il dubbio che sono un po’ troppo
confidenti.
Non essendo specialista di Grillai
e non avendoli mai visti in natura, William cerca qualcuno
che possa chiarire
l’arcano e a questo punto entra in ballo Giorgio
Leoni che li identifica come “grillai”. Poi,
dopo, tutto è diventato come un film in diretta,
le notizie sulla mailing-list di EBN e su quella dell’AsOER
hanno fatto il resto.
Gli avvistamenti dal 3 agosto al 22
settembre sono stati effettuati in base al tempo libero
che si aveva nell’arco
della giornata, a volte di mattino altre nel pomeriggio,
come pure non sono stati censiti gli individui in base
al sesso o all’età, in parte perché all’inizio
non abbiamo dato l’importanza che meritava alla situazione
in parte per la difficoltà. Anche il numero dei
soggetti presenti non possiamo quantificarlo in quanto
non sappiamo se c’era un ricambio giornaliero oppure
se erano gli stessi individui che si spostavano da un sito
all’altro. Insomma gli interrogativi sono diversi,
alcuni potrebbero trovare soluzione nella prossima stagione
se il “fenomeno” si ripresenterà.

L’area degli avvistamenti è molto ridotta,
circa una decina di kmq, questo non vuol dire che da altre
parti i grillai non ci fossero, semplicemente non abbiamo
indagato.

(Grillaio con preda, foto W.Vivarelli)
Nella tabelle che seguono sono riportati per le due principali
aree di presenza la data, il numero di individui avvistati
e gli osservatori.
|
Collina di Pianoro
|
|
03/08/05
|
3
|
Vivarelli
|
|
04/08/05
|
14
|
Leoni - Fusini
|
|
08/08/05
|
42
|
Fusini
|
|
12/08/05
|
30
|
Leoni
|
|
17/08/05
|
7
|
Leoni
|
|
21/08/05
|
20
|
Fusini
|
|
23/08/05
|
9
|
Bonora
|
|
24/08/05
|
20
|
Fusini
|
|
27/08/05
|
40
|
Fusini Leoni
|
|
30/08/05
|
3
|
Leoni
|
|
03/09/05
|
18
|
Fusini
|
|
04/09/05
|
30
|
Fusini
|
|
05/09/05
|
35
|
Fusini
|
|
08/09/05
|
35
|
Leoni
|
|
09/09/05
|
5
|
Leoni
|
|
13/09/05
|
25
|
Fusini
|
|
21/09/05
|
5
|
Fusini
|
|
22/09/05
|
3
|
Leoni
|
|
Campo Cricket
|
|
19/08/05
|
15
|
Premuda
|
|
20/08/05
|
34
|
Premuda
|
|
21/08/05
|
22
|
Fusini
|
|
22/08/05
|
30
|
Fusini - Premuda
|
|
23/08/05
|
12
|
Bonora
|
|
24/08/05
|
15
|
Fusini
|
|
25/08/05
|
26
|
Fusini - Leoni
|
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27/08/05
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20
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Fusini - Leoni
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30/08/05
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8
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Leoni
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03/09/05
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12
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Fusini
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04/09/05
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20
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Fusini
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06/09/05
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20
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Fusini
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10/09/05
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4
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Leoni
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13/09/05
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51
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Fusini
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(Grillaio, foto W. Vivarelli)
Umberto Fusini, William Vivarelli, Giorgio Leoni
Nidificazione di Aquila reale nel Parmense
Successo riproduttivo nel 2005 per la coppia di Aquile
reali Aquila chrysaetos che da alcuni anni ha stabilito
il proprio territorio nel versante parmense dell’Appennino.
Il nido era posto in una parete rocciosa
in Val Bratica, all’interno del Parco Regionale
dei Cento Laghi, a 1.180 metri di altitudine.
Nonostante alla base della parete (alta
circa 250 m.) passi una strada provinciale e a poche
centinaia di metri
si trovino due centri abitati, la nidificazione è andata
a buon fine, grazie anche all’assidua vigilanza esercitata
dai soci Mario Pedrelli e Michele Mendi.
La nascita è avvenuta il 7 maggio, mentre l’involo
della giovane Aquila, per le dimensioni probabilmente una
femmina, si è avuto dopo 80 giorni, il 26 luglio.
Franco Roscelli
giovane Aquila (foto M.Azzolini)
Elevato successo riproduttivo di Aquila reale in Emilia-Romagna
Nella Regione sono note 9 coppie di Aquila reale che vengono
monitorizzate regolarmente. La stagione riproduttiva trascorsa
ha visto un successo particolarmente elevato: 8 coppie
hanno portato un giovane all'involo, contro una media usuale
di circa 0.3 giovani involati per nido. In nessun caso
si sono involati due aquilotti.
Una coppia, che aveva cambiato il sito di nidificazione
da alcuni anni, ha rioccupato il vecchio nido situato in
un'area protetta. Una coppia, nel Parco Nazionale delle
Foreste Casentinesi, ha nidificato con successo su un albero.
L'obiettivo per il 2006 sarà di
definire la presenza di altre coppie riproduttive in
alcuni siti frequentati
da individui territoriali adulti, di cui non si conoscono
finora eventuali nidi.
Mario Bonora
Migrazione post-nuziale del Falco pecchiaiolo nell'Appennino
Romagnolo
Dal 25 Agosto al 3 Settembre 2005, si sono alternate 11
persone per seguire la migrazione dei Rapaci al Monte Carpano
(Bagno di Romagna, FC) nel Parco Nazionale Foreste Casentinesi,
per 65 ore totali di osservazione.
Hanno partecipato Mario Bonora, Pier Paolo Ceccarelli,
Ciro Zini, Maurizio Casadei, Carlo Ciani, Patrizia Onofri,
Giovanni Arveda, Massimo Colombari, Leo Golinucci, Claudia
Greco, Emanuela Mezzolani.

(Cicogna nera, M.Carpano, 3/9/05 foto G. Arveda)
Il punto di osservazione è stato scelto sulla base
di precedenti giornate condotte con minore continuità nel
2002-04 che avevano permesso di evidenziare il passaggio
di qualche decina di Pecchiaioli al giorno (max 63 il 24
agosto 2002 e 42 il 23 agosto 2003) oltre ad altre specie
come Falco di Palude e Falco pescatore.
Il periodo è stato caratterizzato
da perturbazioni persistenti sull'arco Alpino che hanno
certamente influito
negativamente sul passaggio di migratori in Appennino.
Infatti sono stati osservati solo 105 Pecchiaioli (max
27 il 27 agosto) 2 Bianconi e 3 Falchi di palude, con una
media di 1,7 rapaci/ora.
Questo ci fa comunque ipotizzare l'esistenza
di una rotta secondaria di migrazione parallela
alla costa Adriatica, che dista circa 40 Km dal punto.
E' stato notato un intenso
passaggio di Gruccioni ai primi di settembre, molte centinaia
di individui per giorno, e di una Cicogna nera.
Mario Bonora
La Ghiandaia marina nidificante in Emilia-Romagna
Vengono riportate brevi notizie sulla nidificazione della
Ghiandaia marina Coracias garrulus in Emilia-Romagna,
accertata nel 2005 in quattro province: Ravenna, Ferrara,
Bologna e Parma.

(foto M. Mendi)
Ravenna: la “coppia storica” di Lido
di Dante si è riprodotta per il terzo anno consecutivo,
a partire dal 2003 (vedi bollettini AsOER n. 6 – dicembre
2003 e n. 8 – dicembre 2004). Nel 2005 si sono involati
5 juv. Il nido era nel medesimo sito degli anni precedenti,
ubicato nella cavità ricavata per il passaggio di
alcuni cavi, nel palo in cemento di una linea elettrica.
Ferrara: nell'ambito del "Censimento uccelli
nidificanti" inserito nel Programma di Monitoraggio
dell'avifauna del Parco organizzato e finanziato dal Consorzio
del Parco Regionale del Delta del Po, è stata rilevata
per la prima volta nel 2005 una coppia di Ghiandaia marina
nidificante nel comune di Comacchio. Anche qui il nido
era posto nella cavità di un palo di cemento di
linea elettrica. Non è stato possibile accertare
il numero di giovani involati.
Bologna: nel comune di Sant’Agata Bolognese,
in una zona agricola con coltivazioni di barbabietole,
soia, erba medica, la Ghiandaia marina ha nidificato per
la prima volta nel 2005. Il nido era ubicato in una cavità in
un pioppo, già utilizzata dal Picchio verde. Si
sono involati almeno tre pulli alla fine di luglio; dopo
venti giorni dall’involo il pioppo è stato
abbattuto.
Parma: avvistata inizialmente
dai veneti Fabio Piccolo e Aldo Tonelli, la Ghiandaia
marina si è riprodotta
con successo anche nel comune di Zibello, nella Bassa Parmense
a poca distanza dal Po. Si tratta della prima nidificazione
certa per il Parmense, con involo di almeno due giovani.
L’area è la stessa in cui è stata riscontrata
nel 1995 la prima nidificazione italiana di Falco cuculo.
Anche qui il nido di era all’interno di un pilone
di cemento di una linea elettrica in disuso.
I pali in cemento delle linee elettriche,
con o senza trasformatore, sono in Regione la tipologia
più comune
per la nidificazione della specie, che usa cacciare da
posatoio sui fili elettrici. Vista l’apparente espansione
della Ghiandaia marina, invitiamo tutti i soci a controllarli
nelle zone di pianura nel mese di giugno, alla ricerca
di nuove nidifcazioni.

Tipologia dei pali usati dalla Ghiandaia marina
Cabina di trasformazione da media a bassa tensione, monopalo:
notare il foro ellittico attraverso cui passano i cavi
elettrici e che la Ghiandaia marina usa per accedere al
nido. Sono questi i pali a cui fare particolarmente attenzione.
Franco Roscelli, Stefano Donello, Giancarlo Plazzi,
Stefano Gellini, Giovanni Arveda
Osservazioni di Cigno minore nell’autunno 2005
Il Cigno minore (Cygnus columbianus bewickii)
considerato in Italia migratore irregolare e svernante
irregolare, è riportato
dalla check-list dell'Emilia-Romagna come accidentale.
Infatti erano note fino ad ora soltanto una prima osservazione
del 1953 nel Delta del Po ed una seconda del 1978 nelle
Valli di Argenta.
Il 20 novembre scorso alla Tomina (MO)
C. Giannella, R. Gemmato e A. Massarenti hanno osservato
un adulto che è stato
visto e fotografato nei giorni successivi più volte.
Dopo una settimana circa il Cigno si è allontanato
dalla Tomina. Tuttavia l' 8 dicembre a Valle Bertuzzi (FE)
L. Cocchi e F. Lui hanno osservato nuovamente un Cigno
minore che, secondo M. Passarella che ha avuto occasione
di fare i confronti opportuni in entrambe le località,
potrebbe essere il medesimo esemplare spostatosi verso
il Delta.
(foto M. Scaffidi)
Presenza di Piviere tortolino sul crinale tosco-emiliano
Le osservazioni che abbiamo avuto
la fortuna di fare, sono frutto di un seme piantato
il 25 novembre dello
scorso anno quando in una serata organizzata dalla LIPU
di Pianoro, Adriano de Faveri ci intrattenne sul Piviere
tortolino, raccontandoci fatti e storie, che oltre ad
essere accompagnati da splendide immagini, avevano creato
un’atmosfera molto particolare accompagnata da
un forte entusiasmo. Così, in quella sera, per
molti un po’ magica, il nostro gruppo e anche altri,
si ripromisero che si sarebbe esplorato il Corno alle
Scale e ambienti limitrofi con le caratteristiche ambientali
adatte al Tortolino.

(M.Cornaccio 6/09/05 foto W. Vivarelli)
Al fine di incrementare le conoscenze
sulla presenza sul crinale tosco emiliano del Piviere
Tortolino è stata
compiuta una ricerca sul campo per verificarne la presenza
durante la migrazione post-riproduttiva. L'area interessata
include le province di Bologna-Pistoia- Modena che confinano
con il Parco Regionale del Corno alle Scale nei comuni
di Lizzano in Belvedere (BO), Fanano (MO) e Cutigliano
(PT) .
Nel corso dell'indagine la specie è stata contattata la prima volta
il 6 settembre 2005 con 5 individui giovani fotografati da William Vivarelli
tra il sentiero 00 GEA e il monte Cornaccio a quota 1800-1881. Proprio sul
confine tra l’Emilia e la Toscana, la specie utilizza ambienti sommitali
a pascolo aperto su calcare con sviluppo discontinuo sul terreno. La stazione
verrà monitorata anche nei prossimi anni per constatare la fedeltà al
sito.
Riportiamo di seguito le segnalazioni
|
06/09/05
|
M. Cornaccio
|
5
|
Leoni -Vivarelli Fusini
|
|
06/09/05
|
Acquamarcia
|
1
|
Rigacci
|
|
10/09/05
|
Corno-Scaffaiolo
|
0
|
De Faveri-Scaffidi
|
|
13/09/05
|
M. Cornaccio
|
11
|
Vezzani
|
|
14/09/05
|
M. Cornaccio
|
5
|
Gardosi - Balanzoni - Perroud
|
|
16/09/05
|
M. Cornaccio
|
6
|
Gerra
|
|
24/09/05
|
M.Cornaccio
|
0
|
Leoni -Premuda
|
|
25/09/05
|
M.Cornaccio
|
0
|
De Faveri-Scaffidi-Noferini
|
|
26/09/05
|
M.Cornaccio
|
0
|
De Faveri-Bonora
|
|
01/10/05
|
M.Cimoncino
|
2
|
Leoni
|
|
14/10/05
|
M.Cornaccio
|
0
|
Leoni
|

(l'ambiente di M.Cornaccio,foto W.Vivarelli)
(M.Cornaccio 16/09/05 foto G. Gerra)
Giorgio Leoni, William Vivarelli, Umberto Fusini
RECENSIONI
- L’OASI DEI TRAMPOLIERI
Salina di Cervia e Birdwatching
(Riccardo Petrucci, Ariele Magnani, Milko Marchetti,
p.192, Salina di Cervia, 2005)
Finalmente un buon esempio di guida
ad una significativa area del Parco regionale del Delta
del Po; da quando si è acceso
l’interesse per questa parte del territorio costiero,
bravi naturalisti si sono messi a scrivere di natura ed
aspetti storico-culturali del territorio, competenti letterati
hanno scritto di storia, vegetazione, geologia e fauna,
con risultati spesso deludenti per quei passi e quegli
argomenti che non afferiscono alla specifica preparazione
dell’autore.
In questa “Oasi dei Trampolieri”, dedicata
a quell’autentico scrigno di biodiversità che è la
Riserva naturale delle Saline di Cervia, già dalla
presentazione si delinea la carta vincente dell’impostazione
culturale di questa agile guida. Per questo prodotto editoriale è già un
successo essere riusciti a coagulare l’interesse
di più Enti ed Istituzioni, diversi per ideali,
per impostazione culturale, per obiettivi strategici.
Certo, per il 90 per cento del suo
contenuto è questa
una guida all’avifauna delle Saline: Saline, al plurale,
perché fino alla metà del secolo scorso ogni
famiglia di salinari aveva la sua salina ed il vasto territorio
era punteggiato dei cumuli che via via andavano crescendo
via via che aumentava la calura. Era, ed è, la salina
a raccolta multipla che fa del sale di Cervia il sale “dolce”,
come ancor oggi si produce alla salina didattica “Camillone”,
quasi all’incrocio con la statale Adriatica. Una
delle carte vincenti di questa pubblicazione è – come
deve essere lo sguardo culturale del naturalista – la
pluralità di interessi volti a conoscere i diversi
aspetti di quel territorio e giungere infine ad una sintesi
che ne permetta di comprendere la ragion d’essere
e – perché no ? – il suo essere, una
volta tanto, il positivo risultato di un’armonica
coesistenza di uomo e natura.
Ecco quindi uno dei motivi che hanno
portato ad un valido prodotto editoriale: essere riusciti
a coagulare, attorno
all’autore, i contributi di competenti specialisti,
non solo ornitologi. Certo, la lunghissima frequentazione
di quel territorio da parte di Ariele Magnani ha contribuito
a mettere a fuoco, per ognuna delle specie citate, ogni
aspetto di interesse; è proprio così che
dovrebbe essere per le guide “serie”, nelle
quali gli autori scrivono di ciò che conoscono,
in uno stile comprensibile a tutti, soprattutto a chi non
sa ed è curioso: “La curiosità è figlia
dell’ignoranza e madre della conoscenza”,
diceva Leonardo.
L’altro motivo di successo è la efficace
sintesi di notizie per ognuna delle specie considerate:
quanto basta non solo per identificare le diverse specie
(ma per questo c’è solo l’imbarazzo
della scelta, anche restando agli ormai numerosi testi
in italiano), ma per capire il ruolo di ognuna di esse
nell’ecosistema delle saline, vero scrigno di biodiversità,
una delle prime zone umide italiane tutelate in applicazione
della Convenzione di Ramsar, per l’impegno e l’intelligenza
di un valente funzionario del CFS. E’ un giusto equilibrio
che sicuramente farà venire a molti lettori il desiderio
di volerne sapere di più. Il formato scelto ne fa
un manualetto che sta facilmente nella tasca della giacca
o nello zainetto.
Infine una delle qualità più apprezzabili:
la ricchissima dotazione di immagini, di alta qualità e
capacità evocativa, dovute ad uno dei migliori interpreti
delle luci e dei colori dell’area deltizia, oltre
che, in questo caso, autore di dettagliate immagini dell’avifauna
delle saline.
Ecco, se si deve trovare una manchevolezza
in questo volumetto, la troverei qui; non per la qualità delle immagini
(peraltro stampate su una carta che non le mortifica affatto)
ma perché, certamente dovendo contenere il numero
delle pagine ed il formato della pubblicazione, la dotazione
iconografica ci sta abbastanza stretta. Ma allora questo
volume non sarebbe una guida, buona anche sul campo, ma
uno splendido libro fotografico, anche con un prezzo di
vendita ben differente, utile a chi comincia, e di complemento
alle conoscenze di chi sa già riconoscere gli uccelli.
Federico “Linneo” Montanari
- LE TERRE DEL SALE
DELTA DEL PO: LITORALI, VALLI, LAGUNE E SALINE

Foto di Lino Bottaro
(G.A. Cibotto, O. Toscani, R. Perfetto,
L. Bottaro, L. Secchieri, E. Boschetti, F. Piccoli,
L. Alberti, M.
Passarella, R. Tinarelli, M. Benà, G. Ravagnan,
S. Danieli, M. Costa, M. Milia, I. Ferrari, D. T. Welsh,
V. Zago. Arcari editore, p. 431, 2004)
Il volume colpisce a prima vista per
l’assoluta
bellezza delle immagini. Dice Lino Bottaro, che del libro è ‘solo’ il
fotografo e in realtà il principale autore: ‘spesso
la parola non riesce a restituire emozioni reali, bensì filtrate,
immaginarie e astratte. Quale magia è la fotografia
che ci permette la visione di immagini che difficilmente
possiamo vedere dal vero’.
E sicuramente tiene fede alla sua affermazione,
proponendo immagini per niente scontate anche per chi
come noi il
Delta l’ha imparato a conoscere. ‘Un territorio
piatto si scopre dall’alto, quindi come lo vedono
gli uccelli’. Infatti la parte più originale
del volume è rappresentata dalle foto aeree di dossi,
barene, casoni, valli, lavorieri e tratti di costa. Paesaggio
nuovo anche per chi è abituato a praticarlo per
censire uccelli, in un'altra prospettiva, da terra o dalla
barca. Particolarmente suggestive le foto aeree di barene
scanni ed isolotti molte delle quali colgono branchi di
uccelli in volo di trasferimento, e delle stazioni di pesca
che rivelano la complessità dei manufatti tradizionali
e degli argini coperti di vegetazione in mezzo alla quale
molte specie trovano l’ambiente idoneo per nidificare.
Molte foto sono dedicate a specie vegetali
ed animali, uccelli nelle varie fasi del ciclo annuale,
invertebrati,
pesci. Molte sono dedicate alle attività umane tradizionali,
tra cui la pesca. Le immagini più suggestive sono
quelle di insieme, di canneti e dune d’estate o sotto
la neve, di branchi di uccelli in riposo o di colonie sui
nidi.
Ma una volta superata la curiosità di contemplare
le immagini e arrivati alla fine del libro, val la pena
di ricominciare e scoprire i testi, che sono sintetici
ma di ottimo livello, pieni di spunti per la comprensione
del territorio e delle popolazioni animali e vegetali del
Delta. Scritti da vari autori, che nel Delta vivono o che
l'hanno nel cuore, hanno forse in comune la preoccupazione
di trasmettere al lettore l’idea di instabilità e
fragilità di questo territorio e i cambiamenti che
esso ha incontrato sia in ere geologiche lontane che negli
anni più recenti, dovuti questi ultimi all’aumentata
antropizzazione, alle installazioni industriali e produttive
come megacentrali elettriche e piattaforme di attracco,
al prelievo venatorio diretto ma anche al conseguente disturbo
e ai fenomeni di saturnismo dovuti al piombo dei pallini
dispersi nell’ambiente, all’itticoltura intensiva
con i problemi correlati alle trasformazioni ambientali
gestione dei livelli idrici e eutrofizzazione delle acque,
al turismo balnerare che ha significato semplificazione
delle coste e disturbo antropico alle colonie di uccelli
anche sulle spiagge libere apparentemente meglio conservate.
Molto interessanti sono i testi in
cui si parla delle variazioni numeriche e qualitative,
sia in positivo che
in negativo, delle popolazioni ornitiche avvenute negli
ultimi decenni, spesso conseguenza delle cause precedentemente
esposte, e dell’importanza di quest’area per
la sosta di migratori. Altrettanto significative le parti
in cui si accenna ad un pesante prelievo venatorio a carico
delle popolazioni di anatre, di cui si stimano gli effetti
in base al numero dei cacciatori e degli abbattimenti consentiti
per cacciatore dal calendario venatorio.
Un particolare risalto meritano due
testi, per il ruolo che i rispettivi autori rivestono.
Si tratta di Stefano
Danieli direttore del Parco Regionale Veneto del Delta
del Po e di Valter Zago presidente del Parco del Delta
del Po dell' Emilia-Romagna. Da entrambi i testi traspaiono
le difficoltà che Enti di gestione si trovano ad
affrontare in territori così densamente antropizzati
e gravati nella cultura locale dalla 'mentalità legata
ad una atavica dimenticanza di questa terra dalla natura
ostile' che fa a volte non percepire alle popolazioni le
'opportunità concrete di successo economico e qualità della
vita'. Entrambi parlano di sviluppo sostenibile, ambiente,
agricoltura, pesca, pianificazione, educazione ambientale,
alle azioni di tutela e salvaguardia che 'solo un Parco
può assicurare'. E questo è anche quanto
tutti noi ci auguriamo.
Mario Bonora
GUIDE DI TRE SISTEMI MONTUOSI DELL'EMILIA-ROMAGNA
Sono uscite di recente due guide, che non hanno un taglio
principalmente ornitologico ma che riguardano affioramneti
riocciosi di grande importanza naturalistica. Ne ricordiamo
anche una terza meno recente ma di estremo interesse, sulla
Vena dei Gessi Romagnoli.

- C'era una volta il mare....
Natura e storia
tra il “Sasso” e il Monte
delle Formiche
(Giancarlo Marconi e Donatella Mongardi, pp.224, 2005)
Il volume è dedicato al Contrafforte Pliocenico
Bolognese, formazione composta da affioramenti di arenarie
estesi tra la Valle del Reno e la Valle dell'Idice, che
faranno parte in un prossimo futuro di una Riserva Naturale.
Non è una guida ornitologica, ma riguarda un territorio
di estremo interesse per la presenza tra l'altro di rare
specie rupicole.
La pubblicazione, di Giancarlo Marconi e Donatella Mongardi,
tratta in modo approfondito e piacevole gli aspetti geologici,
botanici, la Fauna e la storia dal neolitico ai giorni
nostri.
Sono particolarmente ben curati gli
aspetti botanici e vegetazionali, senza t |